Un raduno speciale quanto indimenticabile, un carico di emozioni continue. Tanta tanta stanchezza ma ben ricompensata dalla collaborazione con tante belle persone.
E’ un raduno speciale per tanti motivi. Innanzitutto il luogo dove si tiene e’ speciale. E’ proprio a Costacciaro che negli anni ’80 vennero organizzati i primi raduni. Tornare qua per molti di noi ha il sapore di un intenso amarcord. Per me in particolare poi e’ il primo raduno, dei tanti a cui ho partecipato, in cui sono dall’altro lato, quello dell’organizzazione. Un’organizzazione che e’ iniziata un anno fa e si e’ prodotta, per me, in tante e lunghe riunioni online.
Ho cercato di fare la mia parte ma sono consapevole che ci sono state persone che hanno dovuto “sospendere” la propria vita per dedicarsi alla organizzazione del raduno, perche’ potesse vivere e permettere a noi tutti di parteciparvi. Naturalmente ogni cosa fatta e’ perfettibile, magari ci sono stati errori ma un grazie enorme va tributato a coloro che ci hanno permesso di far diventare realta’ un sogno sopito da almeno 40 anni. GRAZIE!
Quello che ho fatto io personalmente e’ una briciola nell’oceano di cose da fare prima, durante e dopo il raduno. Nonostante questo ho consumato ogni briciola di energia che avevo. Non riesco nemmeno ad immaginare la stanchezza di chi si e’ potuto impegnare molto piu’ di me. Ma e’ stata questa profonda comunione di intenti tra un gruppo eterogeneo di persone a permettere al raduno di vivere e di darci gioia. Un grazie di cuore a tutti per il grande impegno profuso.
Ma eccoci a noi con la solita cronistoria di quanto ho vissuto.
01/11/2023 – Inizia il raduno
Mio malgrado mi sveglio alle 3 e costringo Betta ad una partenza molto mattiniera. Alle 7 e mezza Betta, io e Luna arriviamo a Costacciaro, prendiamo “possesso” della nostra stanza in un appartamento dentro il paese e poi andiamo a dare uno sguardo in giro. Per prima cosa andiamo alla segreteria ma, anche se non sono ancora le 8, c’e’ gia’ una nutrita fila di persone in attesa di registrarsi al raduno quindi proseguiamo il nostro giro. Passiamo alla scuola dove gli stand materiali sono ancora in allestimento.

Tornando alla via principale incontro i miei amici, sono Alessia, Gabriele e Giuseppe che sono appena arrivati. Qualche chiacchiera di saluto ma poi ci separiamo.

Una panoramica della via centrale del paese con vista sul locale bar che nei prossimi giorni sara’ letteralmente assediato per almeno 20 ore al giorno.

Questa e’ la via dove abiteremo in questi giorni, la nostra camera e’ al terzo piano e siamo senza riscaldamento, per fortuna abbiamo buona volonta’ e sufficienti coperte!

Tra un giro e l’altro, mentre sostiamo al bar mi fermo a provare l’app con cui nei prossimi giorni dovremo scansionare i QR-Code di chi si e’ iscritto online. La provo sulla mia iscrizione e mi da’ dei risultati strani. Preoccupato di questa cosa vado verso la segreteria per un controllo.

C’e’ ancora un poco di file ma nemmeno tanta, attendo con pazienza il mio turno e poi vado a consultarmi con le ragazze che raccolgono le iscrizioni in quel momento. In pratica aggiungo confusione alla confusione di questi concitati momenti di inizio raduno. Vengo spedito dentro a parlare con Luca, il tecnologo della segreteria, colui che in questi mesi ha curato il sito del raduno.

Anche all’ingresso della Segreteria c’e’ fila ma al controllo c’e’ Andrea a cui spiego cosa sono venuto a fare e mi lascia passare.

Ecco l’ingresso della mitica segreteria! In tutto il suo splendore.

Dritto all’entrata c’e’ il bancone della segreteria. Lo conoscero’ meglio nel pomeriggio.

