Con Linda, Angelo, Francesco e l’accompagnamento di Gabriele. In pratica noi andremo a continuare una risalita mentre Gabriele andra’ in ricognizione a cercare alcuni ingressi.
La relazione di Linda
Questa e’ una relazione speciale perche’ Linda ha contribuito scrivendo le sue impressioni su una uscita che l’ha portata ad una delle sue prime esplorazioni, sono molto contento abbia voluto condividere con noi le sue impressioni di un’esperienza sicuramente unica. Le foto per la sua relazione sono le sue o scattate da Angelo. Ecco cosa ci racconta:
È il 10 agosto, data che ormai abbiamo fissato con Bibbo da più di un mese, per vederci di questi tempi tocca fare cosi. Giornata esplorativa a Piccola Creta, Bibbo ci propone di finire una risalita per vedere se la grotta può continuare da qualche altra parte, accetto senza dubbi, è la mia prima risalita! La squadra è composta da me, Angelo, Bibbo, Francesco e Gabriele, che però decide di rimanere fuori a cercare e rilevare altri buchi. Non sono mai stata a Piccola Creta cosi, nei giorni precedenti, mi ero studiata il rilievo e non sembrava proprio piccola, anzi. Entriamo e i primi due o tre saltini non sono proprio comodi e i sacchi pieni di materiale non aiutano, ma niente di impossibile. Arriviamo alla base del tiro da 25, scendiamo senza non troppi problemi, e subito giù sul 50. Essendo armata in doppia io e Bibbo scendiamo romantici giu insieme, subito dietro Angelo e Francesco. Il pozzo da 50 è un pozzo buono a forma di mandorla che però sembra non finire più. Con un paio di frazionamenti, qualche deviatore e un cambio corda arriviamo giù alla base e aspettiamo l’arrivo dei nostri due compagni. Questo è il nostro punto di partenza, ignoriamo quindi l’altro tiro da 50 che si apre sotto di noi, facciamo un saltino da un paio di metri e arriviamo al piccolo ramo dove si vede ancora la corda per la risalita che Bibbo aveva iniziato qualche anno fa. Bibbo è il primo a risalire, verifica lo stato della corda e dell’armo fatto tempo prima e mi da il via per salire. Lo raggiungo, mi cede il trapano e il martello e mi chiede se me la sento di risalire un paio di metri per vedere cosa c’è sopra e piazzare un bel fix per continuare la risalita. Non mi faccio troppe domande e parto, è la mia prima risalita e l’idea di essere la prima a vedere un nuovo pezzo di grotta non mi dispiace affatto, anzi! Risalgo di un paio di metri, mi metto comoda e trovo un punto dove piazzare il primo fix. È il terzo fix con trapano che pianto in vita mia, potevo fare sicuramente di meglio nel posizionarlo ma sono soddisfatta, chiudo l’armo con un nodo, monto il discensore e guardo in alto: alla mia destra intravedo un buchetto in cui sembra ci si possa infilare comodamente e inizio a sperare che da li si possa proseguire.
Cercando di non fare troppi danni muovendomi e lanciando sassi ai miei compagni sotto di me, entro nel buco e piazzo un secondo fix per chiudere il traverso, mi metto in sicurezza e guardo in alto. Sulla mia testa sembra proprio ci sia un nuovo fuso! La parete è alta almeno una quindicina di metri e sopra sembra proprio che continui, urlo subito a Bibbo di raggiungermi. Arriva Bibbo e anche lui vede quello che vedo io. Non so cosa abbia provato esattamente perché non saprei riconoscere ancora quando una nuova strada sembra essere promettente, ma intravedo il suo sorriso e capisco che proprio male non è! Ci facciamo raggiungere dai nostri due compagni e cedo il posto ad Angelo per continuare la risalita. Angelo parte e piazza altri due fix sopra di noi salendo di altri cinque o sei metri e ci conferma anche lui che la risalita continua per un bel po’. A quel punto è quasi ora di andare via, c’è Gabriele che ci aspetta fuori e non vorremmo farlo preoccupare. Bibbo sale a dare un’ultima occhiata, la risalita sembra continuare sia verso destra che verso sinistra, ma avremo bisogno di un’altra giornata almeno per continuarla. Ci giriamo tutti abbastanza soddisfatti e ripercorriamo il percorso al contrario. Questa volta abbiamo meno materiale ma gli ultimi tre saltini prima dell’uscita non sono meno scomodi. Usciamo tutti fuori e raggiungiamo Gabriele che ci stava aspettando. Era poco fiducioso anche lui e invece gli raccontiamo che la risalita sembra proprio essere promettente. Ci cambiamo e ci avviamo verso delle meritatissime fettuccine al ragù. Finisce cosi la mia prima giornata esplorativa, torno a casa con soddisfazione, chiedendomi se sia possibile che cosi alla prima botta si possa aver trovato veramente qualcosa di promettente. Avremo bisogno di un’altra uscita per scoprirlo.
La solita relazione mia di me!
La mattina, dopo tutte le soste di rito eccoci nei pressi della grotta per la vestizione.

