Grotta Gianni Mecchia – 27/01/2024

Con Maria, Tarcisio e Nerone per una visita alla grotta nominata in ricordo del nostro amico.

La mattina di questa bella giornata Maria e io partiamo presto da Roma per raggiungere i nostri amici a Guarcino. All’appuntamento troviamo anche Gianluca che sta aspettando Federico e Paolo con cui andra’ in un’altra grotta. Dopo un caffe’ assieme prendiamo le auto e saliamo a Campocatino.

Anche se la giornata sembra quasi primaverile Tarcisio ci tiene a mostrarci il rifugio, da non molto sistemato.

Non ero mai stato al rifugio quindi prima di cambiarmi faccio un giro per ammirarlo.

C’e’ una stampa interessante che raffigura il Pozzo Santullo.

C’e’ anche il rilievo artistico del complesso del Vermicano.

Questa e’ la sala principale, Tarcisio ci racconta che in origine era adibita a sala ristorante.

Dentro e’ bello ma il sole fuori e’ troppo allettante. Dopo la visita al rifugio torniamo fuori per cambiarci. Faccio qualche altra foto panoramica.

Incredibile a dirsi ma questa e’ l’unica foto che ho fatto a Maria…ho protetto la sua privacy!

Nerone e’ pronto, io potrei essere l’ultimo come al solito ma oggi c’e’ Tarcisio che mi ha fregato perche’ ha dimenticato a casa la tuta!

Alla fine Tarcisio rimedia telefonando agli amici che stanno ancora salendo per andare all’altra grotta. Si mette d’accordo perche’ portino con loro una tuta in piu’.

Nerone e io iniziamo a scendere verso la grotta mentre Maria accompagna Tarcisio a recuperare la tuta. Questo e’ una misera traccia di neve, una delle poche. Sembra quasi primavera.

Si scende nel canalone che ospita la grotta.

Eccola la’ che ci aspetta. Tarcisio e Nerone ne hanno protetto l’ingresso in previsione della neve e degli sciatori. Ma per ora non sembra esserci alcun pericolo che la pista venga invasa da persone sci ai piedi.

Ecco Grotta Gianni Mecchia in tutta la sua bellezza con l’ingresso protetto.

Nerone e io sistemiamo le ultime cose ed entriamo.

Facciamo il primo scivolo, quindi affrontiamo il pozzo, l’altro scivolo, il saltino col ponte sospeso che tanto fa imprecare Nerone e dopo alcuni altri metri siamo al “campo base”, una zona in piano e leggermente piu’ comoda dove lasciamo le nostre cose prima di andare in zona lavori, una decina di metri di meandro piu’ in la’. Una volta pronto faccio il meandro. Alla fine mi metto di fianco per passare un punto leggermente piu’ stretto e fare una curva a sinistra. Subito dopo sono alla zona di lavoro.

Qua l’ambiente e’ comodo, davanti a me il meandro continua ma e’ ancora un poco stretto.

Ho una diramazione a destra che sembra portare ad una zona piu’ larga, ma anche qua c’e’ da allargare per arrivarci.

Alle mie spalle un altro buco che potrebbe portare alla zona che ho visto a destra ma e’ ancora piu’ stretto degli altri.

Nella diramazione a destra si vedono i resti di una patina di fango che stava sulle pareti e poi si e’ seccata cadendo su un minuscolo terrazzino.

Sempre la diramazione di destra con qualche concrezione baby in via di accrescimento.

Giusto il tempo di guardarmi intorno e fare le foto che arriva Nerone e si inizia a scavare serio.

Dopo un’oretta circa arriva anche Tarcisio con la tuta recuperata.

Continuiamo a scavare verso il meandro principale alternandoci. Faccio anche una prova. Vado avanti abbastanza comodamente fino a una leggera curva a destra. Potrei proseguire, anzi ne sono sicuro poiche’ Nerone mi ha raccontato che la volta scorsa qualcuno ha proseguito fino a trovare un pozzetto da circa 3 metri. Pero’ il passaggio potrebbe rivelarsi faticoso e sono anche sicuro che Nerone e Tarcisio preferiscono “passare comodo”, quindi lascio perdere e torno indietro.

