Pozzo della faina – 28/12/2024

Una uscita multi-gruppo in una grotta nuova per me.

La mattina ci si incontra tutti al parcheggio di Pian della Faggeta e si lascia la’ qualche macchina. Siamo un nutrito gruppo di speleo appartenenti a vari gruppi. Una volta radunati tutti saremo ben 11 speleo ad entrare in questa capiente grotta.

La grotta e’ in esplorazione sin dagli anni ’90 del millennio scorso e da qualche anno e’ Marco a prendersene cura chiamando a se’ tutti gli speleo che ne abbiano voglia. Marco potrei di re di conoscerlo da una vita, e’ uno di quei personaggi di cui nell’ambiente speleo si sente spesso parlare…ma credo che questa sia la prima volta che andremo in grotta assieme. Oggi sono stato invitato da Fabio a far parte di questo eterogeneo quanto nutrito gruppo, e credo di doverlo proprio ringraziare per la bella giornata offertami.

Con un poco di ritardo arrivano anche Tullio e Ada che si sistemano per iniziare a prepararsi.

Ecco altri tre componenti, spero di non sbagliare troppi nomi, veramente troppi per la mia povera memoria. In ordine di lettura quindi vi presento Fabio, Alessandro e Simone

Un primo gruppetto e’ pronto e inizia ad inerpicarsi verso la grotta. Il verbo inerpicarsi come potr’ constatare e’ l’unico adatto alla salita che mi aspetta. Visto che sono pronto anche io, li seguo cercando di non farmi distanziare troppo.

Fabio, che mi precede di poco, dice che il riferimento sono i 4 tassi che troveremo l’ungo l’erta. Al quarto si deve girare a destra procedendo in quota fino a raggiungere la grotta. Guardo verso l’alto cercando speranzoso i tassi, ne scorgo 3, il quarto purtroppo e’ troppo lontano per essere individuato. Richiamo forze e buona volonta’ e proseguo ad arrancare per la salita.

Quando gia’ iniziavo a perdere fiato e speranza una nuova immagine mi rasserena. Qualcuno del gruppo si e’ fermato levandosi lo zaino dalle spalle. Il mio sconsiderato ottimismo mi fa sperare che non sia una sosta tecnica a meta’ strada ma il tanto agognato ingresso. Certo mi manca ancora un bel tratto di salita, ma gia’ sapere che la meta e’ in vista non e’ male.

Il mio ottimismo una volta tanto era nel giusto, si e’ formato un gruppo in quel punto, si tratta proprio dell’ingresso e la distanza non e’ piu’ tantissima.

Ci sono quasi!

Sono arrivato. Nel frattempo i miei amici di questa giornata hanno iniziato a scendere il pozzo d’ingresso.

Ecco Fabio, una foto di saluto mentre iniziamo a vestire l’attrezzatura.

Arriva Marco, subito seguito da Gaetano.

Mi affaccio sul pozzo per vedere dove sto andando. Non male, mi pare.

Arrivano anche Ada e Tullio.

Arriva il mio turno per scendere. Alla base del primo pozzo trovo il teschio di un povero animale che ha terminato i suoi giorni qua dentro. Magari si tratta proprio della faina che da’ il nome alla grotta.

Un piccolo tratto col pavimento bagnato mi portera’ al prossimo pozzo. Attendo fuori il mio turno perche’ pare che il pozzo scarichi.

Inganno l’attesa riprendendo la discesa di chi mi segue, non sono certo ma credo sia Marco.

Il pozzo successivo e’ dotato di una paratia di legno a protezione dai sassi che possono provenire dall’alto.

Oggi provo per la prima volta la nuova lampada che ho comprato. L’ho presa perche’ ha la possibilita’ di zoomare. Alla base di uno dei pozzi, sempre in attesa del mio turno per scendere il successivo, provo lo zoom. Fa una curiosa luce a rombo ma a parte questo sembra fare bene il suo mestiere.

La sequenza di pozzi ogni tanto si interrompe per qualche cunicolo visibilmente “artificiale” ma poi si riprende la discesa.

Ancora un pozzo.

A forza di scendere perdo il conto dei pozzi ma alla fine arriviamo a quella che e’ stata nominata “Sala del Multiverso”, forse perche’ da qua partono diverse diramazioni, due sicuramente, forse una terza che sara’ esplorata oggi da Ada e Tullio.

Quando arrivo alla sala del Multiverso ci trovo Fabio che oggi si occupera’ del rilievo della parte nuova nella diramazione “destra”. Io per ora credo mi fermero’ qua. Gironzolo per la sala e trovo un angoletto dove un accumulo di fango mi inpedisce di vedere oltre. Incuriosito mi faccio prestare un maleppeggio e vado a scavare un po’ di fango. Come sempre mi lordo in maniera incredibile e mi scordo di riporre la fotocamera dentro la tutta che quindi diventa una palletta di fango. Lavoro a togliere fango finche’ si spezza il manico dell’arnese avuto in prestito quindi devo desistere.