Pronti, fa caldissimo, via!

Pochi secondi per mettere la corda e siamo al primo pozzetto.

Da bravo “padrone di casa” scendo per primo spiegando a Linda, che mi segue, come affrontare al meglio il pozzo. Mentre aspetto che mi raggiunga faccio una foto ai numerosi “zanzaroni” ammucchiati sulla parete della sala.

Sono sicuro non abbiano alcuna difficolta’, ma visto che e’ pur sempre la loro prima visita a questa grotta, dopo la discesa di Linda attendo anche Angelo e Francesco. Inganno il tempo facendo foto a tutti mentre scendono.







Una leggerissima sfoglia di concrezione, bella quanto delicata.

Dopo il P10 andiamo decisi al P25. Anche qua faccio da cicerone ai miei amici raccontando il lungo lavoro fatto per rendere praticabile il passaggio. Spiego loro anche come e’ meglio passare la (ex)strettoia che porta al pozzo vero e proprio.

Mi fermo alla comoda cengia a meta’ del P25 e aspetto Linda.

Poco tempo e siamo alla partenza del P50, il primo. Le 2 vie ci sono ancora e sembrano a posto. Scenderemo Linda ed io, per cavalleria le lascio la scelta della corda. Lei prende quella rossa, forse perche’ si intona meglio col colore dei suoi capelli. Mentre parto faccio le ultime raccomandazioni ad Angelo e Francesco di fare molta attenzione mentre restano la’ in attesa a non buttare giu’ sassi. Riceverne uno da 50 metri puo’ essere una pessima esperienza.

Linda prende possesso della corda. Scendo un poco per non ostacolarla mentre passa il frazionamento.

Si scende. La discesa di questo bel pozzo e’ sempre piacevole. Vedremo poi al ritorno. Di buono c’e’ che oggi lo stillicidio e’ molto limitato, solo poche gocce invece della consueta doccia. Meglio per noi oggi, ma brutto sintomo per la situazione idrica di questa zona. Mentre scendiamo racconto a Linda qualcosa su questo pozzo, qualche aneddoto che mi viene in mente dei tanti che potrei ricordare. Sull’ultimo tratto la avverto di fare attenzione perche’ delle due corde ne e’ rimasta solo una. Quella che manca e’ servita per iniziare la risalita che andremo a proseguire oggi.

Arriviamo alla base, mi metto al sicuro e urlo la libera a Linda. Intanto che aspetto faccio una foto alle straordinarie stalattiti di fango. A mio avviso sono una meraviglia naturale perche’ anche se incessantemente bagnate dall’acqua che arriva dall’alto e pur essendo di un materiale che sembra fango, loro rimangono la’, senza consumarsi. Mi piacerebbe un giorno capire come questo possa accadere.

Arrivata Linda, la faccio accomodare e mi svesto per indossare una maglia piu’ pesante, sono sudatissimo e inizio a sentire freddo. Le affido la fotocamera e questo e’ il risultato.

Arriva anche Angelo.

Lo facciamo accomodare in attesa Francesco.


Con calma e pazienza arriva anche Francesco, anche lui si merita qualche foto.


