Con Tarcisio e Luca a continuare la lenta esplorazione di questa grotta.


Eccoci all’ingresso.

Luca va per primo, Tarcisio lo segue a ruota. Io come al solito sono ancora indietro coi preparativi. Pero’ e’ un ritardo giustificato, devo fare una sosta alla partenza del primo pozzo per sistemare l’armo. Il deviatore che ho messo le volte scorse non mi sembra una buona soluzione e ho deciso di toglierlo.

Sono pronto, prima di entrare una foto di saluto alle fragoline che sono nate proprio sopra l’ingresso.

Arrivo alla partenza del pozzo. Impiego del tempo a trovare un posto buono per montare un secondo attacco ma alla fine riesco. Sistemo la corda e posso scendere a raggiungere i miei amici.

Al “campo base” la candela e’ spenta perche’ Nerone, che e’ solito portarle in grotta, oggi non c’e’ per delle meritate vacanze al mare.

I miei amici hanno gia’ posato le loro attrezzature e si sono avviati verso l’attuale fondo della grotta.

Devo andare di la’. Traversare il meandro delle “ginocchia peste” per arrivare al “campo base avanzato” per poi affrontare il “meandro neronato” fino alla “sala delle grandi speranze” per poi affrontare il “saltino impestato”. Nel passare il meandro arrivato a meta’ temo di non farcela con il peso dello zaino quindi chiamo a gran voce i miei amici. Tarcisio con molta pazienza risale il saltino impestato ma quando potrebbe raggiungermi sono gia’ arrivato alla sala. Qua prima di proseguire recupero una cazzuola che spero sia utile ai miei amici. E’ divertente dare un nome a tutti i punti della grotta, la fa sembrare piu’ grande, anche se sono tutti racchiusi in una manciata di metri. Visto pero’ che in ognuno abbiamo passato parecchie ore, il nome se lo meritano.

Dopo il saltino inizia la parte nuova della grotta, quella allargata la volta scorsa. Tarcisio e’ tornato indietro per aiutare Luca che e’ impegnato nello scavo. Scambio qualche parola da lontano con loro perche’ non ricordo se dove sono loro ci sia spazio per tre persone. Alla loro conferma che lo spazio c’e’, o lo si trova, li raggiungo.
Lo spazio non e’ tanto, pero’ prima della zona di scavo odierna c’e’ una minuscola saletta che sul pavimento ha dei pozzi che vanno chissa’ dove, troppo stretti per poterci togliere la curiosita’. Nella ore seguenti ci alterniamo spesso allo scavo per non distruggerci troppo. Alla fine decidiamo di aver allargato abbastanza e Luca, il piu’ smilzo del gruppo, tenta il passaggio con Tarcisio che gli fa assistenza.

Io passo il tempo facendo foto quasi inutili e poi per tornare indietro a prendere una batteria carica per il trapano…ancora non serve ma penso servira’. Subito dopo torno al saltino impestato per bere un goccio d’acqua e controllare se li abbiamo uno scalpello. Non lo trovo e ritorno con le pive nel sacco.

Durante la mia breve assenza Luca passa la strettoia appena allargata e, come prevedevo, la batteria del trapano si e’ esaurita e l’hanno cambiata. Luca e’ arrivato in una ennesima, minuscola sala. Gli chiedo se ci sia posto anche per me e se la strettoia sia praticabile anche da me che sono piu’ corpulento di lui. La risposta e’ si ad entrambe le domande quindi faccio a scambio di posto con Tarcisio e mi avventuro.

La nuova saletta non porta ai vasti ambienti sperati e sognati ma solo a 2 buchi, uno a livello del pavimento che stringe dopo circa un metro e un secondo piu’ in alta a destra che e’ sempre stretto ma sembra piu’ promettente.
Mentre Luca e Tarcisio si occupano di rendere piu’ comoda la strettoia per arrivare alla sala dove siamo Luca ed io, prendo possesso del trapano e inizio ad allargare il buco piu’ in alto.
Lavoro con pazienza e impegno fino a quando anche la seconda batteria del trapano dice di essere stanca e scarica. Proseguo ancora con il martello fino a quando mi sembra di aver creato uno spazio passabile, se non da me, almeno da Luca.
Lo avverto e ci scambiamo i posti, gli cedo il martello e lui prova il passaggio. Io mi sposto per fargli spazio e vado ad aiutare Tarcisio nella rifinitura della strettoia precedente.
Luca riesce a passare! Subito gli passo la fotocamera per documentare quello che occhi umani vedono per la prima volta. Eccone il risultato. Questo tubicino di roccia credo sia quello da cui Luca e Tarcisio riescono a parlarsi anche a distanza. Supponiamo sia l’uscita del piccolo buco sul pavimento nella sala dove abbiamo fatto base.

Questa e’ la spaccatura diagonale, quella dove Luca dice di intravedere del “nero” in fondo.


Ma quella che forse merita piu’ attenzione sembra essere un passaggio basso, a livello del pavimento. Per ora non si riesce a saperne di piu’ dobbiamo rassegnarci ad attendere la prossima uscita.



Dopo aver terminato di aiutare Tarcisio con il modellamento della strettoia tento di dare una mano a Luca per allargare il passaggio che deve fare per uscire dal nuovo fondo appena scoperto. Ha lui la fotocamera e ne approfitta per riprendermi in posa martellante.

Prima di tentare il passaggio a ritroso Luca fa ancora una foto alla strettoia diagonale come arrivederci.

Questa e’ la saletta dove sono arrivato anche io. Luca riesce a fare una foto che riprende i 2 buchi. Dimenticavo, il buco basso si ricongiunge con quello alto giusto nella saletta successiva, se n’e’ accorto Luca vedendo la mia luce da la’.

Io mi allontano per iniziare a far uscire gli zaini dai primi passaggi fino al saltino impestato. La fotocamera resta a Luca, quindi deduco che questa foto che lo ritrae mentre esce dalla strettoia modellata e’ scattata da Tarcisio.

Luca ricambia il favore immortalando Tarcisio mentre affronta il meandro neronato.

In un’ora siamo fuori. Accidenti, un’ora! Sta diventando una grotta vera!

Fuori c’e’ ancora un bel sole e ci prendiamo del tempo per alcune foto. Ho appena recuperato la mia fida fotocamera da Luca.

Visto che ci sono tento anche un selfie, che non guasta.

L’avventura continua, la grotta non si rivela ancora ma noi abbiamo pazienza. Alla prossima.