Subito sulla sinistra dell’ingresso c’e’ il tavolo dove Mirko amministra con maestria e competenza le centinaia di persone che desiderano partecipare alle escursioni in grotta, forra e montagna organizzate per il raduno.

Dopo pranzo inizio il mio primo turno in segreteria. Confesso di essere tra il preoccupato e l’emozionato. Uno “scordarello” come me riuscira’ a gestire le molteplici procedure necessarie per gestire le riunioni?
Gli inizi non sono dei migliori. Chi e’ stato in segreteria stamane ha vissuto momenti tragici quando sembrava funzionare nulla ma ora, forti di quella esperienza non tollerano cambiamenti. Io, ignaro, provo a proporre una tabella che riassume le procedure da svolgere per le varie tipologie di iscrizioni. Sembra banale, ma ricordare la decina buona di casi possibili non e’ banale. Ad ogni modo la mia tabella viene rifiutata, un ulteriore cambiamento non e’ tollerabile, quindi me la rimetto in tasca e faccio del mio meglio per imparare e collaborare.
Pian piano ci assestiamo nelle mansioni. Siamo tanti ma c’e’ da fare per tutti, chi riceve le iscrizioni online, chi quelle sul posto, chi vende i gadget che sono stati preparati per il raduno. Per fare la mia parte mi dedico a compilare le ricevute di pagamento per chie acquista magliette, scaldacollo o il kit speleobar con bicchiere e posate. Alla fine ne compilo oltre un centinaio e termino il turno con i crampi alle mani ma molta soddisfazione.
Recupero Betta che e’ venuta con Luna a prendermi. Tra un giro e l’altro si fa sera, passiamo allo speleobar, e’ fuori dal centro, il tendone e’ stato montato nel campo di calcio. Gli stand non sono ancora completamente attivi ma non importa, per noi e’ quasi ora di andare a riposare, anzi, e’ proprio l’ora di andare a dormire. Ci ritiriamo, domani per me sara’ un altro giorno di impegno reale in questo raduno.

2/11/2023 – Secondo giorno di Raduno – La mattina in segreteria.
Mi sveglio prestissimo, come mi capita spesso da qualche tempo. Alle 6 sono in giro con Luna per una bella passeggiata.

Passiamo alla macchina per recuperare gli ombrelli, sembra che nei prossimi giorni ci sara’ pioggia.

Verso le 7 andiamo a prendere Betta per fare colazione assieme al bar. Incontriamo tante facce note e mi perdo in saluti. Alle 7.30 pero’ sono pronto per iniziare la mia avventura in segreteria. Vado.

Stando in segreteria posso incontrare e salutare tanti amici, peccato non possa dedicare loro piu’ di qualche secondo, il da fare e’ tanto. Mi scordo proprio della fedele fotocamera che mi pesa al collo. Me la ricordo solo quando passa Fedele per l’iscrizione. Oggi ho lasciato la compilazione delle ricevute e mi dedico maggiormente alla iscrizioni, ieri ho guardato come facevano gli altri e mi sembra di aver memorizzato a sufficienza le varie procedure.

