SCR Corso 64 – Grotta del pisciarello – 26/11/2023

Una divertente uscita con i simpatici e bravi ragazzi del 64° corso dello Speleo Club Roma.

Oggi sembra proprio una giornata invernale, quando esco di casa la temperatura e’ di un grado ma almeno il cielo e’ limpido e la pioggia di ieri sembra solo un ricordo. Dopo la colazione al bar “fico” di Anagnina trovo ospitalita’ nella macchina di Antonio e Luana, insieme a Max.

Arrivati a Supino ci addentriamo nei vicoli del paese fino ad arrivare alla piazza della fonte del pisciarello. Prendiamo una stradina nascosta dietro la piazza e saliamo su fino ad uno slargo dove la strada termina. Parcheggiamo e iniziamo a prepararci.

Come sempre inizio ad imperversare con la fotocamera, la prima e’ per una panoramica della auto e per Luana che mostra con soddisfazione la sua tuta nuova.

Davanti a dove abbiamo parcheggiato ci sono due fontanelle dove i locali vengono a prendere acqua. Infatti ne arriva subito uno che reclama il posto auto per prendere con comodita’ la sua razione d’acqua cosi’ dobbiamo spostare una delle auto. La vestizione prosegue senza altri incidenti.

Eccoci tutti pronti per la foto di gruppo. Una volta tanto credo di poter ricordare tutti i nomi dei partecipanti. fatemi quindi fare sfoggio di questo prodigioso sprazzo di memoria, iniziando da sinistra abbiamo: Max, Alice, Alessandro, Luana, Mattia, Antonio, Fabio e io.

Le ultime raccomandazioni prima di partire.

Si va. Sono stato finora a cercare di ricordare se sono mai stato in questa grotta, anche osservare la strada che prendiamo non mi ricorda nulla. Probabilmente e’ la prima volta anche per me oltre che per i nostri corsari.

La strada prende a salire decisamente e io ad arrancare dietro a tutti.

Finalmente arriviamo ad affacciarci alla grande dolina che ospita l’ingresso della grotta.

Anche osservare la dolina e l’affioramento di rocce che preannuncia l’ingresso non mi riportano ricordi di alcun tipo, una ulteriore conferma che non ci sono mai stato.

L’ingresso lo riconosco ma solo perche’ l’ho visto in foto di recente.

Entra Max e di seguito mandiamo i primi 4 allievi, poi entro io. Fabio rimane a chiudere la fila. Dopo l’ingresso, non largo ma nemmeno troppo scomodo mi ritrovo in un minuscolo ambiente. Davanti a me vedo gli allievi impegnati nella discesa di alcuni saltini. Nel rilievo sono segnati come P13 ma credo che l’unico salto di cui aver memoria sia un P5 scarso.

Ecco un saltino, uno di quelli chiamati globalmente P13, Mattia lo sta impegnando mentre sotto di lui c’e’ Alessandro.

Di fianco a me c’e’ una famigliola di dolicopode, non perdo tempo ad importunare anche loro con la fotocamera.

Un altro pezzo del P13.

Ecco una sorridente Alice insieme a Mattia.

Siamo al P15, la maggiore verticale che affronteremo oggi. Questa e’ Luana che scende.

Altro salto da scendere, forse il P4 indicato sul rilievo dopo il P15.

Mattia inizia a scendere.

Antonio sotto e Luana impegnata con la discesa.

Ecco ancora Alice.

Continuiamo a scendere seguendo il meandro.

Durante una breve sosta per attendere il nostro turno per proseguire Mattia mi indica un banco di fango dove, a suo dire, si riconoscono degli strati di fango piu’ scuri, di origine vulcanica. Scatto loro una foto per la gioia di eventuali geologi che dovessero avere la ventura di leggermi.

Ecco, arriva lui…Fabio, fresco di compleanno, ancora auguri!

Arriviamo freschi e riposati alla sala dove solitamente le uscite di corso terminano. Oggi pero’ Max vuole premiare i nostri corsari. Visto che sono stati bravi e veloci proseguiremo fino al fondo. Ora gli zaini non servono quindi li lasciamo alla sala.

Ecco Luana che sfoggia con orgoglio il cartellino della sua nuova tuta ora inaugurata con del buon fango di grotta.

Antonio impegnato in uno dei saltini che facciamo, sono una manciata, ne ho perso il conto.

Segue Luana che pero’ decide di dare un brivido nuovo alla sua discesa. Arriva al frazionamento, si allongia, smonta il discensore dalla corda sopra il frazionamento e va a montarlo sotto per proseguire. Ma, c’e’ un ma, non si e’ accorta che il discensore ha il moschettone con la ghiera aperta e nel fare il passaggio da una parte all’altra della corda il moschettone si apre e lascia uscire il discensore per fatti suoi. Niente di male perche’ e’ ancora allongiata e tutto si risolve per lei con una notevole scarica di adrenalina e una indimenticabile lezione pratica sull’utilita’ della ghiera dei moschettoni e sulla opportunita’ che questa sia sempre ben chiusa.

