Grotta Tanagrande – 07/01/2024

Con Aurora e Gabriele ad esplorare la nuova grotta scoperta la volta scorsa. Ho scordato a casa la fotocamera quindi ho preso le foto di Aurora e Gabriele e approfitto ora per ringraziarli.

In verita’ sarei dovuto andare a visitare Cretarossa con amici dello SCR ma non sono ancora molto in forma e probabilmente da quelle parti nevica, quindi quando Gabriele me lo propone dirotto volentieri verso lidi con clima meno rigido.

Anche questa volta Gabriele ha preparato una serie di grotte da rivedere. La prima e’: INGHIOTTITOIO DELLE FACCIE FREDDE(LA1634). Quando arriviamo nei pressi la pioggia ci accoglie ma non ci lasciamo spaventare e ci prepariamo per la passeggiata tra i boschi per cercarla.

Gabriele fa strada, da lontano col suo ombrello sembra una Mary Poppins barbuta!

Il primo tratto e’ in piano, quindi agevole. Peccato che terminati i campi inizi il bosco e l’erta.

Saliamo in ordine sparso per avere piu’ probabilita’ di trovare qualcosa. Dopo un po’ di girovagare finalmente trovo la grotta che cerchiamo. L’ingresso non e’ per niente male.

Chiamo i miei amici e quando arrivano mi faccio prestare la torcia da Gabriele ed entro per visitare la grotta.

Aurora si arma di pazienza e fotocamera e mi segue.

Non male, che ci sara’ piu’ avanti?

I miei vestiti ne soffriranno, ma non posso non andare.

Arrivo fino ad una curva del meandrino che ho sceso, mi volto per illuminare la via ad Aurora che e’ scesa senza luce.

La grotta e’ abitata da questa ranocchietta, la disturbiamo solo il tempo di una foto.

Con Aurora e la complicita’ di un masso incastrato a meta’ altezza proviamo una foto controluce…non credo di essermi nascosto bene!

Giriamo la curva e troviamo…che chiude su terra.

Mentre siamo dentro Gabriele ha ingannato l’attesa facendo un giro nei dintorni ma non trova grosse novita’.

Quando usciamo lo troviamo ad aspettarci per una foto vicino all’inconfondibile sigla dello Shaka Zulu, l’omino stilizzato.

Ripreso il punto e fatte le foto riprendiamo la strada per tornare alla macchina. Gabriele prende da una parte, Aurora ed io dall’altra. Queste sono le foto prese da Gabriele nel suo giro di ritorno.

Come vi dicevo Aurora ed io andiamo dalla parte opposta rispetto alla direzione presa da Gabriele. Troviamo una bella zona con molti buchi che potrebbero essere interessanti se avessimo almeno una paletta per scavare via la terra. Ci accontentiamo di un selfie.

Con Aurora ritroviamo il sentiero e in pochi minuti siamo all’auto ma di Gabriele nemmeno l’ombra. Dopo qualche minuto di attesa sotto la pioggia il freddo inizia a farsi sentire. Annuncio ad Aurora che devo camminare per non freddarmi troppo cosi’ torniamo indietro alla piana a cercare Gabriele. Facciamo anche un giro largo in cerca di altri buchi, ogni tanto urliamo un richiamo per Gabriele, ma nulla. Dopo una mezz’ora torniamo alla macchina e lo troviamo la’. Ben fradici ed infreddoliti entriamo in macchina a riscaldarci. Per oggi la ricerca delle grotte termina qua. Andiamo alla grotta da esplorare.

Giusto il tempo di riprendere temperatura in macchina che siamo alla grotta nuova, dobbiamo lavorarci un po’ per rendere passabile la strettoia anche per chi e’ piu’ “corposo” di Aurora. Stavolta pero’ ci prepariamo da “grotta” con la tuta, il casco e le attrezzature necessarie a scavare.

Eccoci in fase di scavo, Gabriele sperimenta il suo nuovo cellulare provando a prendere delle misure.

Dopo un’ora abbondante di scavo finalmente riesco a passare anche io. Con Aurora scendiamo fino a dove e’ possibile e scaviamo ancora un poco.

Alla fine dello scavo Aurora riesce ad intrufolarsi ancora un poco piu’ in giu’…c’e’ ancora da scavare. Una leggerissima corrente d’aria solletica la nostra curiosita’

Iniziamo a fare il rilievo alla “vecchia”. E’ Aurora a comporre il foglio di campagna con l’aiuto di Gabriele.

Anche io faccio la mia parte seguendola e reggendo un capo del metro per prendere le lunghezze dei segmenti. Una volta terminato il rilievo, usciamo.

Ecco la strettoia nella sua nuova forma dopo l’allargamento.

Usciamo di nuovo all’aperto. Per fortuna la pioggia ha deciso di darci requie.

Torniamo alla macchina per cambiarci e quando mi apparto un attimo vicino alla riva del fiume trovo un altro buco per il quale, appena terminato quel che dovevo, chiamo i miei amici per visionarlo. Non sembra granche’ quindi lo lasciamo riposare e torniamo alla macchina.

Anche se abbiamo preso tanta pioggia la giornata e’ stata piacevole e proficua. Come sempre, alla prossima e buon anno!

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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