Corso 58 GsCaiRoma – Erebus – 19/05/2024

Prima, emozionantissima, esperienza in grotta per i nostri aspiranti speleo.

La mattina Francesca passa a prendermi, con noi si aggrega Josephine e tutti insieme appassionatamente andiamo a Settebagni dove ci raduniamo col resto del gruppo. Subito costringo tutti a sorridere per una foto di gruppo dove possiamo salutare Francesca, Enrico, Paolo, Claudia e Josephine.

Tappa successiva a Sant’Oreste dove incontriamo il resto del gruppo. Luisa e Marco li becchiamo davanti la pizzeria mentre si apprestano a degustare un supplemento di colazione.

Un attimo di relax sulle panchine di Sant’Oreste.

Salvatore da’ il via alla giornata caricando in auto tutti gli zaini e inizia a fare la spola tra la piazza di Sant’Oreste e l’eremo dove ci cambieremo. Noi intanto partiamo a piedi. Io inganno la camminata facendo foto ai bei fiori che incontro.

Si sale di buon passo. Ogni tanto incrociamo Salvatore che fa la spola.

Iniziamo i preparativi.

Quando siamo tutti pronti Erika prende una parte di allievi e parte alla volta della grotta. Io mi approprio di un paio di allievi e con l’aiuto di Francesca li porto ad “infrattarsi” per andare a rivedere l’ingresso di un’altra grotta, quella di San Sebastiano. Avrei voluto controllare se aspira o soffia ma purtroppo oggi e’ in stallo quindi la mia verifica la devo rimandare a tempi migliori.

Riguadagnato fortunosamente il sentiero per l’Erebus arriviamo alla grotta senza troppo ritardo. Riuniti al gruppo terminiamo anche noi i preparativi.

Inizia l’avventura! Si scende in grotta. L’emozione collettiva dei nostri corsari e’ palpabile ma appena sono su corda si districano senza problemi.

Chi e’ ancora fuori osserva con attenzione chi e’ impegnato nella discesa per un ultimo ripasso.

Io mi impegno a fare distrazione importunando tutti per delle foto.

La discesa prosegue spedita. In lontananza si distinguono le luci di chi e’ fermo al pozzo successivo.

Tra una discesa e l’altra continuo a imperversare con la fotocamera.

Siamo rimasti in pochi all’esterno. Pare che ora tocchi a me scendere. Faccio ancora una foto verso fuori prima di addentrarmi.

Pochi passi e sono al pozzo successivo.

Una concrezione a parete consumata dall’aria di grotta.

Vado in pole position a controllare la partenza di alcuni valenti corsari.

Oramai il “serpentone” del corso e’ partito e si svolge con regolarita’ lungo la grotta. Terminati gli allievi scorriamo tutti in avanti sino al pozzo successivo.

Il pozzo, un P12, viene sceso senza particolari problemi nonostante la partenza un poco esposta tutti se la cavano bene e velocemente. Facciamo avanzare di nuovo il serpentone verso l’impegno successivo. Alla base del P12 siamo in corrispondenza del primo fondo della grotta. Ci attende un passaggio strettino sotto dei giganteschi massi di crollo, poi un breve tratto di meandro, un’altra strettoia e quindi un altro pozzo.

Questo e’ il passaggio stretto tra i massi.

Al pozzo successivo c’e’ un poco di calca quindi vado a dare uno sguardo in un punto tra i massi di crollo dove non ho ancora avuto modo di curiosare. Lo faccio ma senza trovare nulla di interessante. Dall’alto si intravede il meandro che percorrero’ a breve nel proseguire. Marco e Luisa sono sotto di me in attesa.

Quando li raggiungo proviamo un selfie ma senza grandi risultati.

Qualche concrezione mentre attendiamo che la fila si assottigli.

In pochi minuti la fila termina. Affronto il secondo passaggio stretto e mi fermo ad osservare un paio di allievi che scendono il pozzo successivo. Quando e’ il mio turno scendo a mia volta. Alla base trovo Diletta ed Elena in quieta attesa di affrontare il budellino che le portera’ al pozzo dove faremo pausa pranzo.

Daria intanto inizia ad affrontare il budellino, sotto ci sono Erika e Giulietto che la attendono.

Da sopra i nostri corsari proseguono con la discesa.

Il serpentone scorre in avanti. Io arrivo a posizionarmi alla fine del budellino, Erika al frazionamento intermedio e Giulietto a fare accoglienza a fine pozzo.

Altro scorrimento in avanti e mi ritrovo al frazionamento intermedio. Una foto intermedia per proseguire.

Seguo la discesa di…non la/lo riconosco piu’!

Al mio posto precedente arriva Michele.

Seguiamo il passaggio dei valenti corsari che si affrettano per arrivare al posto deputato per una meritata quanto desiderata pausa pranzo.

