Bucio del pensionato – 01/06/2024

La prima uscita di Nerone da pensionato. Siamo andati a vedere una grotta e abbiamo deciso di intitolarla al nostro neo-pensionato!

Con Gabriele arriviamo faticosamente sulla strada che porta al “Beato Lorenzo” (non so se sia un eremo, una chiesa, o altro) dove carichiamo il buon Nerone.

Oggi la giornata e’ dedicata a lui quindi per prima cosa gli faccio una foto. Lui ci tiene a precisare che per ora e’ in ferie e sara’ realmente in pensione dal prossimo 18 giugno. Ma l’effetto e’ lo stesso, da oggi in poi non dovra’ tornare a lavoro. Basta questo per rendere speciale la giornata.

Iniziamo a scendere il sentiero che porta alla quasi nuova grotta. In questi giorni la natura ha lavorato sodo e il sentiero e’ quasi scomparso nell’erba.

Prima ho detto grotta quasi nuova perche’ potrebbe essere il “BUCO DELLA VACCHERIA(LA1595)”, ma Nerone che la esploro’ anni e anni fa dice di non ricordarla, Gabriele, che ha visto il rilievo dice che non corrisponde. Inoltre l’ingresso e’ troppo stretto per essere stato passato senza una allargatina. Dopo averne parlato per un poco e valutato il valutabile, e’ deciso, aggiorneremo a Catasto la grotta gia’ esistente “della vaccheria” perche’ l’abbiamo cercata a lungo senza trovarla. Pero’ per celebrare la pensione di Nerone le metteremo come secondo nome “Bucio del Pensionato”.

Comunque ve la presento. Questo e’ l’ingresso prima e dopo la cura “allargatoria”.

Ora e’ abbastanza larga e si puo’ entrare. Gabriele sistema la corda sfruttando gli alberi vicini. Chi entra? Nerone rompe gli indugi, questa svolta decisiva nella sua vita lo ha caricato di entusiasmo, si offre volontario per scendere. Io documento l’entrata. Nonostante l’allargo ancora e’ strettina assai.

Dopo una lenta discesa di circa 5 metri Nerone arriva a toccare terra e inizia a perlustrare. Alla sua sinistra nulla, davanti e dietro la sua personcina, nulla. Alla sua destra invece Nerone trova un saltino da 1 metro, stretto.

Da fuori passiamo a Nerone il trapano e per un po’ lo sentiamo lavorare. Interrompe per chiedere che uno di noi pelandroni scenda a dargli una mano. La richiesta fa pensare bene perche’ vuol dire che la’ sotto c’e’ spazio almeno per 2 persone…solo che ora si deve entrare. Tirando a sorte con un incrocio di sguardi capisco che e’ il mio turno. Con un sospiro inizio a prepararmi.

Scendo. La parte iniziale del pozzo e’ ben stretta ma ora la gravita’ mi aiuta, saranno dolori per l’uscita. Arrivato alla base del pozzo trovo che lo spazio non e’ poi tanto, ma ce lo facciamo bastare. Con qualche contorsione Nerone si sposta di lato e mi lascia spazio dove dovro’ scavare. Inizio di buona lena ad allargare il passaggio in corrispondenza del saltino da 1 metro e in qualche minuto e’ abbastanza largo da potermi avventurare. Anche questo passaggio non e’ comodissimo ma comunque e’ fattibile.

Mi ritrovo in un ambiente piccino ma non stretto. Anche qua c’e’ da lavorare per renderlo piu’ comodo e cercare prosecuzioni. La stanzetta e’ un ovale lungo un metro e mezzo, largo 80 centimetri. Alle mie spalle ho roccia, quasi dietro a sinistra ho la frattura da cui sono entrato. Avanti a sinistra forse c’e’ un punto da osservare meglio. La parte piu’ promettente e’ di fronte a me, una piccola frattura da cui sembra arrivare anche un filo d’aria. Sopra la mia testa c’e’ solida roccia, ma poco piu’ avanti c’e’ un camino che sale, mi affaccio ma solo per vedere che si ricongiunge al pozzo principale, attraverso un paio di buchi in alto vedo la luce di Nerone.

Chiedo a Nerone di allargare il passaggio angusto della frattura d’ingresso per rendermi meno penosa l’uscita, subito lo sento martellare con entusiasmo. Io inizio a scavare davanti a me. Per fortuna la roccia, che sembrava compatta, si rivela formata da sassi legati dal fango, vengono via facilmente. Ogni tanto mi fermo per passare i sassi piu’ grossi a Nerone che li sistema da qualche parte.

In una mezz’ora ho creato un passaggio praticabile, la piccola frattura non esiste piu’ e lo scavo ha rivelato che si trattava di una cosa piccola, che non prosegue. Davanti a me ho quella che sembra la partenza di un altro pozzetto, ma si tratta di soli 20 centimetri. Forse era poco piu’ fondo ma l’ho riempito con i sassi. Faccio una foto per mostrarla poi ai miei amici.

Vado avanti coi piedi e sondo lo spazio di fronte a me. Sembra che ci sia spazio a salire. Con molta pazienza e piccoli, faticosi, spostamenti riesco a portare i piedi verso la frattura d’ingresso e a incastrare il corpo nel nuovo ambiente appena scavato. In effetti verso l’alto la grotta mi mostra un altro camino ma non sembra particolarmente interessante vista la vicinanza con l’esterno. Di nuovo faccio una foto per i miei amici.

Prima di iniziare le laboriose operazioni per spostarmi di nuovo in posizione comoda per uscire faccio una foto verso la frattura che dovro’ affrontare a breve. Nel buio si intravede Nerone.

Racconto a Nerone quel che ho visto e insieme decidiamo che, almeno per oggi, i lavori in questa grotta sono terminati. Nerone riempie il sacco con tutti gli attrezzi e Gabriele da fuori lo recupera, poi si prepara e inizia a salire con molti sbuffi. Quando urla la libera passo la strettoia e poi salgo pure io, anche io senza risparmiare sbuffi e lamenti mentre lo faccio. Appena fuori aggiorniamo meglio Gabriele e iniziamo a mettere a posto le nostre robe.

Appena pronti saliamo al “BUCIO A ORE OTTO(LA1557)” dove faremo pausa pranzo e possibilmente una sessione di scavo.

Un saluto a “BUCO FELICE(LA1626)” non poteva mancare.

Davanti alla grotta posiamo i sacchi e ci dedichiamo al pranzo, quindi a goderci il sole scambiando quattro chiacchiere su grotte e altri argomenti correlati.

Ecco Bucio a ore otto in tutta la sua magnificenza. Purtroppo il nostro neo-pensionato e il giovine Gabriele hanno perso interesse nel proseguire il faticoso scavo di questa grotticella. Visto che sono in minoranza, che dovrei costringere uno dei due ad entrare con me e visto anche che un po’ nella grotta precedente mi sono stancato, mi associo volentieri alla proposta di riprendere la strada di casa.

Gli zaini sono gia’ pronti quindi basta raccattarli da terra e avviarsi alla macchina. Gabriele si acconcia la maglietta come un novello Lawrence d’Arabia.

Una foto, l’ultima per la giornata, la dedico a Nerone, oggi e’ il suo giorno.

Poteva andare meglio, ma almeno ci abbiamo provato. Comunque e’ stata una bella giornata. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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