Grotta Arcobaleno – 22/02/2025

A ritrovare grotte con Patrizio e Gabriele dalle parti di Pastena.

Visto che dopo l’influenza sono riuscito a prendermi anche una bella bronchite e sono ancora sotto antibiotici devo limitare al minimo l’attivita’ e cercare di fare il bravo. Per questo motivo quando Gabriele mi propone di accompagnare Patrizio in un facile giro, non posso far altro che aderire alla proposta con entusiasmo. Andremo dalle parti di Pastena a ritrovare un paio di grotte che Patrizio col suo gruppo, GSCaiFrosinone, aveva trovato oltre 20 anni fa. Per fortuna almeno lui ha una buona memoria. Le foto di oggi sono merito di Gabriele visto che sono riuscito a dimenticare nuovamente la fotocamera.

La mattina Gabriele ed io ci incontriamo con Patrizio e dopo un caffe’ andiamo a cercare le grotte. Patrizio ci guida con sicurezza per stradine di cui non saprei dire altro, alla seconda ero gia’ perso. Dopo una buona mezz’ora di girovagare Patrizio ci fa segno che siamo arrivati.

Scendiamo dalle auto e ci prepariamo alla passeggiata. Prendiamo un sentiero quasi carrabile, forse piu’ “trattorabile”, e dobbiamo quasi discutere con un paio di cani pastore che ci abbaiano dietro mentre passiamo. Per fortuna sono ligi al dovere e non si allontanano del gregge che devono difendere. Continuano ad abbaiare ancora per un paio di minuti poi ci perdiamo di vista.

Ad un certo punto Patrizio lascia il sentiero e prende a sinistra per un prato che a vederlo sembra insignificante. Mai dire mai, proprio in mezzo al prato, quasi completamente nascosto dall’erba si apre un buco che Patrizio ci presenta col nome di “Pozzo Arcobaleno”. Ci fermiamo giusto il tempo per prendere il punto e fare qualche foto. Essendo profondo piu’ di 20 metri oggi non e’ l’occasione giusta per scenderlo. Magari ci torneremo con l’attrezzatura e qualche corda.

Qualche minuto di sosta e Patrizio riprende a camminare tra i massi calcarei affioranti. Dobbiamo sbrigarci a seguirlo per non perderlo. Per qualche minuto ci districhiamo tra rami, qualche rovo e tanti sassi, anche di notevoli dimensioni. Alla fine, con l’aiuto di qualche urlo raggiungiamo Patrizio ai bordi di una dolina. In fondo alla dolina si intravede un buchino che Patrizio ci presenta come “Grotta Arcobaleno”.

Dopo la presentazione andiamo a dare uno sguardo da vicino.

A una prima occhiata oltre il buco d’ingresso si vede uno scivolo di un metro, un piccolo ambiente con in fondo un altro buco, troppo piccolo e troppo verticale per essere passato. Patrizio scende in avanscoperta e ci dice che dopo questo secondo buco si vede la grotta proseguire in maniera incoraggiante.

A essere sinceri non dovrei entrare in grotta, ma oramai son qua, la tuta e il casco ce l’ho…quasi quasi uno sguardo vado a darlo anche io.

Mentre controllo quanto riferito da Patrizio poco prima, Gabriele mi passa il suo cellulare per fare un paio di foto alle concrezioni di questo primo ambiente.

A prima vista in questa minuscola saletta l’unico passaggio sembra essere il piccolo buco evidente che ho di fronte. A sinistra un sasso di buone dimensioni nasconde un saltino di un metro che a prima vista sembra stretto e senza prosecuzioni.

Esco a raggiungere i miei amici e mentre siamo sul bordo della dolina Patrizio si dice sicuro che quando col suo gruppo trovarono la grotta, scesero senza corde. Quanto dice mi fa pensare che forse ho fatto male a non controllare meglio il passaggio stretto a sinistra.

Vado a guardare nuovamente. Stavolta mi infilo nel passaggio stretto e…trovo il passaggio!

Si passa sotto un masso che e’ parte del pavimento della saletta iniziale e si arriva senza problemi un paio di metri piu’ in basso. Ora il minuscolo buco che ci irrideva lo posso vedere da dentro, con molta soddisfazione.

