SCR 66° Corso – Palestra – 29/09/2024

Ancora una volta, come tutti gli anni, il corso dello SCR inizia con la palestra di roccia dove i nostri ardimentosi corsari, ovvero partecipanti al corso, fanno conoscenza con l’attrezzatura che useranno in grotta. Una bella giornata di inizio autunno, ne’ calda, ne’ fredda, soleggiata il giusto e in buona compagnia.

La mattina verso le 8 Betta, io e Luna arriviamo al solito punto, quello dove si lasciano le auto e si prende a piedi il sentiero che porta alla grotta di S. Michele e all’adiacente parete che usiamo per fare esercizi speleo su corda. Dopo il parcheggio Netta ci viene incontro, anche lei venuta in anticipo. Scambiamo qualche parola mentre mi cambio.

Sono pronto! Carico il mio amato quanto mastodontico zaino sulle spalle e tutti insieme appassionatamente prendiamo il sentiero che ci condurra’ alla meta.

Arrivati alla parete ci sistemiamo con le sedie pieghevoli “spiegate” in posizione panoramica e attendiamo con pazienza. Peccato che siano ancora le 9 e che, da una stima fatta con Netta, e’ possibile che non vedremo il resto del gruppo prima delle 9.30. Ci resta altro che aspettare. Visto che la mia pazienza e’ incompatibile con l’attesa, dopo meno di 5 minuti mi alzo per fare qualcosa. In mancanza di meglio inizio a indossare l’imbrago e il resto della attrezzatura.

Quando sentiamo rumoreggiare sotto di noi, Netta, che si e’ assunta l’oneroso compito di cronometrista della giornata ci avverte che sono le 9.28. Visto che ci metteranno ancora un paio di minuti per arrivare concludiamo con soddisfazione che sono in perfetto orario!

Vado alla fine della salita per veder sfilare i miei amici e i nuovi corsisti. Il primo allievo arriva giustamente per primo, con Massimiliano che lo segue.

Un’altra carrellata arriva subito dopo con Fabio che chiude la fila. Scambio un saluto con ognuno di loro.

Arriva anche la mia nipotina, Flaminia, accolta festosamente da Luna.

Tra gli ultimi il buon Fabio, anche lui omaggiato dei saluti festosi di Luna e, a chiudere la fila un ultimo corsista.

Insieme al nostro gruppone sembra siano arrivati anche alcuni arrampicatori. Speriamo che anche oggi si riesca a passare la giornata in tranquilla condivisione degli spazi in parete.

Un’ultima chicca, arrivano anche Luisa e Stefano, ancora non vedo Rosa ma sicuramente arrivera’ anche lei a breve.

Massimiliano prende in mano la situazione e inizia a organizzare le attivita’ necessarie. Io sono gia’ imbragato quindi mi tocca, e non mi dispiace di certo, andare ad armare le vie dove ci eserciteremo.

Raccatto il materiale, arruolo al volo Fabio come aiutante e saliamo le scale che portano alla grotta di S. Michele.

Con mia grande sorpresa alla grotta troviamo il cancello aperto. E’ la prima volta in tanti anni che mi capita una cosa del genere, curioso come una gazza mi affaccio per dare uno sguardo.

Dalla grotta fa subito capolino una simpatica persona che si presenta come incaricato del comune (non capisco quale, ma peso si tratti di Poggio Catino) per un progetto di valorizzazione di questo e altri luoghi della Sabina. Nel frattempo vengo raggiunto da Fabio, Flaminia e Luisa.

Dopo uno scambio di convenevoli probabilmente il nostro cicerone nota che “friggiamo” dalla voglia di entrare e gentilmente ci invita a farlo. Dopo nemmeno un secondo dalla sua ultima parola sono gia’ dentro a scattare foto e a esplorare l’interno della grotta.

Con mio stupore trovo che dopo l’altare nella sala principale, la grotta si sviluppa in un altra piccola sala dal soffitto basso con almeno tre arrivi che sarebbero da esaminare con piu’ attenzione.

Il nostro cicerone ci raggiunge e ci racconta che in questo piccolo ambiente c’era una statua della dea Vacuna ricavata da una stalagmite, che purtroppo e’ stata rubata. Inizia a raccontarci del culto della dea e di come il cristianesimo lo abbia “inglobato” nel tempo. Pero’ io inizio a essere sulle spine. Immagino che sotto la parete i nostri corsari siano pronti e inizio a sentire il senso di colpa per il prolungarsi della loro attesa. Faccio ancora una foto poi ritorno alla sala principale con l’intenzione di andare a fare il mio dovere.

