Una palestra a Mora Zinna, un classico per i soci dello Shaka Zulu, per rivederci tutti in allegria. Per qualcuno un’ottima occasione per “togliere un po’ di ruggine” dall’attrezzatura.
La mattina Gabriele passa a prendermi con buon ritardo, ma stavolta non e’ colpa sua ma della nostra Aurora a cui i mezzi da prendere per raggiungerci hanno fatto tirato uno scherzo.
Dopo le consuete tappe raggiungiamo anche noi la parete chiamata Mora Zinna dove faremo esercitazione di tecnica speleo. Sul posto troviamo gia’ qualche amico. Tra loro ci sono anche Valentina e Claudio, non fanno parte del gruppo ma hanno deciso di venire a passare un’allegra giornata con noi approfittando della bella giornata di sole. Claudio addirittura ha gia’ armato una via e sta facendo esercizio su di essa.
Dopo i saluti di rito io, da bravo asociale, mi metto in disparte per iniziare a prepararmi, anche vista la mia proverbiale lentezza. Lo stare lontano naturalmente non mi impedisce di rompere le scatole ai miei amici che hanno fatto capannello a fare chiacchiera sotto la parete ma rigorosamente senza casco.

Al terzo urlo, in un crescendo drammatico, il capannello si disperde e ognuno va a prepararsi. Valentina che e’ gia’ pronta viene convinta da Claudio a provare l’emozione di piantare uno spit alla vecchia maniera, con martello e pianta-spit. All’inizio non sembra convintissima ma alla fine sembra si sia addirittura divertita. Naturalmente ogni persona che si avvicina per osservarla faticare, me compreso, le da’ un diverso consiglio su come manovrare martello e pianta-spit.

Alla fine Valentina, nonostante noi, riesce a fare un ottimo lavoro e il suo primo spit rimane incastonato nella parete a imperitura testimonianza dell’impresa.

Arriva anche Nerone, che abbiamo incaricato passare in magazzino e portare materiale in abbondanza. Lui si e’ attenuto alla disposizione portando praticamente tutto il magazzino.

Ecco Luca. Lui tempo fa ha sconsideratamente espresso il desiderio di imparare le tecniche d’armo. Ora quindi ne approfitto e lo tartasso affidandogli un compito abbastanza complesso. Dovra’ partire da sopra la parete, armare un traverso fino a un punto da me perversamente scelto e da la’ armare la calata fino a giu’. Guardiamo insieme la parete mentre gli spiego cosa dovra’ fare poi lo lascio col compito di immaginare il materiale necessario e quindi di prepararlo convenientemente.

Intanto il resto del gruppo si appresta con calma e godendo il bel sole a fare qualche esercizio su corda. Solo una nota stonata. Mario, forse dimentico del fatto che abbiamo organizzato la giornata per fare esercizio a parete, dichiara di voler andare a visitare l’Inferniglio per vedere come sta ad acqua. Naturalmente la proposta e’ ghiotta quindi anche Martina e Aurora si aggregano a lui. A essere sincero non prendo molto bene questa “fuga d’amore” (perche’ per Mario l’Inferniglio e’ un amore infinito!). Infatti io, per fare questa palestra, ho consumato uno dei miei preziosi “gettoni da grotta” rinunciando ad andare altrove (=grotta) per stare qua. Vabbe’, non si puo’ pretendere sempre sempre la coerenza da tutti. Mando giu’ il rospo e cerco di godermi la giornata con gli amici, perche’ l’importante e’ sempre questo, vivere intensamente ogni esperienza, divertendosi in armonia con chi lo fa insieme a te.

Ma torniamo a noi. Corrado riprende oggi ad usare l’attrezzatura dopo un lunga pausa. Dopo una certosina e meditata vestizione andiamo assieme alla parete dove saliamo affiancati sulle 2 vie predisposte da Claudio. Corrado ripassa le varie tecniche di base quali la salita coi bloccanti, litigando col croll, un sano quanto classico frazionamento e la discesa col fido discensore. Anche se con qualche tentennamento alla fine fila tutto liscio, torniamo a terra sani e salvi. Il ghiaccio e’ rotto, si e’ meritato un poco di riposo.

Soddisfatti torniamo in zona chiacchiere. Aurora, Martina e Mario sono tornati dalla visita alla grotta. Ne approfitto per rompere le scatole ad Aurora incitandola ad andare a prepararsi.

Mentre ero con Corrado avevo chiesto a Claudio di seguire discretamente il nostro Luca nella sua esperienza d’armo autogestita. All’inizio li ho visti salire assieme, quindi non mi sono piu’ interessato a loro. Dopo, non ho capito bene cosa sia successo ma ora Claudio e’ quaggiu’ con Valentina mentre Luca e’ in parete e mi sembra stia scendendo pur avendo fatto nulla.

Corrado ha tolto l’imbragatura per regolarla e intanto consuma qualche parola con gli altri godendosi il sole.

Alla fine Aurora stanca di sentirmi borbottare corre a prendere la sua attrezzatura e inizia a prepararsi.

Forse e’ vero che gli uomini non riescono a fare piu’ cose insieme, ma non sempre. In questo caso in pochi minuti io riesco a rompere le scatole a Corrado perche’ stringa l’imbragatura, ad Aurora perche’ indossi la sua e a Luca per farlo tornare a fare il suo dovere con passione e convincimento.

Causa l’arrivo di una macchina vengo bruscamente distratto dal mio ruolo di “rompitore di scatole”. Sono Irene e Federica, due giovani quanto brave socie del gruppo che sono state a lungo assenti per motivi di lavoro e sono qua per godere della reciproca compagnia e fare qualche esercizio su corda per riprendere dimestichezza.

