Bellegra e Bocale – 25/05/2024

La mattina alla grotta dell’arco di Bellegra con tanti amici, il pomeriggio a cercar grotte dalle parti di Camerata Nuova, alla fine della piana di Camposecco.

La mattina verso le 10 Gabriele ed io arriviamo alla grotta dell’arco. Appena terminati i saluti di tutti gli amici inizio a bersagliarli con le foto.

E’ l’ora di entrare…anche perche’ fa caldo.

Marione oggi e’ con i suoi allievi per iniziarli alle grotte.

Ecco Arianna che ho ritrovato oggi dopo almeno due anni. Oggi e’ qua insieme a Davide per dare una mano a Marione. Noi invece andremo avanti a controllare le nasse che mettemmo qualche settimana fa per tentare la cattura del gambero rosso della Louisiana. Visto che si tratta di una specie infestante speriamo vivamente di non trovarne in questa bella grotta.

Marione raduna i suoi allievi prima dell’ingresso in grotta per uno spiegone su quello che faranno oggi e le ultime raccomandazioni sulle regole di comportamento in grotta.

Anche Gabriele e’ coinvolto nello spiegone per raccontare delle nasse e del gambero. Io inganno il tempo facendo foto inutili sperando siano belle.

Si entra in grotta. La prima foto non e’ male.

Il nostro gruppetto, formato da Valentina, Claudio, Gabriele ed io procede velocemente lungo le passerelle della parte attrezzata.

Suspence! Si e’ proprio Claudio!

Prima nassa…vuota. Benone.

Proseguiamo.

Seconda nassa…vuota. Di bene in meglio.

La parte di grotta non attrezzata e’ stupenda e cerco di fare qualche foto esplicativa.

Anche per la terza nassa un nulla di fatto.

Altra foto del bel meandro che stiamo percorrendo.

Un ottimo nulla anche nella quarta nassa.

Siamo vicini alla quinta nassa. Claudio va avanti e inizia a controllare.

Benon, nulla anche in questa.

Fatto il nostro dovere continuiamo a percorrere la grotta cercando di fare qualche foto degna di questo nome.

Gli ambienti sorprendentemente enormi di questa grotta non aiutano a renderne la bellezza.

Il pensatore ipogeo.

Cambio batteria.

Siamo alla strettoia, il punto in cui volevamo arrivare. Non resta altro che tornare indietro.

Sulla via del ritorno incontriamo Marione con i suoi allievi. Valentina e Gabriele si attardano a scambiare qualche chiacchiera.

Claudio ed io proseguiamo senza fretta verso l’uscita.

Affrontiamo impavidi la passerella.

Eccoci all’uscita. La porta della grotta e’ chiusa…proviamo le chiavi che troviamo ma non funzionano. Alla fine veniamo salvati da una delle gentilissime guide che torna indietro ad aprirci.

Appena fuori la grotta c’e’ un buchetto e non posso esimermi dall’andare a controllare. Sembra terminare dopo poco, in compenso e’ pieno di dolicopode.

Claudio intanto si prende un momento di relax.

Quando anche Valentina e Gabriele ci raggiungono andiamo alla biglietteria a salutare i nostri ospiti e a conclusione ci viene anche offerto un buon caffe’, che non fa mai male.

Preso commiato dalla grotta passiamo a salutare anche Valentina e Claudio che torneranno a casa. Gabriele ed io ci spostiamo invece verso Camerata Nuova per poi salire alla piana di Camposecco e attraversarla fino al punto in cui abbiamo ben tre grotte da ritrovare.

Il giro per arrivare e’ lungo quindi mentre passiamo per Subiaco ci fermiamo alla pizzeria al taglio per un veloce spuntino.

Mentre attraversiamo la piana di Camposecco facciamo sosta ad una quasi-grotta che si apri’ a bordo strada oramai mesi fa. L’ingresso e’ protetto da vari rami utili a tenere lontani gli animali che pascolano nei dintorni.

Con piacere troviamo che il vitello caduto dentro tempo fa e’ stato estratto e portato via. Meglio, dobbiamo organizzare la discesa del pozzo e controllarne se le dimensioni sono adeguate a definirla grotta e censirla nel catasto delle cavita’ naturali. Se dovesse diventare grotta ho gia’ il nome per lei: “grotta della mucchina”!

Terminiamo di attraversare la piana e arriviamo a un ponte dove la strada diventa impraticabile per la nostra auto. Parcheggiamo.

Presto, presto, che e’ tardi! Abbiamo tanto da fare e poco tempo. Ci prepariamo velocemente.

Cartellone in allestimento.

Tutti pronti, si parte.

Le istruzioni di Nerone erano chiare: “seguite la strada fino all’albero marchiato con un 21 sbiadito poi prendete il sentiero e seguitelo fino ad un enorme faggio”. Questo albero sembra portare con se’ almeno il “2”, la strada fa una curva mentre il sentiero prosegue dritto. Prendiamo il sentiero con fiducia.