Il nostro cicerone non si perde d’animo, ci raggiunge nella sala principale e inizia a raccontarci il come, il perche’ e la storia della grotta. E’ interessantissimo e starei un’altra ora ad ascoltare, ma sento sempre piu’ il pungolo del dovere che mi ricorda cosa sto mancando di fare. Mi aggiro ancora un poco ascoltando e facendo foto quindi mi scuso con la nostra guida e mi dileguo.

Qualche minuto per sistemare i materiali che useremo poi parto per sistemare il traverso che colleghera’ tutte le vie. Fabio abbandona anche lui la grotta e mi segue per dare una mano. Sopra di noi abbiamo anche Luisa, Pierleonida e Flaminia che fanno il tifo.

L’armo del traverso prende piu’ tempo di quanto credessi. Cedo allora alcuni attacchi a Fabio che con la seconda corda inizia ad armare la prima via per i nostri alllievi.

Vedo che sotto di me il prato antistante la parete si e’ animato. Mi tranquillizza vedere che gli allievi hanno terminato la vestizione e completato le laboriose regolazioni dell’imbrago e della attrezzature. Ora sono alle prese con le prove “basiche” con le attrezzature, ovvero il loro montaggio sulla corda ed esempi pratici sul loro utilizzo.

Fabio arriva a terra, il suo lavoro e’ terminato, io sono ancora a meta’ traverso. I primi istruttori iniziano a fare una salita di prova. Sale prima Fabio e poi Netta. C’e un piccolo problema su un tratto di corda che struscia sulla roccia. Probabilmente si dovra’ fare qualche cambiamento. Quando arriva Fabio guardo di nuovo verso la grotta e ne approfitto per salutare Maria, non sapevo venisse anche lei ma ne son contento.

Termino di armare il traverso e Fabio mi raggiunge nuovamente su con un’altra corda da sistemare per i nostri allievi. E’ una corda da 40m, proviamo a utilizzarla per armare ben 2 vie. Purtroppo poi ci accorgeremo che siamo stati troppo ottimisti e dovremo inventarci soluzioni alternative e fantasiose giunzioni per terminare il lavoro.

Com’e’, come non e’, termino di armare la via che avevo scelto e arrivo a terra giusto in tempo per salutare Barbara e importunarla con una foto.

Lo spiazzo intanto si e’ animato con intere famiglie di arrampicatori che reclamano spazio per il proprio svago. Per ora sembra che tutto vada per il meglio, c’e’ posto per tutti.

Massimiliano intanto, tra un allievo e l’altro va su e giu’ sulle corde tentando di mettere riparo agli errorucci d’armo che trova sulle vie. Visto che tra gli altri convenuti alla palestra ci sono anche alcuni allievi del precedente corso, mentre vado a vedere se a Betta serve qualcosa, passo anche a salutarli. Come sempre faccio la mia solita figura da niente dovendo confessare loro che non ricordo assolutamente i loro nomi, peggio del peggio nemmeno quello di Luana e Alice che pazientemente me lo ripetono, per fortuna lo scorso anno le avevo avvertite della mia disdicevole (s)memoria.

Dopo i saluti vengo incaricato di armare una via per loro, i nostri affezionati ex-corsisti. Prendo su il necessario e salgo per l’irta scala. A meta’ della scala incontro Maria e Rosa che prendono fiato prima di affrontare il secondo tratto della salita. Le saluto e proseguo.

Sopra sento un “‘Nun me ne po’ frega de meno” e anche senza guardare so chi vedro’ una volta in cima alla scala.

Ecco in tutto il suo splendore il nostro inossidabile Giorgio, per gli amici Nonno Signore Anziano Pintus. Naturalmente mi fermo per un saluto anche a lui.

Lui e’…mi vergogno come un ladro, perche’ il suo nome non me lo ricordo, se non temessi di offenderlo gli direi che mi ricorda uno dei due comici “Babudoio” che incontro ogni tanto sfogliando i social…pero’ meglio lasciar perdere e non aggravare la mia gia’ precaria situazione. In compenso dietro di lui posso citare senza tema di smentita, Tanit e, semi-nascosta in fondo a sinistra, anche Stefania.

