Campo GsCaiRoma – Grotta di Monte Fato – 25/08/2023

Un allegro campo organizzato dal GsCaiRoma, allietato da alcuni graditi ospiti umbri.

25 agosto 2023 – Una giornata d’attesa.

Il campo doveva iniziare il giorno venerdi’ 25. Io non mi preoccupo di sapere altro quindi arrivo a Supino la mattina del 25 e inizio ad aspettare. Una lunga attesa, poiche’ il gruppo aveva stabilito che il campo sarebbe iniziato verso sera. Passo la giornata a fare su e giu’ tra la fonte Santa Serena, quella in cima al monte dove termina la strada, e Supino. Nel pomeriggio noto un certo traffico di auto che salgono e vanno ad occupare le aree picnic. Per non rischiare di rimanere senza ne scelgo una ancora libera e rimango li’ a presidiarla fino all’arrivo dei miei amici. Per uno come me che non ama aspettare e’ stata una giornata snervante ma sono stato premiato con un’ottima e abbondante cena che ha ristabilito l’allegria. L’unico neo e’ che mi sono scordato di recuperare la fotocamera dall’auto e quindi non ho potuto documentare la bella serata. Una serata allietata da tanto cibo e tanto vino, una serata in cui non mi sono certo risparmiato, tanto che a malapena riesco a raggiungere la tenda barcollante come sono. Come scopriro’ il giorno dopo, il mio fisico inizia a non gradire questi eccessi e me la fara’ pagare. Almeno pero’, grazie al torpore alcolico, faccio una bella dormita senza sveglie intermedie.

26 agosto 2023 – Prima uscita alla grotta di Monte Fato.

La mattina, gia’ di buon ora ci vede svegli per preparare il necessario. Facciamo con calma, tanto si deve attendere qualcuno che e’ partito da casa stamattina. Uno di Loro e’ Luca che ha accettato il mio invito a visitare una nuova grotta.

Giulio organizza minuziosamente la preparazione degli zaini.

Ha anche preparato uno schema, tratto dal celeberrimo “librone”, che riassume le corde necessarie.

Lassu’, davanti lo spiazzo dove stiamo armeggiando, c’e’ lo spazio picnic che sono riuscito ad accaparrarmi.

Una volta pronti carichiamo tutto nelle auto e saliamo alla fonte dove partiremo per la sgambata che ci portera’ alla grotta. Ci siamo tutti, c’e’ Luca e ci sono i nostri ospiti da Perugia, Eugenia e Francesco.

Si parte!

Mi ricordavo una bella scarpinata e la realta’ non mi delude. La salita tira su come non ci fosse un domani e il sole cocente non aiuta.

Per un caso fortuito mi trovo in testa alla fila e proseguo seguendo il sentiero che ricordo. Il “mio” sentiero a un tratto tira su quasi dritto ed esposto al sole, quello ricordo e quello faccio. Il resto del gruppo non mi segue perche’ trovano un bivio che porta a un’altro sentiero, anche segnato, che procede in mezzo agli alberi. Molto meglio, pero’ oramai per me e’ tardi per tornare indietro quindi arranco sotto il sole. Alla fine della salita inizia un tratto di bosco anche per me e la’ ci ricongiungiamo.

Sempre seguendo la mia memoria, sul tratto in piano e assolato e pieno di felci io prendo a sinistra per restare all’ombra degli alberi, il resto del gruppo stavolta preferisce il sentiero col sole.

Per riprendere fiato mi fermo a riprendere un tronco pieno di simpatici funghi.

Ci ricongiungiamo nuovamente. In effetti la loro strada era piu’ breve quindi mi ritrovo quasi in fondo alla fila, ma sicuramente meno accaldato.

In questo punto la mia memoria viene meno, pensavo di essere quasi arrivato ma dopo un tratto in piano e ben riscaldato dal sole arriva una bella salita, o “pettata”, di cui avevo perso il ricordo.

Anche la pettata dimenticata passa e ora si, siamo nei pressi della grotta. Il sentiero entra tra gli alberi e la nostra meta e’ nei pressi.

Eccola.

Per prima cosa zaini a terra e si fa pausa per riprendere fiato e temperatura.

Ecco l’ingresso della grotta, una grossa spaccatura che va giu’ in maniera decisa.

Silvana si offre volontaria per armare, quindi inizia a prepararsi mentre il resto del gruppo indugia nel meritato riposo.

Eccola che entra la nostra armatrice.

Scende al primo frazionamento e inizia a sistemarlo.

