Ricognizione a Vulci – 07/12/2024

Con Martina, Laura, Federica, Maria, Claudio e Gabriele a cercare grotte vicino al fiume Fiora.

Dopo un lungo viaggio in macchina arriviamo al castello dell’Abbadia, o di Vulci, che sorge nei pressi di Canino. Ci fermiamo per una rapida visita.

Ecco il castello in tutto il suo splendore.

Non andiamo dentro al castello ma ci dirigiamo a un ponte molto panoramico.

Ci saliamo e ci fermiamo in mezzo per ammirare il fiume Fiora che scorre sotto di noi.

Dopo la breve parentesi culturale torniamo alle auto e andiamo per strade bianche a cercare il punto dove ci fermeremo per iniziare la ricognizione. I miei amici sono gia’ venuti una volta quindi si orientano benone. Per me, alla prima visita del posto, sembra tutto uguale.

Un rapido cambio di scarpe, sistemo un paio di cose utili nello zaino e sono pronto a seguire i miei amici.

Dopo un breve tratto sulla sterrata prendiamo un sentiero in discesa che ci porta all’inizio di un’ampia spianata bordata a destra da una parete in travertino e a sinistra da un bosco di querce, davanti a noi si intuisce il fiume Fiora. La parete gia’ dall’inizio sembra promettere bene.

Il primo buco da guardare con attenzione lo scopre Laura. Un piccolo scavernamento che nasconde un pozzo.

Sotto al pozzo si intuisce una sala.

Laura si prepara e scende in esplorazione. La sala sotto non e’ grande, ma nell’insieme la grotta e’ catastabile, lo conferma anche Gabriele facendo la scansione 3D col fido Lidar.

Subito sulla destra del buco scoperto da Laura ce n’e’ un altro di cui si occupa Martina. Anche quello si rivela catastabile.

Ancora piu’ a destra c’e’ un altro buco, vado a darci uno sguardo. Dopo un ingresso ampio si stringe in un cunicolo che sarebbe da vedere meglio ma una cacca di qualche animale posata proprio in mezzo al passaggio mi convince a desistere. La indico ai miei amici prima di muovermi per altri posti ma nessuno prende atto della mia scoperta quindi, anche se probabilmente sarebbe catastabile, ritorna presto nell’oblio.

Come dicevo passo dai miei amici prima di allontanarmi e li trovo in attesa che Gabriele termini con la scansione 3D della seconda grotta.

Continuo a spostarmi lungo la parete tra alberi, rami spinosi e altre piacevolezze. Ogni tanto trovo un buco che sembra interessante ma che poi si rivela un nulla di fatto.

Una bottiglia concrezionata.

Dopo un passaggio impervio trovo ancora un buco interessante e aspetto con pazienza che Laura mi raggiunga per vedere se ci passa per dare uno sguardo. Laura indossa il casco e si infila dentro…anche questo e’ un buco nell’acqua.

Alla ricerca di altre grotte mi inoltro tra alberi e rovi. Alla mia sinistra una sorgente forma un fiumiciattolo con abbondanti rovi, a destra salgo a cercare un passaggio fino ad arrivare ad un pianoro. Proseguo andando avanti ma ora sto costeggiando la parete dall’alto e non riesco a trovare un punto dove scendere di nuovo alla base.

Quando arrivo a vedere dall’alto il fiume Fiora mi arrendo e torno sui miei passi.

Ricongiuntomi con somma fatica a i miei amici li trovo proprio mentre Claudio riesce a creare un varco tra i rovi a colpi di roncola cosi’ da poter raggiungere Maria. Proseguiamo quindi tutti assieme lungo la piana che poco prima ammiravo dall’alto. Ora la sorgente me la trovo sulla destra e vedo che ogni tanto forma simpatiche pozze.

Eccoci al fiume Fiora, Gabriele e’ avanti e si dirige senza indugi in un punto che avevano visto nella precedente visita.