Alla fine e’ il trapano demolitore a decidere per noi. Tutto a un tratto si ferma e rimane muto e inerte nonostante i nostri tentativi di rianimarlo.

Dopo qualche minuto di vani tentativi e qualche imprecazione propiziatoria, ma altrettanto vana, decidiamo nostro malgrado che e’ ora di uscire. Prendiamo le nostre cose e andiamo mestamente verso il campo base dove ricomponiamo zaini e attrezzature.

Tanto per sfogare la frustrazione, mentre i miei amici si preparano prendo il martello e vado a stancarmi un poco accanendomi sul ponticello di roccia che tanto angustia Nerone. Dopo un quarto d’ora di martellare furioso devo arrendermi, il ponte si e’ assottigliato ma resiste indomito ai miei colpi. I miei amici arrivano e proseguiamo insieme verso l’uscita facendo passamano coi sacchi.

Nerone e’ l’ultimo a salire il pozzo. Devo dire che l’uscita e’ un poco impegnativa.

Tarcisio e’ avanti a me ma oramai siamo in vista della luce all’esterno.

Eccoci fuori. Tarcisio fa il mastro di chiavi e richiude per benino l’ingresso.

Nerone si gusta il tepore disteso in mezzo a quella che sarebbe la pista da sci.

Dopo un paio di minuti di relax al calduccio riprendiamo le nostre robe e saliamo per tornare al rifugio.

Quasi arrivati.

Il panorama e’ ancora stupendo.

Eccoci tutti arrivati. Un poco delusi dal tradimento del trapano ma contenti di aver passato qualche ora assieme in questa grotta dalla forti emozioni perche’ ricorda un caro amico.

Inizio a cambiarmi, Tarcisio decide che anche io devo avere almeno una foto quindi si appropria della fotocamera…ed eccomi qua.

Lo ricambio con un selfie improvvisato. In faccia ho ancora i resti della mia battaglia contro il ponticello di roccia.

Nerone e’ poco distante a gustarsi il sole.

Per non far torto a nessuno lo raggiungo e faccio selfie anche con lui.

Quando son pronto chiamo Maria, e’ andata a fare una passeggiata per la piana di Campocatino ma la interrompe per raggiungerci. Dopo un quarto d’ora ci raggiunge e passiamo insieme un’ora in allegria brindando a noi e alla memoria di Gianni con lo spumante portato da Tarcisio per l’occasione.

Sono oramai le tre del pomeriggio quando Nerone e Tarcisio partono per riscendere verso casa. Maria e io vogliamo ancora prolungare di un poco la piacevole permanenza a Campocatino per questo motivo arriviamo fino al piazzale ed entriamo nel ristorante per tentare di avere qualcosa da mangiare nonostante l’ora tarda. Troviamo i simpatici gestori, oramai li conosciamo da anni, ben disposti a riattivare la cucina e farci un piatto di sane e gustose fettuccine. Accogliamo la cosa con molta soddisfazione e ci accomodiamo con piacere. Dopo il lauto pasto dobbiamo rassegnarci a tornare verso casa. Un ritorno tranquillo e senza intoppi. Maria gentilmente mi accompagna fino a casa cosi’ non devo trasportare a lungo il mio enorme zaino appesantito dal trapano che voglio tentare di rianimare.

Il giorno dopo infatti eccolo messo a nudo. Dopo una pulizia sommaria faccio delle prove fino a scoprire che una delle 2 spazzole e’ totalmente consumata e non fa contatto. Rimonto tutto e lascio fuori la spazzola per vedere di ricomprarla.

Un imprevisto ci ha impedito di lavorare quanto volevamo, ma ci sta, ogni tanto succede. La grotta e’ la’ che ci aspetta per condividere con noi le meraviglie che nasconde. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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