Con Aurora e Gabriele a riscoprire buchi. Trovata una nuova grotta.
La giornata e’ uggiosa ma non non ci lasciamo scoraggiare per cosi’ poco. La mattina ci incontriamo e andiamo verso Trevi nel Lazio a ricercare alcuni ingressi per aggiornare le coordinate. Strada facendo ci fermiamo spesso a vedere buchi lungo strada che sembrano interessanti pero’ ogni volta mi scordo di prendere con me la fotocamera quindi per tutto questo daffare rimangono solo queste poche parole.
La prima sosta per ritrovare grotte e’ nei pressi di uno spiazzo imprecisato. Gabriele parte spedito seguendo le indicazioni del suo fido GPS, io preferisco rimanere nei dintorni della macchina e cercare qualcosa di nuovo.

Nei pressi della macchina un imponente cartello ci annuncia che siamo i benvenuti nel Parco dei Simbruini.

Girando per un po’ a casaccio trovo un buco interessante cosi’ richiamo i miei amici perche’ mi raggiungano. Eccoci qua tutti assieme a valutare il buco.

L’esploratrice del gruppetto e’ sicuramente Aurora quindi e’ lei che va a dare uno sguardo, persino armata di sigaretta per rilevare eventuali correnti d’aria. Il responso e’ negativo non si tratta di un buco “grottabile”.

Ci spostiamo verso le cascate, anche la’ ci sono grotte da rivedere. Arrivati scendiamo dall’auto e ci sparpagliamo, io me ne vado solo soletto ad ammirare l’Aniene.



Gabriele e Aurora intanto sono in giro a cercare le grotte. Li raggiungo e insieme rimaniamo ad ammirare le cascate, non si puo’ fare molto di piu’. Tra l’altro dal nome sembra che chiamarle grotte sia un’iperbole, si tratta infatti di ponti naturali come testimoniano i nomi, questo e’ uno dei tre: PONTE CENTRALE DELLA MOLA(LA1440)

Dopo aver ammirato le cascate e immaginati i ponti naturali risaliamo in macchina per ricercare un’altra grotta: INGHIOTTITOIO DELLA CAPRARECCIA(LA1058). Gabriele e Aurora partono sparati seguendo il GPS. I miei amici scompaiono tra la vegetazione, io rimango un poco indietro guardando nei dintorni. Il nome della grotta, in particolare il termine “caprareccia”, mi fa pensare ad un sentiero, quindi quando vedo un accenno di sentiero alla mia sinistra lo imbocco senza esitazione e lo seguo salendo per qualche metro.
Sono fortunato, ecco qua l’ingresso.

Torno indietro e chiamo a gran voce i miei amici e poi rimango nei pressi finche’ mi raggiungono.

Aurora, la nostra esploratrice deve tornare un attimo alla macchina a prendere il casco. Gabriele intanto controlla la grotta e fa qualche prova con il Lidar.

Torna Aurora e subito entra a visitare la grotta.

L’ingresso e’ un poco angusto ma poi c’e’ spazio per stare seduti, anche comodamente, sembra.

Aurora ci racconta la grotta, Gabriele confronta quel che dice col rilievo e sembra corrispondere. Per lei foto prima di uscire.

Torniamo all’auto, strada facendo trovo un ramo con un bel fungo e mi fermo per fotografarlo.

Partiamo per le prossime grotte.

Naturalmente durante il tragitto incontriamo buchi piu’ o meno interessanti e ci fermiamo ogni volta per dar loro uno sguardo. Una di queste soste e’ quella giusta. Ci separiamo perche’ in pochi metri ci sono molti buchi interessanti. Quelli in alto li lasciamo alle cure di Aurora, noi guardiamo quelli facili a livello strada. Uno di questi attira la mia attenzione, si nasconde tra i rovi ma sembra inoltrarsi per qualche metro. Con attenzione libero il passaggio dai rami spinosi e andiamo a vedere da vicino.

Sembra proprio grotta! Richiamiamo Aurora per farle dare uno sguardo piu’ attento.

Anche la verifica di Aurora e’ positiva, e’ grotta ed e’ anche catastabile. Prendiamo il punto, le foto e mi invento un nome tutto per lei: “Tanagrande”. Una foto esplorativa ci vuole proprio.

Una foto ad Aurora in versione fotografa.

Aurora insiste per una foto insieme, come dirle di no? Quindi eccoci qua.

Facciamo una rapida sosta con passeggio lungo il fiume per cercare il PONTE VADO SACCO(LA1437).

Riprendiamo l’auto e proseguiamo fino alle cascate, quelle dove inizia il sentiero che porta all’Inferniglio. In verita’ prima facciamo una breve deviazione per cercare un bar e prendere un panino ma le nostre speranze vengono infrante. L’insegna del bar infatti recita “aperto tutto l’anno” ma e’ desolatamente chiuso! Torniamo indietro per proseguire la nostra passeggiata.

Per turismo andiamo a vedere le cascate di Trevi.

Anche qua troviamo vari buchi ma si tratta di robe artificiali, probabilmente un’antica centrale elettrica.









Arrivati alla cascata prendiamo qualche foto e fantastichiamo su improbabili discese seguendo l’acqua.

Dopo qualche minuto riprendiamo il cammino per tornare all’auto.

Noi siamo qui!

Il pomeriggio inizia a lasciare spazio alla sera, abbiamo appena il tempo di fare un ultimo giro a piedi lungo il sentiero che porta all’Inferniglio.

Lo imbocchiamo di buon passo, o almeno cosi’ fanno Aurora e Gabriele. Io sono reduce dalla influenza di Natale e oggi e’ il primo giorno che esco dal 22 dicembre. Anche se oggi ho fatto poco ho le gambe frolle e faccio fatica a seguirli…pero’ mi impegno a fare del mio meglio.

Dopo circa un chilometro sulla strada Gabriele decreta che dobbiamo scendere verso le rive dell’Aniene.

E scendiamo dai! L’acqua e’ sempre una meraviglia, sembra impossibile che sia lo stesso fiume che scorre a Roma.

Seguendo la sponda del fiume arriviamo ad una zona recintata, dovrebbe essere una captazione.

Sembra interessante.

Dopo questa sosta torniamo sui nostri passi e prendiamo a seguire la riva del fiume in direzione opposta.

Purtroppo il sentiero lungo il fiume si interrompe bruscamente.

Proviamo a passare tra i rovi ma dopo un po’ diventa molto difficoltoso, torniamo indietro. Gabriele comunque dice di aver individuato quel che cercava, forse questa: GROTTA DELLE CERRETA(LA1566) ma non ne sono sicuro.

Torniamo indietro, loro sempre di buon passo, io sempre arrancando e sbuffando come un mantice.

Tornati all’auto dichiariamo terminata la nostra ricognizione. Una bella giornata, proprio quel che ci voleva per riprendermi dopo l’influenza. Alla prossima.