La prima uscita in grotta per i nostri allievi aspiranti speleologi.
La mattina Andrea passa a prendermi sotto casa e io per sdebitarmi prometto di fargli tante foto, lui sicuramente le apprezza. Dopo tutte le soste canoniche arriviamo a Pian della Faggeta al parcheggio dove lasceremo le macchine. Un incidente da nulla, la fotocamera che non si accende, rischia di rovinarmi la giornata, per fortuna uno dei nostri ha un powerbank che rianima prontamente la batteria della mia fotocamera.

Max mette subito gli allievi al lavoro per filare le corde dentro gli zaini.

Ecco Andrea, nonostante il cipiglio sono sicuro che sia molto soddisfatto e contento di tutte le foto che potro’ fargli.

La filatura delle corde si svolge senza inconvenienti.


Intanto noi proseguiamo con la vestizione, qua abbiamo Netta e…Alessandro? Ma si , diciamo Alessandro, almeno per oggi. Gli devo essere molto grato perche’ e’ lui che ha salvato la mia fotocamera dall’inattivita’, pero’ si vede che la gratitudine non giova alla memoria.

Max ha deciso che oggi fara’ un corso nel corso, infatti Alessandro ha espresso il desiderio di imparare ad armare e oggi ne fara’ una prima esperienza. Scendiamo noi tre alla sala che affaccia sul primo saltino della grotta e mentre attendiamo l’arrivo del resto del gruppo Max inizia la sua lezione di armo impartendo ad Alessandro i primi rudimenti da mettere subito in pratica.

Alessandro alle prese con la sistemazione della sua prima piastrina.

Si mette la corda prima di procedere oltre.

Iniziano ad arrivare i nostri corsari. Mi metto comodo per immortalarli. Il primo a passare e’ Matteo.


Subito dietro di lui arriva Dario che sfoggia un sorriso degno di nota.



Gli altri seguono con piu’ calma e prudenza sulla ripida e scivolosissima discesa.


In rapida sequenza arrivano quindi Riki, detto “K” e Marta, anche lei sfoggiando un bel sorriso.



E’ il turno poi di…Patrizia? Si mi pare proprio Patrizia, anche per lei vale quanto detto per Alessandro, in ogni caso per oggi sara’ Patrizia.



Buon ultimo arriva lui, sicuramente e’ il piu’ simpatico del gruppo ma non ricordo il suo nome. Facciamo conto sia Francesco. Anche lui passa veloce a raggiungere gli altri corsari suoi colleghi.

Si ammucchiamo a lato della sala obbedienti alla nostra indicazione di tenersi lontani dal salto su cui i nostri “armaioli” stanno approntando la via di discesa.

Io continuo a documentare, qua abbiamo Netta e Francesco.

Il gruppo corsaro in paziente attesa, in effetti il corso d’armo improvvisato prende un poco di tempo.

Buon ultimo, a chiudere la fila arriva Fabio, lo fotografo in controluce, ma fidatevi, e’ lui.

Intanto l’armo del primo saltino procede, lento ma inesorabile.

In breve il saltino e’ armato, Max e Alessandro vanno avanti velocemente, io scendo alla base del saltino per fare sicura agli allievi che si apprestano a scendere.

Inizia ufficialmente l’avventura in grotta. Qua c’e’ Patrizia che affronta il saltino.

Il serpentone di allievi e istruttori e’ avviato e procede senza intralci. Ora sono andato avanti e sono nella sala del matrimonio a prendere tanta acqua di stillicidio.

Quando ho raccolto attorno a me tre allievi mi accordo per portarli avanti. Li raduno e andiamo fino alla saletta antistante il celeberrimo quanto temuto P19. Qua troviamo i nostri armatori che sono gia’ partiti e stanno attrezzando i frazionamenti intermedi. Per oggi avremo il lusso di poter scendere in parallelo su due vie, robe di lusso.

Intanto la saletta si popola con tutti i partecipanti dell’odierna uscita.

Quando da sotto arriva la libera prontamente mi fiondo ad appropriarmi di una delle due vie, quella piu’ facile, con il deviatore, e arrivo al punto intermedio del pozzo, dove c’e il restringimento prima della seconda parte della discesa. Mi metto comodo per poter fare sicura a chi scendera’.

Assisto alla discesa degli allievi stando comodamente seduto. Questo credo sia Riki.



Viene seguito da Francesco.

Quindi arriva Fabio carico di zaini, per la fatica espressa merita molteplici foto.



Ma se prima erano Riki e Francesco, questi chi sono? Non lo so quindi non lo dico.



Dopo gli unidentified di poco prima arrivano Marta e Andrea in tandem.


Dopo di loro tocca a me scendere fino alla base del P19 per raggiungere il saltino successivo, quello della pozza maledetta. Dopo la pozza c’e’ un discreto assembramento di speleo in attesa quindi mi metto comodo e predisposto anche io all’attesa.

Devo dire che l’attesa dura poco, la pozza maledetta oggi e’ in buona e riesco a passarla indenne e senza troppa fatica. In breve sono alla sala del teschio in compagnia di Fabio.

Vista l’acqua che c’e’ oggi e’ praticamente certo che non scenderemo altri pozzi, quindi faccio una rapida sosta per liberarmi dell’attrezzatura superflua prima di andare ad affacciarmi allo scivolo di fango.

