Ancora a scavare con Luca e un Gabriele errante da ricognizione.
Con l’arrivo del bel tempo decidiamo che e’ ora di tornare a Bucio Nero’. Messo insieme il solito trio di irriducibili la mattina ci avviamo verso Livata prima e fondi di Jenne poi.
A Livata facciamo sosta davanti la chiesa per monitorare il buco creatosi mesi fa. Troviamo una novita’, e’ stato recintato.

Luca si incarica di andare a vedere come sta.

Da un rapido esame sembra non essere ne’ migliorato ne’ peggiorato. Solo terra, nessun affioramento di roccia a farci sperare nella nascita di una nuova grotta.

Risaliamo in auto e ci dirigiamo a fondi di Jenne dove iniziamo a prepararci, senza fretta e godendoci il bel sole.

Andiamo alla grotta. Come sempre il dado del fix di partenza e’ mancante e come sempre qualcuno si e’ divertito a lanciare sassi dentro la grotta, per fortuna i piu’ grandi sono stati fermati dalla copertura di rete che mettiamo a protezione dell’ingresso.

Gabriele non si e’ preparato, strada facendo ha deciso di non essere bendisposto nei confronti del fango di Bucio Nero’ e ha deciso di andare in ricognizione alla ricerca di grotte nei dintorni. Luca si occupa di sistemare la corda d’ingresso.

Mentre lui inizia a scendere io termino la vestizione.

Pochi minuti e da sotto arriva la libera. Ultimi preparativi poi saluto Gabriele e scendo pure io.
Appena arrivo trovo una sorpresa, un pietrone di rispettabili dimensioni e’ caduto giu’ da chissa’ dove e per nostra fortuna si e’ fermato poco prima del budellino in cui prosegue la grotta dopo la saletta. Con un poco di fatica Luca ed io riusciamo ad incastrarlo in una posizione abbastanza stabile prima di proseguire.

Col solito passaggio dello zaino tramite corda arriviamo fino in zona scavo dove ci mettiamo subito all’opera. Inizio io poi dopo un’oretta cedo il posto a Luca. Documento la sua entrata nel cunicolo dove c’e’ il fronte di scavo.





Ancora un poco di fatica e Luca riesce ad avanzare abbastanza da fare spazio anche a me. Vado giu’ anche io a dargli una mano per sgombrare la zona in scavo dai sassi. In un momento di pausa passo la fotocamera a Luca che documenta quello che ha davanti. In effetti si vede poco ma sicuramente si capisce che e’ stretto.
Inizio a pensare che Bucio Nero’ ha rotto seriamente le scatole ma proprio in quel momento Luca riesce a farsi abbastanza avanti da guardare avanti. Gli sembra che un metro circa avanti a lui lo spazio si allarga un po’, vede anche una colata di calcite bianca immacolata. Ho capito, dovremo continuare lo scavo.





Luca continua a scavare ma io che sto fermo inizio a sentire freddo, molto freddo. Dopo un’altra mezz’ora sono congelato e tremo come una foglia. E’ decisamente ora di ritornare al sole. Iniziamo a recuperare gli attrezzi e ci avventuriamo nei budelli fangosi che ci porteranno di nuovo al sole.

Alla base del pozzo di uscita rimaniamo interdetti sentendo una mucca che muggisce sopra di noi. Se dovesse cadere dentro anche noi rimarremmo intrappolati dentro!
Quando esco trovo la spiegazione, qualche simpatico visitatore curioso ha aperto il cancello del recinto, magari per guardare meglio l’ingresso della grotta, ma poi non si e’ preso l’incomodo di richiuderlo. A lui vanno i nostri sentiti ringraziamenti e qualche pensiero troppo poco urbano da esprimere per scritto. Appena fuori dal recinto un folto gruppo di “mucchini curiosi” mi guarda con sospetto.

Urlo la libera a Luca che inizia a salire. Inganno l’attesa riprendendo la sua salita.






Mentre lui finisce di togliere la corda io mi avvio all’auto.

All’auto c’e’ nessuno, Gabriele deve ancora rientrare dalla sua ricognizione. Attendo Luca. Quando anche Luca arriva alla macchina dobbiamo decidere cosa fare in attesa che Gabriele arrivi. Oramai e’ pomeriggio, sono quasi le 5 e la temperatura inizia a scendere. E’ impensabile rimane fermi alla macchina. Prendiamo le nostre cose e andiamo nei dintorni a controllare alcuni buchi in speranza di diventare grotte.
Il primo veramente promettente lo ritroviamo a un 200 m dall’auto. Luca scende a guardare da vicino,

Per ora nulla da fare, ma promette.

La forza della natura, quel ramo laterale e’ stato tagliato alla base e lui si e’ saldato di nuovo al tronco principale dandosi nuova vita.

Finalmente nel nostro girovagare vediamo Gabriele uscire dal bosco. Ci avviamo alla macchina dove finalmente possiamo cambiarci.

Anche questa volta non siamo riusciti a capire se questa grotta un giorno ci lascera’ passare oppure no. Torneremo. Alla prossima.