Terminato il mio turno sono spossato. Vado a prendere Betta a casa per andare assieme a pranzo a “Le Fonti”, la mensa per noi dell’organizzazione. E’ un poco presto quindi passiamo agli stand materiali per un giro veloce. Faccio acquisti, una sacchetta d’armo, che andra’ a sostituire quella rubatami tempo fa, e qualche metro di corda per rifare la longe. Dopo il pranzo torniamo a casa…in nemmeno 3 minuti sono gia’ li’ che russo. Ci sarebbero tante belle cose da seguire, presentazioni, video e altro ma non ce la faccio proprio.
Il pomeriggio quando mi riprendo, vado a fare una passeggiata con Luna, passo allo stand SSI dove con una delle mie solite figure faccio conoscenza con Sergio, l’attuale presidente SSI. Dopo ne approfitto per una ricognizione al Borgo Didattico per vedere com’e’ fatto e se e’ tutto a posto. Domani avro’ delle riunioni importanti proprio la’ e devo accertarmi che non ci siano intoppi. Tutto bene, ma non benissimo, nell’anticamera della sala riunioni c’e’ una decina di persone accampate con materassini e sacchi a pelo. La sala e’ stata utilizzata come asciugatoio per le attrezzature da grotta da chi ha partecipato alle escursioni. Inoltre il percorso per arrivare alla sala e’ abbastanza articolato, devo fare qualcosa. Torno quindi alla segreteria, mi munisco di nastro adesivo, carta e pennarello poi torno al Borgo Didattico dove sistemo dei cartelli che guideranno i partecipanti alle riunioni fino alla sala preposta. In un’ora me la sbrigo egregiamente poi torno soddisfatto in segreteria a riportare il pennarello.
La sera faccio un rapido giro allo speleobar, il tempo di salutare qualche amico ma in una mezz’ora sono di nuovo in camera per riprendere il sonno. Domani sara’ una giornata impegnativa.
03/11/2023 – Terzo giorno – la guardia allo speleobar e le riunioni
La mattina alle 4 sono in piedi, ho il turno di guardia allo speleobar dalle 5 alle 7 e voglio presentarmi per tempo. Quando arrivo allo speleobar con Luna sono le 4 e mezza e trovo ancora tutto acceso. In pratica ci sono ancora 5 o 6 persone che hanno prolungato i festeggiamenti fino ad ora. Saluto Jurgen, che ha fatto il turno precedente, e mi faccio allineare su quanto c’e’ da fare. Lui con pazienza mi spiega come spegnere le luci e le altre cose da fare.
Una volta iniziato il mio turno invito chi non deve fare la guardia a lasciare il tendone perche’ a momenti spegnero’ le luci. Per fortuna quasi tutti, piu’ o meno barcollanti, escono senza protestare.
Spengo le luci. Anche Jurgen mi saluta e va a dormire il sonno del giusto. Rimane con me solo un ragazzo di Trieste che e’ letteralmente non in grado di tirarsi in piedi. Speriamo rimanga tranquillo come ora. Provo a parlarci ma sinceramente sembra non capire quello che dico e altrettanto faccio io. Per una mezz’ora rimaniamo soli, lui, io e Luna. Scrivo un messaggio sulla chat del raduno per chiedere a Barbara, la ragazza che deve fare la guardia con me, che fine abbia fatto. Solo dopo mi accorgo che Barbara ha fatto cambio turno con Felice e lui avverte che sta arrivando. Me ne rallegro, stare in compagnia di uno che borbotta frasi sconnesse non e’ il mio ideale di compagnia. Mentre aspetto il mio involontario amico si rianima, si alza in piedi e sembra voler fare conversazione. Mi sembra di capire debba andare in bagno. Spero vivamente non la faccia contro qualche stand quindi lo prendo sottobraccio e cerco di portarlo fuori perche’ faccia i suoi bisogni. Per convincerlo a seguirmi lo blandisco, lui e’ di Trieste, della Boegan a come vedo dallo stemma sul suo giacchetto. Gli racconto che conosco un ragazzo che e’ nel suo gruppo, e’ il figlio di Rele un mio amico di vecchia data. Non comprendo assolutamente la sua risposta pero’ sembra accondiscendere ad avviarsi verso l’uscita.
Nulla da fare. Arrivati vicino al palco si blocca e non vuole proseguire. Lo lascio la’ sperando bene,
Arriva Felice, lo aggiorno sulla situazione e del nostro ospite. Lui intanto sembra essersi ripreso quel tanto che basta per raggiungerci. Con l’aiuto di Felice riusciamo finalmente a portarlo fuori dove puo’ liberarsi, una quantita’ degna di un elefante, vi assicuro! Quando rientriamo provo a convincerlo a sdraiarsi a dormire sul palco dei concerti ma quando si ribella con un accenno di minaccia nella voce lascio perdere. Alla fine si sistema a borbottare al tavolo dove siamo noi. Per convincerlo a riposare un poco gli sistemo due panche affiancate, gli organizzo un cuscino e poi mi stendo sul tavolo accanto nella speranza mi imiti. Anche Felice fa lo stesso.