Una volta che siamo tutti riuniti racconto ai miei amici come si sviluppa la grotta descrivendo brevemente il secondo P50, commento che in effetti si tratta di un P100 con un’ampia cengia in mezzo, quella dove siamo noi. Racconto loro della prima risalita fatta qua sopra, fino al fuso da dove arriva l’acqua che tiene fresche le stalattiti di fango. Passo poi alla seconda risalita, quella fatta con Elisa dove ci rendemmo conto della presenza di alcuni ambienti subito dopo. Per finire racconto dello scavo del cunicolo che porta alla diramazione laterale dove andremo a proseguire la terza risalita.
Dopo il noiosissimo spiegone, che i miei amici sopportano stoicamente, ci avviamo al cunicolo. Lo passiamo e siamo nel cuore della diramazione laterale. Anche qua mi fermo per raccontare che la diramazione prosegue dritta qualche metro, poi fa una curva a destra, si passa un punto strettino ma non troppo e si arriva dove le pareti si chiudono tra loro fino a diventare una fessura di qualche centimetro, impraticabile e praticamente senza speranze che possa essere allargata.
Racconto anche di una piccola risalita fatta in libera che vorrei che Angelo tentasse a sua volta. Per ultima mostro loro la corda “muffosa” della risalita che oggi proseguiremo. Le condizione della corda e il fatto che avessi usato dei multimonti da 6mm non ispirano molta fiducia, quindi decido che il primo tratto lo risaliro’ io per poi sistemare l’armo e far proseguire i miei baldi esploratori.
Salgo, gli attacchi sembrano reggere. Arrivato all’ultimo attacco messo mi sistemo e salgo ancora un metro fino a raggiungere una cengia dove saremo comodi per ripartire. Metto un bel fix e sistemo la corda cosi’ che Linda possa salire. Nel frattempo esorto Angelo e Francesco ad andare a vedere il fondo della diramazione e poi a tentare la risalita in libera poco piu’ avanti a dove siamo noi.

Quando Linda mi raggiunge ci sistemiamo un po’ alla meglio sulla stretta cengia poi le passo tutto l’armamentario. Mi metto buono di lato lasciandole fare in autonomia la valutazione su come e dove proseguire. Dopo averci ponzato un po’ su, Linda parte decisa e sale arrampicando di un paio di metri.

Dopo la salita mette un fix, il suo terzo mi dice, per mettersi in sicurezza. Vedo che punta il trapano un poco storto rispetto alla parete, ma la lascio fare, e’ piu’ istruttivo sbagliare da soli che fare giusto con continui suggerimenti esterni. Ad ogni modo qua la roccia e’ ottima e l’attacco reggera’ comunque. Quando termina, riprende fiato e procede con un traverso quasi orizzontale per arrivare ad un passaggio leggermente stretto dove pensiamo la grotta prosegua.


Dopo che Linda completa il traverso e sistema un altro attacco per la nostra sicurezza arriva il momento di un bel selfie celebrativo.

Chiamiamo a gran voce Francesco ed Angelo perche’ ci raggiungano. Pochi minuti e li abbiamo con noi.




Li aggiorniamo su quanto fatto, piu’ che altro glielo mostriamo, e poi loro ci raccontano di aver visitato il fondo della diramazione e quindi di aver fatto la risalita in libera che avevo chiesto loro di fare. Nella risalita Angelo e’ riuscito a passare il punto che aveva fermato me. Purtroppo pero’, come testimonia la sua foto, poco sopra la salita diventa impossibilmente stretta.

E’ il momento gloria e fatica per Angelo. Linda gli cede tutto l’armamentario e lui sale per un tratto in libera poi si mette comodo per piantare un fix e sistemare un attacco per poi mettersi in sicurezza.

Dopo quel primo tratto Angelo sale ancora per un paio di metri e mette un nuovo fix. Dopo decide che per ora basta. Francesco passa la mano. Vado avanti io a dare uno sguardo. Mi sposto di lato, le pareti in quel punto si stringono e sembra piu’ sicuro salire. Da sopra si vede bene anche il tratto risalito finora, non male.

Trovo un posto comodo dove incastrarmi e butto giu’ alcuni sassi cercando di non uccidere Francesco che e’ quasi sotto di me. Tolti di mezzo i sassi pericolanti mi guardo intorno e intanto pianto un fix e sistemo ancora un attacco per mettermi in sicurezza. Una volta allongiato finalmente posso tentare delle foto a quel che vedo. La frattura che stiamo seguendo sembra proseguire leggermente in salita con punti in cui si intuiscono pozzi che magari si ricollegano con la sottostante diramazione, magari anche con la risalita in libera appena fatta da Angelo.

