Grotta Gianni Mecchia – 28/09/2023

Una uscita infrasettimanale per andare a conoscere la grotta scoperta da Tarcisio, Angelo e Patrizio che hanno deciso di dedicare a Gianni, l’amico che ci ha lasciati di recente.

Consumo volentieri uno degli ultimi giorni di ferie per andare a vedere la grotta che i miei amici hanno deciso di dedicare a Gianni. La mattina passo a prendere Luca a Montepo’ (cosi’ la chiama lui e io mi adeguo!) e poi andiamo insieme a Guarcino dove ci incontriamo con i nostri amici.

Prima di arrivare alla cantina dove Tarcisio ha fatto, oramai da tempo immemore, il suo quartier generale con Luca ci fermiamo alla locale alimentari/tabaccheria per fare acquisti.

Ho deciso infatti, strada facendo, che e’ tempo che Luca impari a fare i rilievi in grotta. Faremo un rilievo “alla vecchia”, la bussola ce l’ho sempre appresso, al negozio quindi compriamo il resto, un blocco note, una matita, un rotolo di spago e un goniometro. Non avendo di meglio le misure le prenderemo con lo spago e col goniometro confezioneremo un clinometro alla buona.

Alla cantina di Tarcisio troviamo una fettuccia metrica che ci facciamo prestare, sicuramente piu’ comoda e precisa dello spago. Siamo tutti pronti. Andiamo alla grotta.

La salita e’ lunga ma anche lei alla fine termina, come tutte le cose a questo mondo, basta avere pazienza. Parcheggiamo a fianco della strada sterrata e ci prepariamo. Ecco Nerone in tutta la sua magnificenza.

E questo e’ Luca, pronto per il rilievo.

Tarcisio e Patrizio sono gia’ all’ingresso della grotta.

Li raggiungiamo e iniziamo i preparativi.

Nerone sistema le robe necessarie per poi lavorare.

Un nome importante per una grotta che si spera diventi importante.

Foto di gruppo prima di entrare, la scatta Patrizio che oggi ha altri impegni ed e’ venuto solo per un saluto.

Meditazione pre-ingresso. Nel frattempo Luca ed io prepariamo le robe per fare il rilievo.

Questa e’ l’attrezzatura per il rilievo che consegno a Luca con tutti i primi rudimenti del caso. Certo non sara’ il top come tecnologia, ma per iniziare va benone!

E questa e’ la fettuccia gentilmente prestata da Tarcisio.

Entrano Nerone e Tarcisio andando decisi verso il fondo e poi entriamo noi prendendo i punti per il rilievo. Naturalmente a Luca ho anche affibbiato lo zaino col trapano e il necessario per mettere qualche attacco, se dovesse servire. Per me ho tenuto il gravoso compito di portare avanti un estremo della fettuccia per misurare le distanze.

La grotta inizia con uno scivolo non eccessivamente pendente che termina su un primo pozzo da circa 5 metri.

Scendiamo lentamente prendendo i punti, io annoio Luca con istruzioni varie su come riportare i dati, fare i disegni delle sezioni trasversali, la sezione della grotta e altre cose che mi vengono in mente via via.

Punto dopo punto arriviamo al primo pozzo.

Io lo scendo mentre Luca aspetta su. Prendiamo i dati che servono e poi mi raggiunge. Dalla base del pozzo parte una diramazione che torna indietro. Visto che e’ alta e stretta stavolta mando avanti Luca a tirare la fettuccia, io intanto butto un occhio su quanto ha fatto finora. Benone, promette bene!

Terminato il rilievo della diramazione proseguiamo verso il fondo. Prendiamo il meandro in quella direzione e lo seguiamo, prendendo i punti di rilievo, fino a un altro saltino. La partenza del saltino e’ stretta e la discesa e’ ostacolata da un ponticello di roccia da scavalcare nello stretto. La corda e’ attaccata piu’ indietro e appoggiata sul ponticello. Mi sembra una cosa scomoda assai quindi chiedo a Luca di passarmi il trapano con la punta da 6. Useremo uno dei multifix che abbiamo portato. Ancora una volta provo a metterlo con l’attrezzo “fattapposta” che ho con me. Vista la posizione in cui sono, scomoda assai, l’infissione del multifix e’ laboriosa e inoltre l’attrezzo mostra ancora qualche pecca di gioventu’ che dovro’ sanare. Dopo qualche imprecazione e tanti sbuffi comunque riesco nell’impresa. Attacco la corda e provo ad appendermi…sembra tenere. Bene! Si prosegue.

Alla base del saltino facciamo ancora un metro di meandro e raggiungiamo “il campo base”, una zona comoda dove attendere il proprio turno per lavorare piu’ avanti, nello stretto che ancora ci impedisce la progressione verso infiniti abissi.

In questo momento e’ Tarcisio a lavorare mentre Nerone riposa. Mi infilo nel meandrino dove sta lavorando per curiosare.