Sembra funzionare, il nostro ospite si sdraia e sembra stare tranquillo qualche minuto. Purtroppo dura poco e quando cerca di rialzarsi riesce a capovolgere entrambe le panche dando una bella botta per terra.
Lo lasciamo a terra dolorante perche’ non vuole assolutamente essere aiutato a rialzarsi. Noi dobbiamo andare a fare un giro di controllo perche’ nel frattempo ha iniziato a piovere con violente ventate che a tratti sollevano il telo del tetto del tendone. Temiamo danni a qualche stand. In effetti qualche stand ha i teli che formano il tetto colmi d’acqua e rischiano di rompersi. In uno stand la situazione potrebbe diventare critica, rimedio pertiche di fortuna, una pala e un piccone, e li sistemo meglio che posso per evitare ristagni d’acqua. Proseguiamo il giro controllando tutti gli stand ma non sembrano esserci altre criticita’. Al massimo un simpatico stillicidio sul quadro elettrico!
Nel frattempo il nostro ospite si e’ alzato e si e’ trovato un posticino di suo gusto dentro lo spazio di uno stand. Nel sistemarsi comodo si tira dietro una panca con dentro alcune scatole ma ora sembra dormire tranquillo seduto per terra e chiuso a libro su se stesso, la fronte “comodamente” appoggiata sulle ginocchia incrociate. Lo lasciamo la’ senza disturbarlo.
Arriva il giorno. Il tendone resiste ad un’ora di tempesta tremenda, anche gli stand sembrano a posto, il nostro ospite dorme tranquillo. Abbiamo avvertito i suoi amici e ci hanno risposto di lasciarlo dov’e’ a smaltire la sbornia.

Alle 7 facciamo ancora un breve giro di controllo e poi, verso le 7 e mezza lasciamo lo speleobar. Inizia una nuova giornata.

Il tempo di salire in macchina con Felice e sono al bar per la colazione poi passo in camera a prendere Betta. A breve avro’ la riunione della Commissione Catasto SSI per le cavita’ naturali, devo esserci, sono tra gli organizzatori insieme agli impareggiabili Marina e Marco.

Mi ero scordato un piccolo particolare, la password per accedere alla wifi della sala. Molti curatori di catasti regionali si collegheranno da remoto e l’accesso a internet e’ indispensabile. Per fortuna risolvo presto e bene con un messaggio in chat.
La riunione si popola sia in loco che da remoto. Arriva anche Alessandro, l’attuale coordinatore della Commissione. La riunione puo’ avere inizio. Marco riassume l’ordine del giorno e Marina si occupa di prendere appunti…io cerco di rimanere sveglio nonostante la stanchezza.
All’ordine del giorno c’e’ anche la conferma dell’avvicendamento come responsabile della commissione tra Alessandro e me. Nonostante io tenti di convincere i convenuti ad avanzare candidature migliori della mia, alla fine viene approvata la mia. Sara’ poi il CD della SSI a ratificare la nomina.

La riunione prosegue nei tempi e ogni tanto si accenna ad argomenti previsti nelle presentazioni della seconda parte. Alessandro ci illustra alcune novita’ che ha implementato nella sua “creatura”, il Wish 2.0, ovvero il catasto online delle grotte di tutta Italia. La cosa e’ interessante e riguarda l’utilizzo della IA per interrogare la base dati del catasto con linguaggio naturale. In pratica ora puoi chiedere a Wish cose come: “Quali sono le 10 grotte piu’ profonde d’Italia?” e lui ti risponde. E’ una funzione da affinare, ma apre grandi possibilita’ di interazione facilitata con il catasto.

I curatori dei catasti regionali ascoltano con interesse.