Dopo i saluti a tutti parto per fare quel che devo fare. Alla fine scelgo di scendere giu’ lungo il limite destro della parete. Sarebbe anche una buona idea se ogni tanto non scivolassi di lato tra le fresche frasche.

Mentre scendo, incontro Massimiliano con uno degli allievi, tengo fede alla mia fama e naturalmente per par condicio non ricordo il suo nome. Pero’ sono sicuro che nel nome c’e’ una “K” e che gentilmente si era offerto di darmi un passaggio in macchina per venire alla palestra. Un buon inizio, no?!?

Quando arrivo giu’ trovo Luana pronta e decisa a tutto. A breve aggredira’ una corda.

Prendo una foto di un’allieva in una posizione che non credo sia fisicamente possibile, sara’ sicuramente colpa della mia fotocamera che si e’ presa qualche liberta’ di troppo. Subito dietro di lei c’e’ Stefano a seguirla quindi puo’ esserci nessun problema.

Ancora uno sguardo verso l’alto, Massimiliano e “K” sono quasi arrivati.

Salgo di nuovo sulla via appena armata “rubandola” a Luana che sta litigando con le fibbie dei cosciali. Mentre sono in parete prendo qualche foto.

Salgo fino in cima, col cordino gentilmente prestatomi da Massimiliano quando ci siamo incrociati sistemo un deviatore quindi decido di scendere di nuovo. A meta’ trovo che la via e’ impegnata da Alice. Per fortuna sono fermo accanto a una placchetta non utilizzata, mi organizzo una sosta e faccio passare l’indomita Alice.

Intanto dall’altra parte Massimiliano continua a “consumare” un corsaro dietro l’altro.

La fotografo con piacere, e’ un’altra corsara, lo so, ma di piu’ non vi saprei dire.

Mi riprendo andando sul sicuro, questa e’ Luana.

Ritorno alla base della parete e trovo un quartetto non da poco, partendo dall’alto abbiamo Fabio, Stefano, “Corsara” e “Corsaro”.

Qua abbiamo la corsara anti-gravita’ e il nostro “K” tenuti sotto controllo da Fabio.

Passo di nuovo a vedere se nell’angolino di Betta vada tutto bene e trovo la sua postazione desolatamente deserta. Mi affaccio allo spiazzo subito sotto, quello dove abbiamo deciso di fare cambusa e cucina. Noto con piacere che l’organizzazione del pranzo e’ in pieno svolgimento. Con molto interesse e piacere vado subito a raggiungere quell’allegra combriccola.

Quando li raggiungo trovo anche Maria, Betta e Rosa che danno una mano. Anche Luna vorrebbe partecipare alla grigliata ma il suo interesse non trova appoggio.

Alla faccia della fiatella selvaggia inizio il pranzo con una bruschetta al pomodoro con tanto, tanto aglio. Proseguo poi assaggiando in sequenza ravvicinata il formaggio, la pancetta cotta alla brace e infine una gustosissima salsiccia. Condisco il tutto con un ottimo bicchiere di Cannonau.

Pian pianino le pareti si svuotano, speleo e aspiranti tali vengono a partecipare al festino prandiale.

Sto seriamente valutando una seconda salsiccia quando Betta mi ricorda che nel pomeriggio abbiamo un altro impegno e che e’ ora di tornare a Roma. Con somma tristezza abbandono i miei sogni pantagruelici e torno al prato della parete a ricomporre lo zaino. Sara’ che non volevo proprio abbandonare il festino anzitempo quindi devo tornare giu’ almeno 3 volte per recuperare i pezzi scordati.

Mentre termino di fare quel che devo faccio una foto a Cecilia e a un futuro speleo che credo, vista la somiglianza, sia figlio di Barbara…

Sistemato lo zaino me lo carico sulle spalle, saluto una simpaticissima bimbina arrampicatrice e i suoi genitori, quindi scendo con mestizia a raggiungere il luogo dei bagordi per un saluto agli amici e un triste addio a tutte le delizie accumulate sul tavolo.

A rendere meno triste la passeggiata di ritorno alla macchina contribuiscono Betta e Luna, ma anche e soprattutto Flaminia, la mia nipotina che ci accompagnera’ fino a Settebagni.

Alla macchina trovo la nostra di fronte a quella di Stefano, sono identiche, cambia solo il colore. In effetti devo a Stefano questo azzeccatissimo acquisto.

Il ritorno e’ tranquillo, al limite del sonnacchioso. La palestra e’ finita, ora per i nostri corsari inizia la vera avventura. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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