Pero’ nel frattempo siamo stati raggiunti da Marco e Gaetano che subito si organizzano per il lavoro che vogliono fare oggi, allargare la diramazione di “sinistra”. Decido di rimanere con loro a dare una mano. Saluto Fabio che prosegue nel rilievo della diramazione destra per poi dare una mano al gruppetto che lavorera’ in quel punto.

La sala del Multiverso e’ a due livelli e per raggiungere la diramazione di sinistra si deve scendere di un paio di metri. Marco e Gaetano sono gia’ li’ a preparare.

Ci sono dei pipistrelli ma non molti, lungo la discesa credo di averne contati 7. Cercando di non disturbare troppo faccio la foto a uno di loro.

Iniziamo a lavorare per l’allargamento del passaggio nella diramazione sinistra. Il tempo passa veloce ma la fatica si sente e ci alterniamo spesso a lavorare col trapano, con mazzetta e scalpello e a spostare i sassi che produciamo.

Di posto nel punto in cui si lavora non ce n’e’ molto. In un momento in cui sono sfaccendato decido di andare a visitare la diramazione destra. Avviso i miei amici e mi avvio. Dopo un breve scivolo arrivo ad un primo pozzo, non molto largo, ma senza essere troppo scomodo. Dopo ne incontro un altro e scendo pure lui. Ancora qualche metro camminando e in lontananza intravedo una corda arancione, troppo nuova e pulita per essere qua da molto tempo. Deve essere la partenza del nuovo pozzo di cui mi parlava Fabio. Arrivo alla partenza del pozzo e mi affaccio. Sotto vedo una sala di dimensioni generose, forse la piu’ grande incontrata finora e il gruppo di speleo che stanno lavorando in un punto che non riesco a vedere. Chiedo se posso scendere ma ricevo come risposta un “Attendi un attimo”. Mi metto comodo e aspetto. Quando mi sembra di aver aspettato un tempo congruo ripeto la richiesta di poter scendere…la risposta e’ sempre la stessa: “Aspetta un attimo”. Lo confesso, non amo aspettare, pero’ se proprio devo cerco di essere paziente. Mi rimetto in attesa. Dopo qualche altro minuto ripeto la richiesta di poter scendere. Al terzo “Aspetta un attimo” confesso di aver perso il poco di pazienza che avevo racimolato quindi decido che e’ il momento di tornare indietro. Il pozzo nuovo lo vedro’ la prossima volta se ci sata’ occasione e un attimo meno fuggente.

Ritorno alla sala del Multiverso in tempo per vedere l’arrivo di Ada e Tullio che hanno terminato la loro esplorazione, con un nulla di fatto, purtroppo.

Riprendo a lavorare con Marco e Gaetano e gli altri mentre Ada e Tullio, dopo aver dato uno sguardo alla “nostra” diramazione, scendono a tentare la fortuna col pozzo “AspettaUnAttimo”, sicuramente con maggior fortuna di me.

Il lavoro alla diramazione e’ andato avanti alla grande. Ora ci si puo’ affacciare a dare uno sguardo al fondo del pozzo, in fondo sembra proseguire il meandro e si vede l’acqua scorrere fino a perdersi in corrispondenza dell’immancabile curva. Riprendo a dare una mano e allarghiamo ancora un pezzo, il minimo indispensabile per far passare qualcuno smilzo. La prescelta e’ Ada, che nel frattempo e’ ritornata dalla visita al pozzo “AspettaUnAttimo”. Marco mette una corda e lei si intrufola nello stretto fino alla base del pozzo. Per un poco scompare alla nostra vista ma sentiamo la sua voce che descrive il meandro che purtroppo dopo la curva a sinistra diventa stretto. Ada pero’ ci da’ speranza, urlando verso lo stretto si sente un eco, sintomo che probabilmente dopo allarga. Termina la sua esplorazione mentre io completo l’armo mettendo un deviatore in modo che la corda non tocchi. Termino il mio lavoro e risalgo lasciando spazio ad Ada perche’ possa risalire.

Saziata la nostra curiosita’ di sapere cosa ci aspetta dopo decidiamo di chiudere il cantiere per questa volta.

Pian pianino iniziamo a formare il lungo serpentone per tornare in superficie. Faccio qualche foto qua e la ma solo per ingannare il tempo tra un pozzo e l’altro.

Penultimo pozzo credo, questo credo sia Massimiliano, non ho molte certezze in questo momento!

Agli ultimi pozzi mi investe una corrente d’aria ghiaccia che mi fa temere molto per l’uscita. Per fortuna quando finalmente esco a riveder le stelle la temperatura non e’ cosi’ rigida come sembrava da dentro. Aspetto l’uscita di Tullio e insieme aspettiamo che Ada ci raggiunga quindi insieme partiamo per raggiungere le macchine…e i vestiti asciutti.

La bella giornata termina con un’allegra cena tutti insieme. Che altro dire se non: Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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