Grotta Mecchia e Lupi escursionisti – 12/10/2024

Giornata di scavo con Martina, Luca e il supporto esterno di Gabriele. La sera un incontro con il gruppo di Alessia che stanno affrontando il Cammino dei Lupi.

La mattina siamo Martina, Gabriele ed io ad arrivare all’appuntamento dove Luca ci attende da un paio d’ore. Abbiamo avuto qualche inconveniente per strada e abbiamo fatto un giro largo per passare in magazzino a Subiaco…ma alla fine siamo arrivati.

Ecco Luca gia’ pronto per entrare. Riprende oggi dopo una lunga pausa per lo studio.

Gabriele aiuta Martina a prepararsi per questa avventura.

La giornata appare splendida, pare quasi un peccato andare a prendere buio…ma chissa’ che la grotta apprezzi il “sacrificio” e si conceda.

Tutti pronti. Una foto di gruppo e si va.

Scendiamo verso la grotta. Come di consueto lo zaino pesanterrimo lo lasciamo portare a Luca che deve riallenare i muscoli dopo la sosta per lo studio.

Un saluto a Gabriele, un appuntamento di massima per le 6 del pomeriggio e si parte. Nemmeno un minuto e siamo al pozzetto, l’unico per il momento. Scendo per primo e poi faccio foto alla discesa dei miei amici.

Proseguiamo oltre.

Poco prima del “campo base”, lo spazietto dove lasciamo gli imbraghi, faccio una foto a dei sassi lucidati dal tempo e dall’acqua.

Proseguiamo per il meandrino dopo il campo base fino a sbucare al primo bivio dove prendiamo decisi per il meandro “neronato”. Qua partiamo in formazione compatta, io per primo, Martina di seguito e Luca con il pesantissimo zaino a chiudere la fila. Martina, che ha l’esplorazione nel sangue, vuole provare il passaggio basso del meandro neronato ma l’esperimento si rivela troppo impegnativo anche per lei quindi passiamo qualche minuto tutti e tre vicini vicini per il disincastro della nostra amica.

A fine esperimento siamo tutti e tre fuori dal meandro neronato e facciamo una foto ricordo.

Ora ci manca solo di decidere come impiegare le prossime ore. Martina decide subito di voler smussare un paio di protuberanze di roccia che le impedivano il passaggio durante il suo esperimento.

Con Luca valutiamo la situazione. Possiamo andare al ramo principale e proseguire lo scavo ma non ne abbiamo soverchia voglia. Alla fine scegliamo il nuovo, ovvero di iniziare l’allargo del meandro di Luca, quello che parte da qua, davanti a noi e che per ora solo Luca ha visto.

Lasciamo Martina a imperversare sul meandro neronato con la mazzetta e noi andiamo a lavorare al meandro di Luca. Dobbiamo iniziare sin dalla prima curva perche’, se Luca passa agevolmente, io non riesco nemmeno ad affacciarmi.

Dopo un paio d’ore di lavoro e un cambio di batteria del trapano finalmente sono in grado di entrare nel nuovo cunicolo.

Gia’ affacciarmi e’ cosa di grande soddisfazione, ma ancora il passaggio mi e’ precluso, quindi anche se a malincuore lascio trapano e fotocamera a Luca perche’ vada avanti a documentare la famosa stalattite che gli aveva sbarrato il passo durante la sua prima visita a questo meandro.

Ecco finalmente la famosa stalattite! E’ sicuramente bella e sicuramente riusciremo ad allargare in maniera conveniente per poterla conservare al suo posto.

Il panorama avanti non lascia vedere molto, solo la nostra fantasia sfrenata “vede” sale nuove, pozzi e tante altre delizie speleologiche.

Luca ritorna indietro dalla sua missione documentaristica e ci coglie impegnati ad allargare un’ulteriore diramazione interessante appena fuori dal meandro neronato. Mentre aspettavamo Luca ho convinto Martina a venire con me a salutare l’attuale fondo della diramazione principale, anche per verificare se laggiu’ abbiamo lasciato uno scalpello che ci sarebbe utile.

Luca prima di restituirmi la fotocamera si diletta nella fotografia dei “zanzaroni”.

Ora la fotocamera e’ di nuovo in mio possesso e inizio a usarla mentre Luca visiona la diramazione che ho iniziato ad allargare.

Sono quasi le 5 del pomeriggio, il freddo si inizia a far sentire, le batterie del trapano sono miseramente morte e noi siamo quasi stanchi. E’ il momento giusto per prendere la via per il sole. Al ritorno Martina affronta il meandro neronato con piglio deciso e lo passa in un soffio.

Pochi minuti e siamo al pozzetto. Mi rivesto della attrezzatura e lo salgo mettendomi poi in attesa dei miei amici. Per prima dopo di me salira’ Martina e a lei dedico tutta una sequenza di foto.

All’arrivo di Martina mi muovo verso l’uscita curando di tirare a Luca solo sassi piccoli! Una volta fuori ammiro il sole, saluto Gabriele che ci aspettava e mi metto comodo per riprendere l’uscita dei miei amici.

Un arrivederci alla grotta e poi saliamo alle macchine. Mentre ci cambiamo viene a trovarci l’inossidabile Tarcisio che mi sbrigo a fotografare insieme a Gabriele.

Dopo esserci cambiati salutiamo Luca che deve ritornare subito a casa e noi ci spostiamo al rifugio CAI per la seconda parte della giornata, un incontro conviviale con il gruppo di escursionisti guidato dalla nostra amica Alessia. Troviamo il gruppo appena arrivato al rifugio dove faranno tappa per la notte. Alessia ci accoglie festosamente con un abbraccio.

Dopo i saluti e le presentazioni entriamo nel rifugio dove la stufa e il caminetto hanno creato un piacevole tepore che stempera la temperatura esterna, ora bastevolmente fredda.

Gabriele si ferma subito al caminetto a salutare Mauro, un nostro amico speleo che per l’occasione si e’ unito al gruppo di Alessia.

Passo qualche minuto vicino al fuoco per riprendere sensibilita’ alle mani poi seguo il flusso degli eventi per cercare di dare una mano. In breve mi ritrovo in cucina dove mi impossesso del tegame dove bolle allegramente il sugo all’amatriciana e lo seguo con l’amore che merita fino al momento di sposarlo con la pasta.

Prima della cena avremmo dovuto fare una breve presentazione della speleologia ai nostri amici escursionisti pero’ il PC di Gabriele inizia a fare le bizze quindi dobbiamo accontentarci di raccontare loro un po’ di aneddoti e storie speleo senza ausilio di immagini.

La cena e’ buona e abbondante. La condiamo ulteriormente con numerosi brindisi allegri. Io faccio la mia parte girando con la fotocamera a riprendere la cena e i suoi partecipanti. Per noi la serata si chiude con un brindisi. Lo facciamo con la “grappa del lupo” portata da Alessia. Chiudiamo con dei cordiali saluti al bel gruppo di escursionisti che abbiamo avuto l’onore di conoscere oggi.

Il ritorno e’ sonnacchioso ma tranquillo. Anche per tenere sveglio Gabriele, durante il viaggio commentiamo la piacevole giornata appena passata. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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