Dopo questo piccolo inconveniente proseguiamo la discesa prima con Alice e poi col resto del gruppo.

Dopo la serie di saltini che probabilmente comprendono il P9 riportato sul rilievo il meandro inizia a farsi piu’ stretto, una interessante esperienza per i nostri allievi che lo affrontano senza problemi e solo un poco di sudore.

Ecco ancora Luana che ha ritrovato il sorriso dopo la sua discussione col discensore. dietro c’e’ Mattia a luci rosse.

Ancora Luana ma stavolta con un Alessandro a luce bianca.

E il sorriso di Alice volevamo dimenticarlo?

Arrivati vicini al fondo troviamo un altro piccolo salto, un P3 abbondante. Non e’ armato ma per fortuna poco piu’ indietro c’e’ una corda disponibile. Max arma con quello che ha e scendiamo tutti. Dopo qualche altro metro di meandro troviamo una zona dove sappiamo che altri speleo stanno lavorando. Li’ ci fermiamo e dopo aver tirato il fiato prendiamo la strada del ritorno. Ora vado avanti per primo e ne approfitto per una foto panoramica del meandro.

Sono andato un poco avanti, aspetto che anche gli altri arrivino. Alessandro fa capolino.

Ai lati del meandro soffitto e pavimento sono troppo vicini per essere frequentabili.

Siamo vicini alla sala “da pranzo”, probabilmente questo e’ il P9 segnato sul rilievo.

Alice che sale.

Ancora Alessandro che fa capolino tra le pareti del meandro.

E di nuovo Alessandro, forse ce l’ho con lui?!?

Come sempre visto che sono qua in attesa che passino tutti nell’attesa fotografo. Questa e’ la volta di Alice.

Mentre Alice termina la salita sotto di lei vedo arrivare gli altri.

Questo e’ Mattia, dalla foto sembra che stia buttando sudore a spruzzo ma non e’ cosi’ e’ solo l’acqua della grotta che scorre allegramente lungo tutto il meandro producendo un rumore da “pisciarello”.

Sotto Mattia oramai c’e’ tutto il resto del gruppo.

Ecco che arriva anche Luana.

Siamo finalmente alla sala “da pranzo”. Qualche artista si e’ dilettato nell’adornarla con una faccia di demone utilizzando gli abbondanti materiali plastici, ovvero fango di prima qualita’ e sassolini di ottimo calcare, presenti nella sala.

Ci fermiamo alla sala per un rapido spuntino. Max tira fuori il necessario per cucinare un brodino caldo, che ci sta sempre bene. C’e’ un fiorente scambio di barrette energetiche, Luana e Antonio sfoggiano delle buste con del farro condito, io mi accontento del tramezzino col salmone che ho preso stamane al bar e che e’ straordinariamente arrivato intatto si qui. Luana dopo il lauto pasto si mette in tenuta antisommossa.

Sosta terminata. Rimettiamo le nostre robe negli zaini e ripartiamo.

Pian pianino il serpentone formato da tutti noi si scrolla di dosso la pigrizia post-prandiale e si avvia verso l’uscita.

Affrontiamo con calma e pazienza i saltini che ci separano dal P15.

Come sempre inganno l’attesa facendo foto e in mezzo ci capita sempre Alessandro.

Sono in cima al P15, Max prima di scendere all’andata ha modificato l’armo del frazionamento. Ora e’ molto piu’ comodo da passare.

Ecco Alice che dopo aver passato il frazionamento facilitato affronta l’ultima parte del pozzo.

Dopo di lei sale Alessandro.

Subito seguito da Mattia.

Di seguito arriva anche Luana.

Siamo quasi fuori, ho fatto cambio posto con Fabio, lui e’ andato avanti per portare fuori i primi allievi. Questo e’ uno dei saltini che formano il P13 d’ingresso. Luana inizia ad essere stanca ma l’aria fresca proveniente dall’uscita e la vicinanza di Antonio gia’ la rinfrancano.

Siamo al minuscolo ambiente subito prima dell’ingresso. Dietro di me ci sono solo Antonio e Max. Fuori fa freddo e sta scendendo la sera. Aspetto Antonio al calduccio prima di uscire per fargli spazio.

Il fango dell’uscita importuna la fotocamera e per quanto io provi a ripulirla questo e’ il miglio risultato che ottengo.

Tolgo i guanti e procedo a ripulire meglio che posso la povera fotocamera. Ora meglio.

Terminiamo le foto con un paio di funghi che ornano le vicinanze dell’ingresso.

Quando esce anche Max riprendiamo la strada per le auto. In discesa e’ decisamente meglio!

Tornando verso casa la seconda macchina fugge direttamente a casa mentre noi ci fermiamo a Supino a prendere un poco di pizza al taglio con birra e caffe’ finale. Il ritorno e’ tranquillo e sonnacchioso. Antonio e’ gentilissimo e mi porta fin sotto casa. Una bella uscita in una grotta che non conoscevo, in ottima compagnia. Bravi i nostri allievi. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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