Bucia dell’Ortaia – 15/02/2025

Con Martina, Luca, Vittorio e Gabriele per una visita esplorativa a questa simpatica grotta.

Oggi sono andato solo per esorcizzare definitivamente l’influenza che mi ha funestato l’ultima settimana. Faccio ancora fatica a reggermi in piedi ma non ce la facevo a stare fermo ancora. Armato quindi di buona volonta’ mi sono unito agli amici per una nuova avventura.

In verita’ dovevamo andare a proseguire l’esplorazione di pozzo Pasqualitti ma la mattina Nerone, andato avanti in perlustrazione, ci ha riportato la sconfortante notizia di una tempesta di neve su a Livata. Apprendere del meteo avverso e cambiare al volo la destinazione e’ stato un attimo. Il da fare non manca mai.

Durante la sosta per la colazione definiamo la nuova destinazione, andremo alla Bucia dell’Ortaia in quel di Rocca di mezzo, quella nel Lazio, vicino a Rocca Canterano.

Dopo una ventina di minuti di strada arriviamo alla nostra meta, il parcheggio del paese vicino la chiesa. I miei amici si cambiano vestendo i panni da speleo mentre io mi limito a cambiare gli scarponi.

Il tempo non e’ dei migliori, ma abbiamo visto di peggio, speriamo regga.

Una volta pronti prendiamo il sentiero che porta al campo di calcio del paese. Ora il sentiero e’ stato adornato con un cancello ma supponiamo sia li’ per tenere fuori mucche e altri animali. Visto che e’ aperto non ci poniamo troppe domande e andiamo verso la grotta.

Dopo qualche pozzanghera fangosa arriviamo all’ingresso della grotta.

Mentre i miei amici fanno gli ultimi preparativi prima di entrare io faccio un giro per cercare qualcosa di utile per sfoltire i rovi che impediscono il passaggio.

Trovo aiuto in un robusto palo di legno preso a prestito dalla vicina recinzione, lo sfilo con delicatezza, sfoltisco e lo rimetto in sede senza danni. Ora l’ingresso e’ transitabile, c’e’ da togliere solo il rudere metallico, una panca forse, che avevo messo dopo l’ultima visita.

Ecco Luca e Vittorio, le nostre giovani speranze. Per loro, come pure per Martina, questa e’ la prima visita. Magari vedendo la grotta con occhi nuovi troveranno qualcosa che a me e Gabriele finora e’ sfuggito.

Alla fine la curiosita’ ha la meglio sulla debolezza quindi entro pure io. Purtroppo dopo pochi metri c’e’ un passaggio scomodo che costringerebbe a sporcare i miei abiti non da grotta. Visto che non ho portato alcun ricambio di abiti con molto dispiacere faccio un paio di foto a Martina e Gabriele e poi faccio spazio per il passaggio di Vittorio e Luca.

Me ne torno quindi all’esterno dove impiego la successiva mezz’ora a curiosare nei dintorni.

Rientro anche per il primo metro per un paio di foto.

Nel frattempo i miei amici, mi aiuto con una foto di Gabriele, raggiungono il punto in cui la volta scorsa avevamo trovato una possibile prosecuzione da esplorare, mettono una corda per sicurezza e poi Luca scende a dare uno sguardo. Anche lui riesce a far poco ma ricava l’impressione che dopo lo stretto ci sia un ambiente piu’ ampio. Varra’ la pena di fare una nuova visita.

Foto: Gabriele Catoni

Mentre i miei amici sono impegnati nella esplorazione io cerco di passare il tempo trasportando sassi alle pozze di fango per rendere meno “sporchevole” il passaggio al ritorno. Quando il freddo inizia ad avere la meglio decido di rientrare ancora in grotta per chiedere a Gabriele di darmi le chiavi dell’auto.

Metto subito in atti il mio proposito e per fortuna ottengo quel che mi serviva. Raccolgo quindi le mie cose e vado in macchina dove indosso una maglietta asciutta e mi metto seduto al calduccio per un sonnellino.

L’arrivo dei miei amici mi desta dal torpore da attesa nullafacente. Mentre si cambiano mi faccio aggiornare su quanto hanno fatto…forse hanno trovato una prosecuzione fangosa che la volta scorsa non avevamo notato. Per il resto hanno portato con se’ solo l’intenzione di tornare a proseguire l’esplorazione nel pozzetto stretto.

Visto che sono le 13.30 e l’appetito inizia a farsi sentire, viene naturale puntare al locale ristorante “Bell’orizzonte” dove delle belle fettuccine sembrano attendere solo noi.

In attesa del pasto andiamo a riscaldarci ai caloriferi davanti alle ampie finestre. Ancora non sazi di avventura fantastichiamo di nuove ricerche ammirando il paesaggio con affioramenti calcarei che abbiamo davanti.

Dopo un lauto pasto riprendiamo le auto e torniamo a casa, anche per questa volta siamo stati bene e abbiamo fatto cose piacevoli in buona compagnia…gia’ questo e’ tanta roba. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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