Dopo aver urlato ai miei amici la scoperta, vado a fare un giro veloce per vedere come prosegue questa grotta. E’ una frattura alta che prosegue a meandro in discesa comoda con alla base vari sassi di crollo. Passo un passaggio appena stretto e poi l’ambiente si allarga di nuovo. Qua trovo tracce dei primi esploratori, una lampada “antica” con ancora la lampadina a incandescenza e uno spezzone di corda consumatissimo.

Terminata la mia sommaria esplorazione porto con me la lampada e torno dai miei amici. Mentre risalgo incontro a meta’ strada il buon Patrizio. Consegno a lui la lampada-reperto poiche’ si dice sicuro di sapere a chi apparteneva.

Fuori commentiamo la riscoperta e dopo qualche tentennamento alla fine mi decido, tornero’ dentro a fare il rilievo. Recupero il DistoX, accendo il cellulare, apro TopoDroid e lo imposto per il nuovo rilievo dove raccogliere i dati. Parto con la poligonale dal bordo della dolina, dove all’arrivo avevo preso le coordinate. Un saluto ai miei amici e parto.

Mentre prendo i punti noto la presenza di almeno una dolicopode ben nutrita e un pipistrello.

Proseguo velocemente ma senza fretta nel rilievo.

Ecco il passaggio strettino ma sicuramente non impossibile.

Quando arrivo al fondo odierno della grotta termino la poligonale con un tiro nel pozzo che per ora e’ troppo stretto per essere sceso. Tiro un paio di sassi che rotolano per poco. Ci si dovra’ tornare.

Guardando verso il soffitto la grotta sembra proseguire, ma anche per questo ci sara’ tempo la prossima volta. Lasciamo che la grotta si mostri poco per volta.

Terminato con soddisfazione il rilievo ripongo tutto e torno a raggiungere i miei amici all’esterno. Visto che la frattura prosegue anche in alto, ci viene la curiosita’ di verificare la presenza di un’altro ingresso. Prendiamo la direzione approssimativa della frattura e andiamo alla ricerca. Qualcosa troviamo, ma si tratta di buchi piccoli e da scavare. Anche per loro rimandiamo alla volta prossima.

Dopo un po’ di girovagare a casaccio senza altre scoperte decidiamo di tornare alle auto. Ci muoviamo tornando indietro perche’ vogliamo cercare “GROTTA PERSICONE(LA167)” quindi arrivati nelle vicinanze ci disperdiamo tra gli olivi per cercarla. Io mi inoltro fino a raggiungere un canalone dove mi sembra di intravedere un buco “grottesco”. Probabilmente sarebbe utile una corda per scendere a controllare. Torno indietro per dirlo ai miei amici che nel frattempo sono tornati alle auto senza aver trovato la fantomatica grotta. Delle persone che lavoravano agli olivi ci hanno detto che “Persicone” e’ il cognome di molti abitanti dei dintorni e ci indica anche la villa di uno di loro. Peccato non se ne cavi nessuna informazione utile. Comunque, tornato dai miei amici li aggiorno della mia possibile scoperta ma li trovo in aria di chiusura attivita’. Concordo subito con loro, anche io inizio a essere stanco. Patrizio ci deve lasciare subito per alcune commissioni, noi sistemiamo le nostre robe e partiamo alla ricerca di un posto dove mangiare.

Non troviamo molto, alla fine Patrizio, che ci seguiva per un tratto di strada ci consiglia di arrivare alle grotte di Pastena. Seguiamo il suo consiglio e in effetti troviamo un ristorante aperto dove riusciamo a mangiare un piatto di pasta, tanto per chiudere degnamente la giornata.

Visto che oramai ci siamo facciamo un rapido passaggio alle grotta di Falvaterra con la speranza di poter incontrare Augusto e dargli un saluto. Purtroppo troviamo nessuno quindi dopo qualche minuto riprendiamo la strada di casa.

Non ho fatto molto, ma non avrei potuto fare molto di piu’, quindi sono contento della bella giornata. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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