All’inizio del meandrino in lavorazione c’e’ una porzione di parete liscia con delle striature verticali. Dall’alto della mia ignoranzieta’ geologica azzardo un’ipotesi e la annuncio a gran voce: “ma questo e’ un piano di faglia!”. La cosa non riscuote gran successo tra i convenuti, ma io ne sono ugualmente soddisfatto.

Dopo Tarcisio e’ il turno di Nerone a proseguire con lo scavo.

Dopo Nerone proseguo io fino a che le braccia non iniziano a dolermi per la fatica.

Non so come la fotocamera e’ rimasta a Luca che quindi ne approfitta per riprendermi al lavoro. Stiamo lavorando a una curva del meandro, alquanto impegnativa.

Dopo di me riprende Nerone, io ne approfitto per riprendere possesso della fotocamera. Ecco Luca e Tarcisio che attendono pazientemente.

Per un poco rimango subito dietro Nerone per dargli una mano in caso di bisogno. Nel frattempo trovo un altro pezzo del supposto piano di faglia e riprendo anche lui.

Le candele, immancabili nelle grotte dove lavora Nerone, riscaldano l’ambiente.

Ad un certo punto Tarcisio va sul fronte in lavorazione e Nerone si ferma a dargli supporto. Nel lato cieco del campo base c’e’ tanto fango che potrebbe nascondere un pozzo. Luca, per non annoiarsi e scaricare le energie eccedenti che ha, decide di scavare un poco di fango alla ricerca del possibile pozzo. Per ingannare l’attesa e anche perche’ inizio a sentire freddo, decido di dargli una mano. Lo spazio dove mettere il fango scavato non e’ molto quindi ricavo un muretto a secco ricavando una specie di catino lungo e stretto vicino la parete. Per un’ora circa andiamo avanti a secchi di fango approfondendo il buco di mezzo metro. Purtroppo alla fine lo spazio dove depositare il fango scavato si esaurisce, sondando il fango rimanente non sentiamo vuoti confortanti che ci inducano a persistere, quindi decidiamo di desistere.

Nel frattempo Tarcisio e Nerone hanno entrambi esaurito le forze. E’ il momento di Luca di andare a lavorare al fondo. Io mi metto comodo ad aspettare che si sistemi poi lo seguo per fare assistenza.

Ecco Nerone e Tarcisio in “area relax”.

I nostri amici hanno lavorato sodo, ora il fronte di scavo e’ piu’ avanti di almeno un metro.

Dopo Luca riprendo io a lavorare e poi continuiamo il giro di alternanza. Durante il mio turno allargo abbastanza da affacciarmi a vedere dopo la curva. Alla base del meandro vedo una pozza d’acqua pulita, sembra promettere bene. Dopo di me torna Nerone al lavoro, quindi ancora Tarcisio.

Sarei pronto per un nuovo turno ma Nerone decide che per oggi abbiamo fatto abbastanza. A nulla serve protestare, si smonta tutto e ci prepariamo per tornare indietro.

Mentre facciamo i preparativi per uscire ricordo a Luca che deve prendere i punti di rilievo fino al fondo attuale e lui si mette prontamente all’opera. Gli do un minimo di assistenza, ma proprio un minimo. Una volta che lui ha terminato e si mette da una parte per aggiornare i dati del rilievo sul blocco note, io vado a curiosare e documentare con una foto il punto dove siamo arrivati.

E’ tutto cambiato, la “S” che si faceva ora non c’e’ piu’, la curva dove mi ero affacciato a malapena ora e’ larga tanto da vedere comodamente…fino alla curva successiva. La pozza d’acqua pulita che avevo visto e’ definitivamente scomparsa sotto i detriti. Il meandro sembra proseguire serpeggiante e stretto come ha fatto finora. Ci vorra’ ancora una buona dose di pazienza e fatica.

Torno indietro di un metro, all’incirca nel punto in cui avevo scavato io e faccio una foto del nuovo tratto allargato.

Fatto quel che dovevo torno dai miei amici che intanto hanno terminato di sistemarsi e sono pronti a partire.

Usciamo in fila indiana e senza fretta, passandoci gli zaini nei punti piu’ scomodi. In una mezz’ora siamo fuori a goderci il calduccio.

Foto di gruppo, giusto il tempo di riprendere fiato.

Prendiamo tutte le nostre carabattole e affrontiamo la breve salita per tornare alle macchine.

Ci cambiamo poi Nerone e Tarcisio si appartano un attimo per rimirare l’ingresso della grotta e alimentare ancora le fantastiche speranze di un futuro abisso.

Un’ ultima sorpresa della giornata ce la da’ Luca. Infatti oggi zitto zitto e’ il suo compleanno. Ce lo rivela solo ora tirando fuori un pacco di buonissime “serpette”, biscotti onore e vanto del forno di famiglia, invitandoci ad assaggiarli. Messi alle strette facciamo festa con i biscotti facendo nel contempo tanti auguri al nostro amico per i suoi 24 anni! Auguri!!!

Una giornata speciale per conoscere una nuova grotta, una grotta intitolata a Gianni, un amico che non dimenticheremo.

Ancora auguri a Luca e…alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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