La tentazione di proseguire e’ tanta, ma sono quasi le 5 del pomeriggio e fuori c’e’ Gabriele che ci aspetta. Il tempo di un veloce spuntino quindi riprendiamo le nostre cose e prendiamo la via del ritorno.

La salita romantica del P50 la lascio a Linda e Angelo. Per primo sale Francesco e poi lo seguo io.

Arrivo un poco prima di Francesco quindi mi metto comodo per fare qualche foto al pozzo e alla sua salita, visto che chiudeva la fila non ho avuto molte occasioni di fotografarlo. Alla fine viene fuori quasi un reportage minuto per minuto.









Eccolo arrivato al frazionamento.

Le ultime pedalate per uscire dal pozzo mentre io ripeto le raccomandazioni di non tirare giu’ sassi se non vuole far fuori Linda e Angelo, che nel frattempo hanno iniziato la salita.



Passo oltre con la dovuta attenzione e cautela e mi sistemo comodo alla base del P25. Quando Francesco mi raggiunge non gli lascio un attimo di respiro e gli chiedo di iniziare a salire il pozzo. Io aspetto gli altri e inganno il tempo facendo qualche foto a queste rocce artistiche.

Quell’innocente vuoto davanti a me nasconde la vera partenza del P50. Non l’abbiamo sfruttata per evitare di rovinare quell’angolo di grotta.

Arriva Linda, Angelo e’ subito dietro di lei, sono due “frecce”.

Un bel sorriso per la pazienta attesa me lo son meritato!

Linda si mette a riposare, io continuo a importunarla fotograficamente, qualcosa nel suo sguardo mi consiglia di smetterla!

Francesco urla il libera dal frazionamento intermedio. Inizio a salire io.

Mi fermo anche io al punto intermedio e urlo a Linda di salire.

Faccio una foto agli attacchi di questo pozzo, il secondo andrebbe cambiato, e’ molto arrugginito.




Intermezzo. Sembra parte di un pupazzo di neve a cui e’ stata tolta la testa.

Da sopra arriva il libera da Francesco. Inizio a salire e lo raggiungo. Proseguiamo insieme la salita passandoci gli zaini.

Alla base del P10 lascio che Francesco vada avanti e rimango ad aspettare Linda e Angelo. Nemmeno un minuto e Linda fa capolino. Riprendo la sua salita del saltino che precede (in uscita) il P10.



Arrivo con doppio sorriso.


Arriva la libera da Francesco e io inizio a salire il P10 mentre Linda aspetta l’arrivo di Angelo.

Francesco ha sentito l’aria di fuori, e io mi sono scordato di avvertirlo di aspettare, quindi lui continua ad uscire e mi fa una bella doccia di terra, fango, sassolini e foglie mentre sono sul P10. Gli urlo di fermarsi un attimo e cosi’ riesco a terminare la salita senza ulteriori docce terrose.
Una volta su, urlo a Francesco che pu’ uscire e mi metto seduto davanti all’imbocco del P10 per parare almeno in parte quello che Francesco tirera’ giu’ tra poco.
Riprendo con dovizia di particolari la salita di Linda e prima di partire a mia volta per l’uscita indico a Linda come sistemarsi per parare un poco della terra che mandero’ giu’ a mia volta.





Vado a salire il pozzetto d’uscita con qualche urlo verso Francesco che, pur da fuori, riesce a mandarmi giu’, non so come, delle allegre manciate di terriccio che mi entrano dal collo con un piacere infinito.
Fuori trovo anche il buon Gabriele, tornato da parecchio dalla sua ricognizione.

Sento un caldo asfissiante dopo il fresco della grotta. Inizio a togliermi l’attrezzatura mentre i nostri ultimi due esploratori escono a loro volta.


Sfruttiamo subito la presenza di Gabriele per una foto del gruppo esplorante.

E poi subito a cambiarci facendo nel contempo la conta del materiale lasciato in grotta per poi relazionare il magazziniere del gruppo.

Per concludere degnamente la giornata non poteva che esserci una bella cena da Antonia a Marano Equo.



Dopo cena, felici, sazi e soddisfatti da questa bella giornata ci salutiamo per tornare ognuno a casetta propria. Alla prossima.

