Partecipo ancora una volta con molto piacere ad una uscita corale in questa grotta che promette belle avventure e buona compagnia.
La mattina ci si incontra tutti a Pian della faggeta, ci sono tante facce note, c’e’ anche Francesco che da poco ha terminato il corso e ben due Fabii uno di fronte all’altro.

Arriva anche Marco, e’ un po’ lui che tira le fila per l’esplorazione di questa grotta che ha il pregio di far incontrare molti speleo di tanti gruppi. Con lui c’e’ Marco, sempre sorridente, sono contento di rivederlo, non ci si incontrava per una grotta insieme da tanti tanti anni.

Dopo i saluti ci compattiamo per muovere meno auto possibili e andiamo al parcheggio vicino la grotta. Senza troppa fretta iniziamo a prepararci. Alice e Alessandro prima e dopo la vestizione.


Eccezionalmente sono pronto prima del resto del gruppo, ne approfitto per partire prima, voglio fare un giro largo a prendere le foto di una grotta vicina al pozzo della faina. Si tratta del II CATRAVASSO SOPRA CESA SCHIUMETTA (LA821), finora non lo avevo mai notato negli avvicinamenti alla faina e stavolta voglio proprio trovarla.

Salendo ne approfitto per fare una foto anche ai tassi, li ammiro di piu’ dopo aver scoperto dalla mappa che si tratta di alberi monumentali. Questi sono rispettivamente il secondo e il terzo.

Per non fargli torto mi giro a fare una foto anche al primo.

Questi sono il quarto e il quinto, visto che sono vicinissimi vengono contati per uno.

La grotta che cerco deve essere nelle vicinanze di questi tassi, salendo sulla loro sinistra. Quando finalmente avvisto la grotta mi accorgo di aver abbondato troppo con lo spostamento a sinistra. Mentre mi avvicino, ne approfitto per guardare alcuni punti interessanti. Gratifico la grotta ritrovata con una serie di foto poi mi avvio verso la faina.





Nel frattempo i miei amici hanno percorso velocemente l’erta fino all’ingresso e ora stanno seduti a riprendere fiato. Li raggiungo e faccio subito una foto con Federico, da mandare a Sgrunge.




Federico e’ scatenato, dopo quella con me si fa una foto anche con Marco.

Arriva anche Marco, mentre lui finisce di sistemare le sue cose i primi del nostro nutrito gruppetto iniziano ad entrare.

Alice tra le fresche frasche e Fabio, pronto e sorridente.

In breve mi trovo a entrare pure io. Scendo il primo pozzo dove ritrovo Fabio e Francesco. Fabio vuole attendere l’arrivo di Marco quindi mi affida Francesco che e’ alla sua prima visita alla grotta.
Scendiamo assieme di poco preceduti da Alessandro. Francesco al pozzo con la sella franosa riesce a fare tutto il contrario di quanto gli avevo raccomandato ma il suo angelo custode ci mette una buona parola e per questa volta se la cava, anzi praticamente nemmeno si accorge di aver rischiato una caduta, se non brutta perlomeno fastidiosa. Al pozzo successivo, quello subito dopo la sella, parto prima io e gli dico di stare fermo perche’ rischia di tirare sassi. Mi risponde di si ma per prudenza aspetto a scendere al frazionamento successivo. Come temevo, dopo qualche secondo Francesco fa cadere inavvertitamente un sasso di almeno 10 chili proprio dove sarei stato se avessi proseguito. Francesco sicuramente ci mette passione e impegno ma, come per tutti, qualche margine di miglioramento c’e’. Andiamo avanti.


Ancora qualche pozzo e siamo alla sala Multiverso, quella del vecchio fondo. Quando arrivo trovo Alessandro che ammira una strana roccia che ha trovato in un angoletto della sala, quello dove alla mia prima visita avevo tentato di scavare un cumulo di fango senza grossi risultati. Il sasso che ha trovato, una volta ripulito dal fango si rivela essere pirite, e’ bello e brilluccicante quindi decide di tenerselo.
Arriva Marco. Anche oggi ci divideremo in due squadre. Una, quella del ramo destro, composta dai Fabii, Francesco, Alice e Alessandro. Noi altri, i Marchi, Federico ed io andremo al ramo sinistro, quello dove andai anche la prima volta.
Arrivati al punto dove il meandro ridiventa impraticabile iniziamo a lavorarlo dandoci spesso il cambio. Sotto di noi, nel punto che stiamo cercando di allargare si sentono le voci dei nostri amici della squadra “destra”, evidentemente i due rami si incontrano di nuovo. Lavoriamo con impegno nella speranza di ricongiungerci.
Passano delle ore, ce ne accorgiamo anche dal fatto che l’aria, dapprima ferma, ad un certo punto inizia a soffiare da noi verso i nostri amici “destri”. A pomeriggio inoltrato l’altra squadra decide che e’ ora di rientrare ma non mancano di farci una visita di cortesia. Fabio si ferma con noi fino a quando decidiamo di terminare la giornata per fine carica delle batterie.







Inizio per primo a risalire verso l’uscita. Sono preceduto da Fabio e seguito da Federico. Saliamo a un frazionamento di distanza e tutto sembra filare liscio. In un pozzo intermedio pero’ Fabio incontra un sasso instabile e senza accorgersi lo stacca dalla parete. Quello non trova di meglio da fare che venirmi addosso sul dorso della mano destra. Vedo tutte le stelle del firmamento e consumo almeno un paio di calendari nominandone tutti i santi. Quando il dolore si calma controllo la situazione. La mano e’ dolorante ma le dita le muovo. Il sasso ha impattato sulla mano di piatto quindi la violenza del colpo si e’ un po’ distribuita. Forse me la cavero’ con qualche livido. Proseguiamo la salita.
In breve arriviamo in vista dell’uscita, nella sala dove c’e’ l’oramai celeberrimo teschio della faina.

Mentre Fabio sale aspetto Federico e gli faccio un paio di foto mentre esce dal pozzo.


Fabio intanto arriva alla base dell’ultimo pozzo. Gli diciamo di aspettarci per evitare che caschino altri sassi ma forse non ci sente perche’ non si ferma e sale verso l’esterno, per fortuna senza altri inconvenienti.

Quando arrivo anche io all’ultimo pozzo il buon Fabio e’ gia’ fuori a godersi il primo fresco della sera.

Esco a mia volta e mi fermo ad aspettare Federico.


Dopo Federico sale Fabio, aspettiamo che esca anche lui approfittando per riprendere fiato.


Dopo esserci cambiati, la compagnia un poco si assottiglia, ma il gruppetto che rimane si dirige allegro e compatto verso il ristorante per un meritato pasto.

Durante la cena si parla della grotta, naturalmente, ma poi la discussione cade sullo strano sasso di pirite trovato da Alessandro. Fabio, che studia i minerali da molti anni, dice che e’ impossibile che della pirite di questo tipo possa essersi formata nella nostra grotta. Pero’ di contro Alessandro professa tutta la sua buona fede e dichiara con passione di aver trovato la pietra tra i mucchi di fango che avevo scavato io la volta scorsa. Il dubbio rimarra’ fino alla prossima visita, magari se ne troveremo altri Fabio potrebbe ricredersi. Vedremo.

Dopo la cena, allegramente condita dal “mistero piritico”, ci salutiamo gia’ pensando alla prossima gita alla faina, con chissa’ quali scoperte da fare. Alla prossima.