La prima parte della riunione termina verso le 11. La sala si popola di persone curiose di assistere alle presentazioni previste. Alessandro ci presenta brevemente il “naso” elettronico con cui fare rilevazioni con cui confermare il collegamento tra grotte diverse. Di seguito arriva Leonardo e ci parla di un caso di rilievo complesso, quello del Corchia, grotta immensa e conosciutissima sulle Alpi Apuane.
In coda ci sarebbe un incontro tenuto da Marco e denominato “DistoX jam” dove chi ha problemi col DistoX e/o Topodroid puo’ esporlo per tentare di risolverlo. Pero’ verso la mezza Betta mi ricorda che noi abbiamo un altro impegno. Prendo quindi congedo da tutti senza disturbare troppo e ci avviamo.

Con calma scendiamo giu’ prima verso lo SpeleoBar e poi ancora piu’ giu’ verso l’area camper, siamo ospiti per pranzo da Nerone. Lungo la strada incontro Sgrunge e Federico che mi invitano nel loro camper per quattro chiacchiere e un assaggino di mirto fatto in casa che mi stende definitivamente. La telefonata preoccupata di Betta che non mi vede arrivare mi richiama all’ordine. Lascio con rammarico i miei amici e vado dagli altri.

Anche qua di amici ce ne sono a iosa, dopo i saluti faccio un giro di foto ma tanto e’ il sonno che a parecchi taglio la testa.

Com’e’ naturale che sia c’e’ anche Gabriele, impegnato nel discutere di chissa’ cosa con Mario.

Nerone e Tarcisio. E non c’e’ bisogno di dire altro.

Il messaggio augurale di Nerone al raduno. Anche questo non manca mai nei raduni a cui partecipa.

Mi affaccio anche all’interno del camper attualmente adibito a cucina dove Virginia, la padrona di casa, guida Emi e Giuseppe nel confezionamento degli strozzapreti fatti in casa che tra poco mangeremo.

Il momento magico, il condimento della pasta. Tra poco potremo gustarla.

Gabriele e’ ancora impegnato. Succede sempre cosi’, durante i raduni riusciamo ad incontrarci solo per brevi momenti, ognuno preso dai propri impegni.

La pasta e’ pronta, si mangia! E’ ottima, ve lo assicuro, non ho fatto foto, ero troppo impegnato a gustarla. Complimenti a Virginia, Emi e Giuseppe. Grazie a tutti per la bella compagnia.

Dopo il lauto pasto sono decisamente sfinito. Arranco fino a casa e mi metto a riposare. In pochi minuti gia’ russo. Alle 17 mi sveglio e ci prepariamo per un altro incontro importantissimo, il “Brindisi per Gianni” che si terra’ sempre nella sala riunioni del Borgo Didattico.

La gente, gli amici di Gianni convenuti per il brindisi sono tanti e la sala si riempie oltre ogni limite. Addirittura alcuni rimarranno fuori.

Io, incurante della calca vado in giro ad importunare con la fotocamera.

Democraticamente cerco di riprendere un po’ tutti.

Un angolo importante, c’e’ Maria, la moglie di Gianni, venuta al raduno apposta per questo incontro.

Antonella e Stefano, due amici che non vedo da tempo e che incontro sempre molto volentieri.

Maria e Tarcisio, meritano anche loro una foto. Maria sembra gia’ commossa…probabilmente lo sono anche io ma evito di farmi foto.

La sala continua a riempirsi.

Virginia e Nerone.

Ci siamo. Quando ci siamo sistemati iniziamo. Per prima cosa verra’ presentata una serie di foto con Gianni come protagonista.

Ci si sistema come si puo’ la sala si rivela stretta per i tanti amici di Gianni.

Max prende la parola per spiegare il video che vedremo a breve e tratteggiare l’indimenticabile figura di Gianni. Inutile dire che ho gli occhi velati dalle lacrime.

Dopo il video con le foto alcuni trovano il coraggio di dire alcune parole in ricordo del nostro amico. Nerone da saggio qual’e’ traccia un suo ricordo di raccontando un aneddoto che ci fa sorridere e ci riporta ancora di piu’ alla memoria il nostro Gianni.