Altro scossa in avanti del serpentone. Michele mi raggiunge e prende il mio posto al frazionamento. Io vado a dare uno sguardo alla sala laterale dove parte il pozzo che porta al nuovo fondo.

Ammiro un Michele insolitamente attivo nonostante la giornata sia avversa poiche’ a suo avviso il sabato serve esclusivamente per riposare.

Passa Claudia poi mi inoltro anche io per raggiungere il gruppo.

Ecco la sala da pranzo! E’ gia’ abbastanza gremita quando arrivo.

Ho portato nulla da mangiare quindi impegno il tempo libero per fare qualche foto a concrezioni varie. Faccio anche la breve risalita alla fine della sala pranzo, quella che porta al vecchio fondo. Se avessi una corda approfitterei per scendere ma non ce l’ho, provo a disarrampicare ma dopo il primo tratto sono sicuro di scendere ma non di poter poi risalire, quindi anche se a malincuore devo rinunciare. Qualche foto anche qua poi torno alla base.

Claudia ha appena scoperto il motivo per cui le banane e’ meglio non portarle in grotta.

Ancora Claudia che mi fa da modella per evidenziare i broccoletti che caratterizzano questa zona della grotta.

Viene decretata la fine della pausa pranzo, con entusiasmo inizia la risalita.

Francesca si offre per il disarmo, vuole fare questa esperienza per la prima volta. Le faro’ compagnia come porta-corde.

Aspettiamo che tutti salgano prima di iniziare il nostro ufficio. Questo altri non e’ che Michelangelo, che oltre a essere uno dei nostri corsari e’ anche un amico di Francesca. Anche per questo si e’ meritato un soprannome per questa uscita, per oggi si e’ chiamato “Pietrangelo”. Visto che parte tra gli ultimi si becca una foto tutta per lui.

Il disarmo e’ cosa veloce e senza intoppi. Francesca a parte i dubbi iniziali sul verso in cui si svitano i dadi e il modo piu’ efficiente per sciogliere un nodo se la cava egregiamente. In breve siamo di nuovo insieme al resto del gruppo alla base del P12.

Quando rimaniamo di nuovo soli possiamo riprendere con il nostro compito. Salgo per primo e attendo la mia intraprendente amica. Insieme arriviamo fino al pozzo quasi finale, quello dopo il P12 che si rivela particolarmente impegnativo.

Ecco Francesca abbarbicata alla parete mentre toglie gli attacchi dalla partenza del pozzo. L’armo e’ un poco esposto e in alto, una posizione scomoda che le mette un poco d’ansia. Ma proprio per questo non si va da soli, anche quando si disarma. Siamo in due per poterci aiutare in caso di bisogno quindi mi metto comodo e le do’ sostegno mentre completa il disarmo.

Terminato il cimento riprendiamo tutto il materiale recuperato e andiamo all’uscita dove troviamo tutti ad attenderci.

Subito una foto di gruppo e’ quello che serve.

Oggi il belvedere e’ un po’ cupo ma per dovere di cronaca lo fotografo ugualmente.

A memoria della sua vittoria sull’ostico disarmo obbligo Francesca a fare una foto mentre esibisce una “V” di vittoria con la mano. Con la scusa riesco anche a riprendere fiato prima di proseguire.

Eccoci in cima al monte Soratte. Tutto il gruppo e’ qua riunito per la foto di gruppo ufficiale. Ci uniamo ben volentieri.

Dopo la foto scendiamo all’eremo dove c’e’ il parcheggio e ci cambiamo. Anche il ritorno ci tocca farlo a piedi, una piacevole passeggiata defaticante, anche perche’ per fortuna Salvatore carica nella sua capiente auto tutti gli zaini. Lungo strada trovo una fungaia che mi sbrigo a documentare con una foto per il vostro piacere.

In una ventina di minuti siamo a Sant’Oreste.

Finalmente incontro di nuovo Luisa e Marco.

Il resto del gruppo e’ alla piazza, li raggiungo per un saluto e per recuperare il mio maxi-zaino.

Mentre istruttori e allievi si rifocillano con la pizza della locale pizzeria sento che stanno decidendo per completare la fase relax in birreria, quella in fondo al paese, andando verso il percorso salute. Purtroppo Francesca, la mia cortese driver per oggi, ha impegni a Roma per la serata quindi dobbiamo declinare l’offerta per la birra di chiusura giornata.

Dopo un adeguata dose di saluti e arrivederci prendiamo commiato dal resto del gruppo e prendiamo la via di casa.

Allievi tutti svelti e bravi, una grotta a cui sono affezionato, insomma una bella giornata di corso. Penso che per i nostri corsari questa prima grotta sia stata un’esperienza positiva e indimenticabile, spero che lo spiritello della speleologia abbia iniziato a catturarli. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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