Nel frattempo Aurora, pur di non sentirmi piu’, si e’ preparata in un lampo e si e’ appropriata della corda parzialmente sistemata da Luca andando su come uno scoiattolo nonostante anche lei lamentasse lunghi mesi di inattivita’.

Amiche si, riviste con immenso piacere anche, ma anche a loro non risparmio i borbotti per incitarle a prepararsi. Ma loro accettano la rottura di scatole con un sorriso e, dopo pochi minuti, eccole qua pronte a tutto e sempre col sorriso.


Anche Luca, doverosamente incitato dai miei improperi, sale per “sua” via e prosegue il lavoro iniziando ad armare ex-novo il traverso che avevamo immaginato assieme. Nel frattempo Valentina e’ in parete e sta aiutando Claudio a ricordare come passare un frazionamento. A destra un eterogeneo gruppetto sta simulando una discesa su corda per ripassare la manovra di blocco del discensore. Nerone segue tutti con soddisfazione da presidente.

Mi avvicino per una foto ai nostri impegnatissimi amici.

Intanto Luca prosegue col suo lavoro saggiando la roccia col martello prima di piantare i fix. Prima di riprendere il suo lavoro in parete ha visto assieme a Nerone e me come la roccia “canta” in maniera differente quando e’ piu’ o meno compatta.

Anche Federica e Irene hanno trovato 2 vie libere e hanno iniziato ad esercitarsi. Son proprio contento di rivederle su corda.

Aurora, Corrado e Martina che parlano dopo l’intenso ripasso che hanno fatto su come si blocca il discensore. Imparare assieme crea legame.

Ecco le ragazze che scendono, mi fermo per far loro qualche foto. Con Federica sara’ un anno che non ci si vede, devo recuperare.


Con Irene invece non ci vediamo da questa estate, mi sembra. Comunque troppo tempo.


Arriva ora di pranzo. Gabriele ha preso le ordinazioni ed e’ tornato con pizza, suppli’ e bibite varie. Ci accomodiamo allegramente nonche’ rumorosamente nell’area picnic e facciamo onore alle cibarie. Dopo il pasto vado a coprirmi meglio perche’ il sole e’ scomparso dietro le montagne e inizia a fare fresco. Mario ci saluta senza aver toccato corda e Nerone ritorna dopo essere andato a casa per un paio d’ore. Il resto del gruppo riprende allegramente le attivita’ su parete. Con Irene perdiamo qualche minuto in una strenua lotta contro le cinghie del suo imbrago per stringere un poco i cosciali.
Luca termina il suo lavoro in maniera egregia e noi iniziamo a utilizzare la nuova via da lui confezionata. Aurora e’ tra le prime a sperimentarla. Io la seguo per darle manforte e perche’ in caso potra’ darmi a sua volta una mano.

Mi godo i sorrisi di Federica e Irene anche dall’alto. Irene sorride lo stesso anche se mentre saliva le ho combinato uno scherzo rendendo la sua via in discesa un poco piu’ complessa. In pratica ho preso il capo a terra della corda e l’ho tirato su verso la via subito a destra. Ora la via su cui scendera’ Irene fa un’ampia “V” su cui lei dovra’ prima scendere e poi salire. Come se non bastasse alla calata successiva ho aggiunto un bel nodo, tanto per complicare di piu’ il tutto.

In questa maniera ho creato una specie di circuito con cui potra’ cimentarsi anche Aurora dopo che avra’ terminato di sconfiggere il temibile traverso armato da Luca.

Federica scende con tranquillita’ riacquistando sicurezza nei movimenti ad ogni metro. Intanto Irene inizia a impegnarsi con la “V” mentre da sotto seguono le loro peripezie.

Aurora termina il traverso e prima di salire per poi proseguire il cimento mi regala anche lei un mezzo sorriso, niente di piu’ per ora, il traverso e’ stato impegnativo.

Io mi guardo bene dal seguire Aurora e invece mi approprio della corda su cui e’ scesa Federica e raggiungo terra senza fatica.

Irene ha passato la “V” senza problemi e ancora sorride…ancora non sa che dovra’ affrontare anche il passaggio del nodo in discesa!

Nel frattempo anche Aurora, dopo aver ripreso fiato, occupa la via che la portera’ a fronteggiare la “V”.

Irene esegue il passaggio del nodo senza particolari problemi e va a godersi qualche minuto di riposo. Io rimango nei pressi per seguire Aurora ma anche lei sbriga la manovra senza altri problemi che la mia invadenza quando la faccio fermare per una foto.

Ora inizia a fare decisamente freddo. Il caldo del sole un lontano ricordo. Dichiariamo chiusa la palestra. Nerone saluta tutti, prende l’auto e va, deve proprio tornare a casa, ma penso si sia divertito anche lui a vedere tanti ragazzi e amici impegnarsi oggi in parete.

Claudio e Luca hanno gia’ iniziato da un poco a disarmare le vie. Mano a mano che loro buttano giu’ le corde noi ne rifacciamo matassa. Un utile esercizio anche questo.

Una volta sistemato tutto il materiale lo carichiamo in macchina di Luca che si e’ proposto, forse anche spontaneamente, di riportarlo in magazzino. Noi invece andiamo tutti ad aspettarlo al bar per un aperitivo a degna conclusione di una bella giornata.
Scatto ancora qualche foto ai miei amici durante l’aperitivo poi metto la fotocamera a riposare.





Che dire, grazie a tutti per essere stati presenti a rendere speciale questa giornata. Alla prossima.