Oggi e’ il mio compleanno e ho deciso di festeggiarlo in maniera inconsueta andando in grotta con Luca.
La mattina ci incontriamo di buon ora a Guarcino, una breve sosta al bar e poi saliamo a Campocatino. Una volta tanto e’ Luca a scarrozzare me, una piacevole novita’.

Oggi c’e’ una festa a Campocatino e Tarcisio e’ impegnato con lo stand della speleologia, pero’ gentile come sempre ci raggiunge per portarci del materiale che ci mancava. Ci consegna tutto, un saluto veloce e scappa via.


Davanti all’ingresso terminiamo di prepararci poi ci avviamo. Luca va avanti con lo zaino pesante, deve fare allenamento, e io lo seguo con lo zaino leggero, devo fare alcuni lavori di sistemazione lungo la discesa.

Mi sono portato le viti per fissare meglio il cavo in maniera che non stia in mezzo ai piedi quando si scende. Ci metto un poco anche perche’ ho da rimediare ad una sbadataggine. Ho lasciato il cavo del trapano troppo lungo e, quando mi scivola di mano, cade andando a toccare per terra con la punta. La punta e’ finissima, da 4mm, per fortuna non si spezza ma si piega parecchio. Con qualche sassata data ad arte rimedio al danno e posso terminare il lavoro.

Nel frattempo Luca e’ arrivato al “campo base”, si e’ tolto l’attrezzatura ed ha proseguito verso la zona lavori. Oggi cercheremo di allargare la diramazione a destra, quella subito prima del meandro in “neronazione”,quello che Nerone vuole allargare fino a poterci camminare con comodo.

La diramazione inizia con un tratto dritto di un metro, non largo ma transitabile, prosegue con una curva a destra ad angolo retto e va avanti altri 2 metri prima di fare una curva a sinistra che per ora possiamo solo sbirciare da lontano. Per prima cosa affrontiamo l’ingresso della diramazione, gli diamo una aggiustata per poter lavorare meglio alla prima curva. Dopo un’ora di scavo la prima curva e’ domata. Per arrivare alla seconda si deve allargare un poco ma anche per quello non ci vuole molto. Alla curva successiva lavora Luca perche’ e’ piu’ smilzo e riesce a districarsi meglio.




Dopo uno strenuo lavoro anche la seconda curva e’ domata quanto basta da affacciarsi e guardare oltre.

Luca addirittura riesce pure a passarla ma poi non trova spazi per sistemarsi. Scattiamo una foto della deludente e stretta prosecuzione trovata.

Mentre Luca lavora io lo guardo e passo il tempo a fare foto poco utili.


Torniamo fuori dalla diramazione appena allargata e facciamo il punto. Luca si e’ stancato per nulla, io magari si ma ancora non troppo. Abbiamo ancora tutta l’attrezzatura necessaria quindi decidiamo di passare il meandro in fase di “neronazione” e andiamo a fare visita al tratto passato da Luca la volta scorsa. E’ forse il piu’ promettente per ora poiche’ segue la via dell’acqua.
Stavolta scendo per primo io. Il passaggio e’ stretto ma non impossibile. Mi faccio passare il trapano da Luca e lavoro un buon quarto d’ora a renderlo piu’ comodo, riuscendoci solo in parte.
Dopo essermi assicurato una via d’uscita mi giro verso la prosecuzione possibile. Anche lei e’ da allargare. Inizia stretta e poi fa una curva a sinistra, per ora non ispezionabile. Dopo un’ora buona di lavoro Luca riesce a fare capolino quel tanto che basta per fare delle foto e valutare la prosecuzione.

Passo la fotocamera a Luca che cosi’ scatta delle foto a quel che vede. Non si capisce molto dalle foto ma lui mi parla di un paio di saltini da due metri e poi un “buio” da valutare. In totale, da dove siamo ora un dislivello visibile di almeno 7 metri. C’e’ ancora tanto da lavorare ma la speranza di entrare nella grotta “vera” aumenta.



La fine delle batterie del trapano decreta la fine dei lavori. Pian pianino riprendiamo le nostre cose e facciamo all’indietro il meandro in “neronazione”. Ricomponiamo poi gli zaini, scordando purtroppo di recuperare la mia bella mazzetta.
Il ritorno e’ semplice, per ora. Mi fermo solo per un paio di foto a Luca mentre esce dal pozzetto iniziale. Nota di buoni propositi, la prossima volta dobbiamo mettere un deviatore sul pozzo per evitare che salendo la corda strusci sulla roccia.



Fuori dalla grotta torniamo all’auto e ci cambiamo. Una volta pronti andiamo alla piana di Campocatino per restituire le attrezzature prestateci da Tarcisio. Come ci aveva detto lo troviamo allo stand speleologico insieme ad altri amici.
Dopo i saluti a tutta l’allegra compagnia, aver aggiornato Tarcisio su quanto fatto oggi e qualche chiacchiera supplementare prendiamo commiato e torniamo all’auto per riprendere la strada di casa.









Il ritorno e’ parecchio trafficato, mi ero scordato fosse domenica. Sono un poco offeso che il giorno del mio compleanno si permettano di farmi fare la coda in auto…ma devo farmene una ragione! Un compleanno speciale, sicuramente da ricordare. Alla prossima.