Gli Astici, anche loro una bella presenza che merita una foto.

Terminate le parole si passa al commosso brindisi e quindi ci si saluta tutti. Una cosa semplice ma molto sentita, spero sia piaciuta anche a Gianni.
4/11/2023 – Quarto giorno – Ancora segreteria.
La mattina vado con Luna a fare passeggiata e quindi colazione. A Betta la colazione la portiamo in camera, se l’e’ meritata. Verso le 8 la segreteria apre e iniziamo la giornata.

Mirko e’ gia’ al suo posto per dirigere l’organizzazione delle escursioni. Alla fine, da quanto ci dice sono state organizzate escursioni tra grotta e altro per ben 400 persone in 4 giorni, una enormita’. Complimenti.

Prendo posto dietro il bancone, avvio il POS, faccio qualche ricevuta ma in breve noto che oggi il lavoro non e’ molto pressante. Dalla chat arrivano invece richieste per andare a fare guardie agli ingressi delle sale. Mi informo che non sia un problema se vado, pare di no.

Sembra serva una persona allo stand materiali ma quando arrivo hanno gia’ risolto. C’e’ anche Luca, mi propone di spostarmi alla sala Consiliare. Mi faccio spiegare dov’e’ e ci vado. Tra l’altro sono fortunato perche’ ci sono un paio di interventi che mi interessano molto. Il primo iniziera’ a breve e riguarda la localizzazione di nuovi ingressi con tecnologie radio. Roba da “radiologi”, devo informarne il mio amico Fabrizio, penso subito.

Di fronte all’ingresso della sala Consiliare c’e’ un bar che credo sia stato allestito appositamente per il raduno. Mi affaccio a curiosare.

Sopra ci devono essere degli alloggi, ne vedo scendere Maria e Maria che saluto con piacere.

Passano anche Sgrunge e Federico, tento una foto ma Sgrunge e’ inafferrabile.

Inizia la presentazione “radiologica” mi sistemo vicino l’ingresso e controllo i braccialetti mentre ascolto. Molto interessante.

Nella seconda presentazione si parla di tracciamenti aerei. In particolare sento nuovamente parlare del “naso” da Alessandro, un intervento di Roberto e alcune parole piu’ tecniche da un altro relatore di cui non ricordo il nome.

Roberto mi chiama in aiuto perche’ non funziona il microfono, faccio la mia porca figura risolvendo il problema…bastava accendere la cassa.

Provo nuovamente a rubare una foto a Sgrunge ma lei ha le antenne e si accorge in tempo di quel che tramo e si nasconde dietro la folla ignara.

Verso ora di pranzo Betta mi raggiunge e insieme andiamo a “le fonti”. Ne approfitto per fare foto a qualche mio compare d’avventura. Lei e’ la celeberrima quanto simpatica Maria “longes” con la sua mascotte.

La tavolata si riempie.

Siamo al quarto giorno, ora l’atmosfera e’ piu’ rilassata.

Foto di gruppo al nostro tavolo.

Arrivano i piatti, si mangia!

Dopo pranzo saliamo in camera per un riposino, ma oggi per la prima volta mi sento abbastanza in forze da poterci rinunciare. Prendo con me Luna e andiamo agli stand materiali. Voglio provare le nuove tute indistruttibili di Steinberg. Dopo aver esaudito questo desiderio incontro Alessia e insieme andiamo a scegliere il suo nuovo zaino. Giriamo poi in lungo e in largo tra gli stand gremiti di persone, fino a quando mi accorgo che Luna inizia ad essere stanca. Prendo commiato degli amici e mi ritiro in camera.
Siamo arrivati oramai a sera, non posso rinunciare ad una visita allo speleobar. Raccolgo gli ultimi rimasugli di energie e vado. Luna riposa, si e’ addormentata quasi subito appena tornati in camera. La lascio.
Allo SpeleoBar c’e’ una allegra ressa di persone, degna di un sabato di raduno. Tutti i tavoli sono pieni zeppi. Per fortuna dai miei amici di Sacile trovo ospitalita’ e un buon piatto di frico. Alcuni di loro sono travestiti per l’occasione in maniera veramente magistrale. Merita veramente una foto.