Una miriade di buchi e buchetti allietano il cammino. Saremmo tentati di andare a controllare ma abbiamo gia’ troppo da fare.

Il sentiero sale decisamente. Lo zaino pesante non aiuta a rendere gradevole la salita. Di faggi caduti ce ne sono una miriade ma nessuno riesce a guadagnarsi l’appellativo di “enorme”. Gabriele sfodera il GPS del suo formidabile cellulare e prende il comando delle operazioni.

Ad un certo punto il GPS decreta che dobbiamo abbandonare il sentiero e prendere verso su, sulla massima pendenza. Con qualche sbuffo mi adeguo.

La ricerca della prima grotta e’ abbastanza semplice e la troviamo solo a costo di una bella salita.

Eccola qua in tutto il suo splendore. L’hanno trovata Aurora e Gabriele cercando pozzo Bocale. Vista la conformazione a pozzo pensavano di averla trovata ma una successiva visita con Nerone aveva chiarito l’equivoco. Abbiamo cosi’ guadagnato una bella grotta nuova. Oggi la scenderemo per la prima volta.

Mentre io mi preparo, Gabriele sistema la corda.

Scendo a esplorare con grandi speranze…che pero’ vengono ben presto deluse. Dopo un pozzetto di 4 metri atterro su un cumulo di foglie che poi si trasformano in pietre, tante pietre. Cosi’ tante pietre da non lasciare speranza di trovare una prosecuzione. Aggiorno Gabriele con la triste notizia e risalgo. Per sbadataggine, come se non bastasse, sbatto malamente una mano e mi procuro un bel livido. Un buon inizio.

Il nostro secondo obiettivo e’ ritrovare una grotticella trovata da Aurora e Gabriele mesi fa. Dobbiamo vedere se possibile andare avanti passando un sasso che intralcia il passaggio. Si chiama “grotta equa”, ma non chiedete a me il motivo, il nome e’ stato deciso dagli scopritori.

Comunque proprio ora il GPS di Gabriele inizia a fare le bizze e per trovarla giriamo in tondo per un’infinita’ di tempo. Quando perdo di vista Gabriele mi consolo iniziando a scavare uno dei tanti buchi che ci sono. Dopo una mezz’ora di scavo devo prendere atto che il buco scelto non mi portera’ in grotta. Ripongo gli attrezzi e vado in cerca di Gabriele chiamandolo a gran voce.

Una volta trovato il mio amico proseguiamo insieme la ricerca e stavolta siamo fortunati, Gabriele lo trova dopo nemmeno 5 minuti.

Lo raggiungo appena in tempo per vederlo scomparire dentro per fare la scansione 3D.

Eccolo mentre opera.

Nell’attesa prendo una foto panoramica dell’ngresso.

Terminata la scansione mi cede il posto e si allontana per cercare gli zaini che ha lasciato indietro. Vado dentro la grotta a vedere pure io di cosa si tratta. L’ingresso e’ ampio ma alto abbastanza solo per stare accovacciati. Sulla destra inizia un cunicolo stretto che dopo qualche metro e’ ostruito da un sasso. Oltre si vede un ambiente, o almeno mi sembra.

Torno fuori e mi tolgo l’imbrago e il resto della attrezzatura per stare piu’ comodo. Prendo il necessario e torno nel cunicolo a scavare tentando di distruggere il sasso occludente. Dopo non molto mi rendo conto che per oggi non riusciro’ a togliere di mezzo il sasso quindi cambio i miei piani. Mi faccio un poco indietro e inizio ad allargare il cunicolo in maniera che le prossime volte si possa lavorare al sasso stando comodi. A fine batteria del trapano esco fuori dove trovo Gabriele che e’ tornato dalla cerca degli zaini. Lo aggiorno e decidiamo che per oggi grotta equa ha avuto la sua parte.

Riprendiamo il cammino verso il terzo obiettivo della giornata, “pozzo bocale”. Scendiamo tagliando la pendenza in diagonale fino a raggiungere la grotta. Questa non si nasconde e la troviamo al primo colpo.

Si tratta di un bel pozzo, sceso anni fa da Elia e Nerone. A vederlo sono tentato di scenderlo ma inizia a essere tardi, sono un poco stanco e, cosa piu’ importante, non ho voglia di indossare di nuovo l’attrezzatura. Per questi motivi dopo le foto di rito riprendiamo la strada per tornare all’auto.

Gabriele decreta che siamo a circa 2km dalla macchina. In discesa e’ una piacevole passeggiata che in mezz’ora ci porta in vista del ponte dove abbiamo lasciato l’auto.

Eccola!

Fine di questo pomeriggio di ricerche matte e disperatissime!

Torniamo a casa stanchi ma contenti. La mattina tanti amici, il pomeriggio ben 3 grotte. Ci possiamo accontentare. Alla prossima.

Avatar di Sconosciuto

About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.