Ecco il fiume, e’ circa la stessa inquadratura che avevo visto nelle foto di Gabriele.

Qua il Fiora fa un’ampia curva, il posto e’ uno spettacolo, ci fermiamo ad ammirarlo.

Raggiungiamo Gabriele che trovo chino in uno sgrottamento a esaminare cocci. Me li mostra, non mi sembrano molto antichi ma non sono in grado di andare oltre un’impressione. Mentre lui li fotografa con attenzione io mi guardo intorno.

Vedo Claudio che si inerpica su una catasta informe di legno, va a cercare avanti. Lo seguo per un pezzo ma poi lascio perdere, troppo intricato. Torno indietro.

Trovo il resto del gruppo piu’ o meno affaccendato, chi fa spuntino, chi studia le rocce, chi come me fa nulla di particolare.

Pero’ l’idea di poter proseguire lungo la parete mi alletta quindi dopo un po’ riprovo, ma passando piu’ vicino alla riva del fiume.

Qua in effetti si passa abbastanza agevolmente e riesco ad andare oltre il punto intricato, ma solo per scoprire una bella parete senza buchi degni di nota. In compenso quando torno indietro mi accorgo che quando eravamo fermi a fare foto in corrispondenza della curva, sotto di noi c’era un buco interessante. Ne vedo anche un altro poco piu’ a destra che vale la pena vedere da vicino. Avverto Claudio e insieme andiamo a dare uno sguardo.

Radici trasformate in roccia.

Mentre io recupero la corda e la sistemo, Claudio disarrampica e va a vedere.

Non appena messa la corda lo raggiungo e gli lancio la fotocamera cosi’ puo’ documentare l’ennesina grotta mancata.

Per questa foto devo ringraziare Maria, l’ha scattata per memorizzare quanto dubbio fosse per lei il mio armo, a nulla sono valse le mie rimostranze e la prova di persona.

Claudio, dopo aver ripreso la mancata grotta fa una foto anche a me, una volta tanto ci sta bene.

Con la prima grotta ci ha detto male, andiamo a vedere la seconda.

Una foto di commiato.

Simpatiche formazioni di roccia.

Ritorniamo su, smontiamo la corda e ci spostiamo piu’ in la’ a cercare un punto dove scendere. Lo trovo quasi subito e anche se non e’ comodissimo riesco a tornare a livello del fiume.

Con qualche sforzo riesco anche a sporgermi per fare una foto alla possibile grotta ma nulla di piu’. Per essere certi che di grotta si tratta si dovrebbe scendere in acqua e non mi pare questa l’occasione giusta.

Tornando sui miei passi incontro Claudio che stava scendendo a sua volta. Lo aggiorno e intanto adocchio una forse-grotta. Vado a guardare dentro.

Dopo un paio di metri in comoda salita il buco prende decisamente per la verticale, salendo stringe. Forse potrebbe anche essere catastabile ma non mi sembra ne valga la pena. La lascio al suo destino.

Ritornati alla piana mi ritrovo con Federica e Maria, il resto del gruppo e’ tornato indietro alla parte da cui venivamo per provare a trovare un passaggio da questo lato ed esplorare la base della parete.

Noi decidiamo che e’ ora di andare a vedere un buco che si intravede all’altro lato della piana.

Arrivati in prossimita’ del buco in parete la vegetazione inizia a mostrarsi ostile, vado avanti tra canne e rovi e ben presto mi accorgo di essere rimasto solo. Maria ha abbandonato la tenzone e Federica e’ tornata indietro a tenerle compagnia.

In breve; traverso molti punti impervi e alla fine trovo un paio di buchi in parete non investigabili senza attrezzatura, trovo tre piccole sorgenti da cui risorge anche qualcosa tipo nafta o simili. Prendo le foto che posso e torno indietro. Quando sono quasi uscito per tornare alla piana vengo raggiunto da tutto il resto del gruppo di ritorno dalla parete di partenza. Spiego loro cosa ho trovato e indico la “strada” che ho seguito, poi li lascio per andare a raggiungere Maria.