Ancora una foto “sacilese” prima di ritirarmi al tavolo per gustare il frico arricchito con un assaggio di gulash, dono dei miei amici. Trovo posto a tavola vicino a Luca e a due suoi amici siciliani, di Sciacca, per la precisione. Rimango un poco con loro a chiacchierare fino a che Luca deve scappare per seguire l’organizzazione del tradizionale “Gran Pampel”. Finito il frico saluto tutti e prendo la strada di casa, o almeno ci provo.

Faccio sosta ad un altro stand e mi faccio tentare da dei “cosini” fritti che credo si chiamino “crescentine”. Me ne danno un bustone enorme e mi allontano sgranocchiandole. Sono veramente troppe, fortuna strada facendo incontro alcuni amici del GSCaiRoma e mi fermo a chiacchierare con loro riuscendo nel contempo a sbolognare le crescentine offrendole in giro. Nel gruppetto trovo anche Alessia e volentieri mi fermo a parlare con lei ma dopo qualche secondo si alza e scompare per non so quale impegno. A mia volta prendo commiato dall’allegro gruppo e proseguo verso l’uscita. Non e’ semplice uscire, mi viene incontro un amico di Fof, altro amico mancato troppo presto. Incontro Sgrunge e Federico e mi fermo a parlare con loro, ne approfitto per salutarli. Sosto davanti ad alcuni stand, sia per salutare persone che conosco sia per curiosare. In uno di questi vedo un barattolo pieno di orsetti gommosi e chiedo cosa sia. Sono “orsetti spiritosi”, in pratica annegati nell’alcol. Non mi ispirano molto ma insistono per farmeli assaggiare…non sono malvagi, ma personalmente non sprecherei della grappa per un miscuglio simile.
Finalmente riesco a guadagnare l’uscita, fuori piove a dirotto. Girato l’angolo vedo un assembramento di persone e le familiari figure “cornute” che stanno preparando il “Gran Pampel” ignorando completamente la pioggia. Mentre salgo sbuffando le tremende scale che mi portano verso il paese e la nostra camera sento intonare timidamente l’usuale coro: “Odino, Odino, non star a mandar giu’ pioggia, manda vino”. Auguro loro che Odino, o chi per lui li ascolti mentre con un ultimo sbuffo affronto l’ultima rampa.
Il viale principale del paese e’ spettralmente deserto. Solo una persona mi viene incontro coprendosi dalla pioggia con la giacca. E’ Luca, mi fermo per salutarlo e ringraziarlo per quanto ha fatto per rendere possibile questo raduno. Se io posso dire di aver faticato, credo di aver fatto nemmeno un centesimo di quanto hanno fatto lui e altri pochi che sono stati il cuore dell’organizzazione. Non posso immaginare la loro di fatica. Spero solo che l’orgoglio per essere riusciti a realizzare qualcosa di memorabile sia sufficiente ricompensa.
Dopo averlo salutato arrivo finalmente in camera dove il letto mi accoglie.
5/11/2023 – Giorno di chiusura e ritorno a casa.
Di primo mattino con Betta disfiamo il letto e rimettiamo tutto negli zaini e nelle buste. Andiamo quindi a fare colazione dove approfitto per salutare chi incontro. Vado poi a recuperare l’auto e passo sotto casa a caricare tutto poi partiamo.
Strada facendo mi fermo a Villa Scirca per salutare Gabriele e Giuseppe poi riprendiamo la strada.
Mi sento un poco in colpa per non essere rimasto a dare una mano nello sgombero e chiusura del raduno ma credo che fisicamente non ce l’avrei proprio fatta a reggere una ulteriore fatica. Mentre guido continuo a ricevere messaggi che mi fanno immaginare l’immane lavoro che stanno facendo tutti. Posso solo mandare loro questo pensiero di affetto e riconoscenza per le belle giornate passate assieme. Alla prossima.