Con Gabriele prima alla risorgenza per controllare la presenza dei gamberi rossi della louisiana e poi un giro passando per l’inghiottitoio.
Arrivati al punto dove si lasciano le auto iniziamo a prepararci, incuranti del caldo asfissiante.

Si parte, carichi come muli. Per prima cosa andremo alla risorgenza a controllare se per caso i gamberi rossi della Louisiana sono arrivati ad infestare questa grotta. Prendiamo per il sentiero in discesa.

Lungo strada troviamo anche un buco che potrebbe essere interessante ma ce lo lasciamo per dopo. A un cancello di legno prendiamo il sentiero in discesa in direzione opposta al precedente. In breve siamo sopra la risorgenza ma il sentiero per arrivarci ci sembra troppo scosceso per poter scendere senza problemi.

Qualche metro prima avevo notato una diramazione del sentiero, lo dico a Gabriele che subito va in esplorazione avvertendomi poi di raggiungerlo.

Passo tra rovi e farfalle.

Arrivo sul fondo del fosso poi giro a sinistra in direzione della risorgenza. Raggiungo Gabriele.

Ancora un poco e ci siamo. Eccoci arrivati alla risorgenza, ovvero, la risorgenza e’ a una decina di metri sopra di noi, lassu’.

Del torrentello che l’anima ora rimane solo questa pozza che non sembra recare tracce di gamberi di alcuna specie.

Esaminiamo il posto, ma sicuro che con un salto del genere i gamberi non arriveranno mai a popolare la grotta.





Un pezzo di roccia, travertino, credo.

Fatta la nostra ricognizione cerchiamo la maniera per tornare indietro, possibilmente senza rifare il giro dell’andata. La discesa impervia che ci aveva impressionato all’andata vista da sotto sembra fattibile. La tentiamo. Con qualche sforzo riusciamo a salire.

Tra uno sbuffo e un sospiro arriviamo al cancello di legno per riprendere il sentiero principale.

Ripassiamo per il buco interessante e facciamo sosta li’ per darci uno sguardo, bere e riprendere fiato.

Una rapida scavata ci fa decidere che non vale molto la pena di proseguire.

Ci dedichiamo quindi a riprendere fiato approfittando di un filo d’aria fresca che passa in questo momento.

Ripreso il cammino ritorniamo sulla strada e prendiamo dalla parte opposta dove con pochi passi siamo in vista dell’inghiottitoio.


Col miraggio di un poco di fresco scendo subito giu’ a dare uno sguardo, senza curarmi se Gabriele mi stia seguendo o meno. Arrivo alla grotta e inganno l’attesa facendo qualche foto all’ampio ingresso.








Non vedendo arrivare il mio amico poggio in terra le mie robe e vado a vedere cosa sia successo. Lo trovo disteso a terra, non sopporta questo caldo e ha deciso di riposare all’ombra. Dice che mi aspettera’ qua. Gli rubo la corda e riscendo alla grotta per un rapido giro.

Ora che ho tutto il necessario armo il pozzo e vado a fare un giro per il meandro con l’intenzione di arrivare alla risorgenza.


























Alcune dolicopode belle cicciotte scappano al mio arrivo.

Lo stretto pertugio che dovrebbe portare alla parte alta della grotta, magari un altro giorno provero’ a percorrerlo.


Poco piu’ avanti si intravede l’uscita della risorgenza.

Ranocchietto per belle speleo-principesse!

La risorgenza prima e dopo la pozza.




La grotta e’ meno sporca di quel che ricordavo, ma ancora qualche rifiuto ingombrante c’e’.

Pian pianello esco e vengo di nuovo aggredito dal caldo asfissiante. Sono proprio sopra a dove eravamo poco fa.





Torno indietro verso il fresco facendo a ritroso la strada dell’andata.




Tentativo di foto artistica.


Foto sparse per il meandro con tracce di copertone di camion.





Eccomi sotto al pozzo.

Salgo veloce, disarmo e poi mi avvio, salutando con un sospiro il fresco della grotta. Vado a vedere cosa ne e’ stato di Gabriele.

Lo trovo dove l’avevo lasciato ma quasi del tutto ripreso dal colpo di calore. Meno male. Gli racconto brevemente cosa ho visto poi insieme torniamo alla macchina. Un giro breve, caldissimo ma interessante. Alla prossima.