Approfitto della sosta per fare un veloce cambio maglietta, quella che ho usato finora e’ fradicia di sudore, ora che la giornata avanza inizia anche a fare piu’ freddo, non e’ cosa buona averla addosso.

In pochi minuti il gruppo si ricompone.

Maria e Gabriele studiano le mappe che si sono portati mentre con Claudio ne approfittiamo per una foto spiritosa.

Amiche di casco.

Qua si studia forte.

Claudio e Laura, la strettoista della giornata.

Finita la pausa riprendiamo a camminare per tornare alle macchine. Attraversiamo un “bosco” di sterpi secchi di chissa’ quale pianta fino a uscire nei pressi del sentiero che porta alla sterrata dove sono parcheggiate le auto.

Foto a Claudio mentre fotografa il nulla.

Sara’ caccia se si va in giro con la roncola?

Un rapido spostamento con le vetture ci porta al nuovo punto di sosta dove prendiamo un comodo tratturo in piano che ci portera’ ad una parete dove ritrovare grotte gia’ in catasto. Una, la piu’ importante, a quanto dice Gabriele, e’ quella di Don Simone.

Arriviamo col sentiero fino ad affacciarci alla parete che cercavamo quindi pieghiamo a sinistra fino a incontrare un muretto. Qua Maria, che inizia a sentire la stanchezza, ci abbandona per tornare all’auto.

Poco dopo il muretto c’e’ un punto in cui e’ possibile scendere alla base della parete. Troviamo subito una delle grotte da ricercare, le faccio qualche foto anche se non ne registro il nome.

Poco piu’ avanti troviamo la grotta di Don Simone. Gabriele entra subito e inizia a farne il rilievo 3D.

Entro a dare uno sguardo veloce, ma non sono interessatissimo e poi non voglio intralciare il lavoro di Gabriele quindi lemme lemme torno indietro salendo l’incerto cumulo di sassi che sovrasta l’ingresso della grotta. Per non creare pericolo ai miei amici di sotto allargo leggermente il giro per non rischiare di smuovere sassi.

In un paio di minuti sono sulla verticale dell’ingresso, prendo a riferimento questo sasso particolare per ritrovare il punto un domani.

Vado ad affacciarmi alla parete per vedere cosa combinano i miei amici. Arrivo poco dopo un piccolo incidente, qualcuno ha imitato il mio giro ma con meno accortezza, un sasso e’ scivolato giu’ e ha preso Federica su una coscia. Per fortuna sembra non si sia fatta male seriamente ma un poco di nervosismo cala sul gruppo.

Vado avanti a cercare la grotta successiva ma non trovo un punto consono per scendere. Visto che quella che cerchiamo si chiama Grotta del lago immagino sia li’ sotto e sinceramente non me la sento di scendere fin laggiu’, quindi ritorno sulla piana e mi stendo comodo ad aspettare i miei amici, che infatti non tardano ad arrivare.

Riprendiamo il comodo tratturo in senso inverso mentre la sera inizia a impadronirsi della giornata.

Arriviamo alle auto che il sole sembra intenzionato a tramontare. Faccio ancora una foto mentre Federica si medica l’escoriazione sanguinolenta prodotta dal malcapitato incontro col sasso.

Mentre torniamo indietro con le macchine omaggio il sole quasi dormiente di un’altra foto.

Ci fermiamo a Montalto di Castro a fare uno spuntino, cerco di riprendere la riunione conviviale ma la fotocamera e’ stanca e il risultato non e’ dei migliori.

Al ritorno approfittando del fatto che sono sui sedili posteriori mi sistemo comodo e lascio a Federica il compito di intrattenere Maria mentre guida. Mi godo un bel riposino post-ricognizione svegliandomi praticamente sotto casa. Una bella giornata, con brivido finale. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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