Torno subito indietro, a curiosare della discesa di Dario impegnato col pozzo dopo la pozza maledetta. Per evitare l’abbondante acqua che scende proprio dalla pozza oggi i nostri armieri hanno attrezzato di lato, una soluzione che di rado ho visto utilizzata.

Fabio e Netta sorvegliano l’operato di Dario dandogli consigli e indicazioni.


Ecco il nostro giovane corsaro che scende con soddisfazione il pozzo arrivando anche lui nella sala del teschio.



Possiamo proseguire andando ad affrontare il bel meandro di Pozzo Comune, oggi ben fornito di acqua corrente.

Come sempre mi fermo un attimo a prendere una foto del tratto che trovo piu’ affascinante, quello che sembra creato a mano da una squadra di abili scalpellini.


Una foto al nostro armatore in progress, colui che, ricordiamolo, ha permesso alla mia fotocamera di riprendere questa uscita.

Mi gusto il meandro con le sue pozze intermedie che riesco a passare senza incidenti. Sull’ultima mi arrampico sulla consueta cengia in alto per riprendere Andrea e Max che sistemano la corda per far affacciare gli allievi sul pozzo Marilu’. Per oggi l’uscita termina qua.


Dalla mia postazione alta riprendo chi, come Fabio, affronta impavido l’ultima pozza per raggiungere il pozzo Marilu’.

Inizio a sentire un poco freddo, abbandono la mia postazione e torno indietro. Ne approfitto per fare qualche foto ai corsari in attesa.



Fatta la doverosa visita al pozzo Marilu’ si prende la via del ritorno in fila indiana. Nel tornare indietro Marta decide di provare l’ebbrezza del tuffo nella pozza, purtroppo non mi avverte delle sue intenzioni quindi non faccio a tempo a riprendere il suo elegante carpiato. Esce dall’acqua per nulla turbata e, a suo dire, nemmeno infreddolita.

Appena ne ho l’occasione cerco di mantenere la promessa di fare molte foto riconoscenti ad Andrea.


Intanto si prosegue nel meandro.

Oggi la risalita che si incontra per la via ospita anche un’abbondante arrivo d’acqua che non ispira a visitarla.

In breve tempo siamo di nuovo tutti alla sala del teschio dove ci mettiamo comodi per pranzare assieme, chi con panini, chi con barrette energetiche o altro. Max si dedica alla preparazione di una tazza di brodo bollente che poi fara’ girare tra tutti i presenti. A proposito di presenti e’ da un po’ che sono arrivato alla consapevolezza di una mancanza. Tra noi non vedo piu’ la corsara Patrizia! Chiedo di lei e mi viene spiegato che il suo desiderio d’avventure ipogee si e’ infranto alla vista del P19. Insomma, non si e’ sentita di scenderlo e ha preferito tornare indietro verso l’uscita e il bel sole della giornata. Peccato, speriamo ci ripensi.





Dopo il frugale pasto tutti assieme inizio di nuovo a sentire il fresco della grotta. E’ il momento giusto per ripartire. Convinco Marta a seguirmi e insieme andiamo ad affrontare il pozzo che porta alla pozza maledetta. Mentre Marta sale faccio foto panoramiche al gruppo di sotto.



Il serpentone riparte ordinatamente verso l’uscita. Marta ed io saliamo assieme il P19 e poi ci mettiamo tranquilli in attesa dell’arrivo del resto del gruppo. Appaiono due luci nel buio del pozzo, sono Fabio e Riki.


Sono subito seguiti da Netta e Dario che si liberano del P19 in salita in poco tempo.





Quando nella saletta siamo diventati un discreto numero arruolo Marta, Dario e Riki per andare verso l’uscita. Prendiamo il meandrino che ci porta alla sala grande da cui la luce del giorno ci saluta.

Il tempo che impiego a salire il saltino successivo permette al resto del gruppo di raggiungerci. Inizia la salita verso la luce e il caldo.

Questo, fidatevi, e’ Andrea che mi raggiunge alla saletta iniziale.

Fuori il caldo ci aggredisce ma non e’ asfissiante e risulta quasi gradevole dopo la tanta acqua presa. Qualche fungo ci saluta.


Una breve sosta nei dintorni dell’ingresso per ricompattarci e poi torniamo tutti assieme alle auto guardati con curiosita’ dalle persone che passeggiano godendosi la bella giornata.


Un puledro, non potevo non fargli una foto.

Alle auto ci cambiamo e rimettiamo a posto i materiali negli zaini. Max intanto contatta i nostri amici de “la Sbirra” il nostro ristorante di riferimento quando siamo da queste parti.


Eccoci tutti a tavola per un allegro pranzo. I nostri amici della Sbirra non hanno avuto cuore di abbandonarci affamati anche se ci siamo presentati a ora di merenda. Grazie!


Manca una foto di commiato per Marta che dopo questa uscita ci lascia per iniziare una nuova avventura con l’Erasmus in giro per l’Europa. Ciao Marta, speriamo di rivederti al tuo rientro, le grotte e noi ti aspettiamo!
Ancora una foto ad Andrea non poteva mancare, visto che ci sono riprendo anche Netta, oggi l’ho un po’ trascurata fotograficamente.

Per terminare come si deve ecco il prima e il dopo del mio “piattino” di fettuccine. Ringrazio Alessandro che ha immortalato questi lieti momenti.


Il ritorno e’ tranquillo e senza troppo del paventato traffico. Una giornata allegra in compagnia di nuovi aspiranti speleo. Alla prossima.