Linda e’ maestra nel recupero delle forze e subito si impegna in un sonnellino ristoratore. Invidio tanto questa sua capacita’ di appisolarsi ovunque, una gran risorsa.

Anche il resto del gruppo inizia a prepararsi. Io ho gia’ fatto la mia parte e inizio a sentire caldo.

Annuncio urbi et orbi che vado a curiosare sull’operato di Silvana per sottrarmi al caldo e, se serve, per darle una mano. Ultima foto al gruppo prima di scendere.

Ecco Silvana, e’ al primo pozzo. Mi metto comodo ad aspettare che termini l’armo allietandola con qualche chiacchiera. Anche se sono sceso solo 3 metri per fortuna qua e’ gia’ piu’ fresco rispetto all’esterno.

Armo fatto, si scende.

Dopo il primo salto di pochi metri troviamo un terrazzino digradante e ingombro di massi. In fondo parte un altro pozzo. Seguo Silvana che prosegue l’armo. Nel frattempo urlo a chi e’ fuori che nel primo tratto di grotta le corde sono libere. Quando noi siamo quasi alla sala in fondo al pozzo iniziano ad arrivare gli altri. Ecco Giulio che si presta da modello.

Il secondo pozzo. In fondo, sulla sinistra si vede la corda della risalita che ci attende.

Michele in tutta la sua possanza, nonostante oggi sia sabato, giorno che lui aborrisce.

Ecco che arriva anche Francesco.

Giulio e Michele salgono la risalita e vanno a provvedere l’armo per il pozzo successivo. Visto che sembra una cosa lunga io continuo a importunare tutti facendo foto.

Illuminati d’immenso abbiamo Silvana e i nostri ospiti perugini, Eugenia e Francesco, riconoscibili perche’ sfoggiano la nuova tuta arancione di Steinberg, fatta col tessuto “miracoloso”, quello che sembra di non averlo addosso.

Passa almeno mezz’ora. Ho rotto abbastanza con le foto e, a essere sinceri, inizio a sentire freddo. Vado a vedere cosa stanno combinando gli armatori.

Mentre salgo pero’ riesco comunque a fermarmi per riprendere chi scende il pozzo di fronte. Mi sembra sia Luca, ma non ne sono certo.

Eccomi sulla stretta cengia, vicino agli armatori, sotto la paziente attesa continua.

Ed ecco i nostri prodi armatori. Sono un poco incerti sul da farsi perche’ in tutti i punti piu’ utili per l’armo la roccia e’ una schifezza.

Mentre seguo il loro operato non mi perdo chi scende il pozzo. Ecco Angelo al frazionamento.

Quando Giulio e Michele decidono come proseguire l’armo e si mettono in azione io inizio a sentire nuovamente freddo quindi scendo a raggiungere il resto del gruppo che attende pazientemente oramai da almeno un’ora. Non mi sento molto bene, i bagordi di ieri sera hanno lasciato segni sullo stato del mio intestino. Sento di dover andare urgentemente in bagno, avverto tutti che esco e inizio a salire verso l’esterno.

Dopo essere uscito e dato piu’ volte sollievo alle mie sofferenze non trovo la forza e la motivazione per tornare in grotta. Mi dispiace abbandonare cosi’ i miei amici ma a volte e’ necessario saper rinunciare.

Per quanto riguarda la documentazione fotografica della grotta mi viene mi viene in aiuto Luca con le sue belle foto, che vi condivido volentieri.

Ancora una foto di Luca. In grotta raccoglie un po’ di sassolini che poi esamina al microscopio. Sono belli a vedersi…e io ve li mostro.

Attendo fuori un’ora almeno prima che qualcuno esca. Tra i primi c’e’ Michele.

Ed ecco anche Linda e Angelo che devono scappare per andare a fare la spesa per la pappa di stasera. Decido di accompagnarli. Anche Michele sara’ dei nostri.

Sento rumori, altri sono in arrivo ma noi dobbiamo proprio andare.

La “missione spesa” viene portata a termine con successo. Svaligiamo un supermercato vicino Supino poi ci fermiamo al bar per una bibita fresca. Io non azzardo altro che acqua.

Dopo la spesa torniamo alla “nostra” area picnic e diamo inizio ai preparativi per la cena.

Dopo nemmeno un’ora il fuoco e’ ben avviato e le cibarie pronte per la cottura.

Si puo’ iniziare a rilassarsi in attesa della cena.

Cena che si svolge a lungo in allegria e in abbondanza. Stavolta pero’ mi astengo dal vino votandomi moderatamente alla birra. La notte la passo tranquilla anche questa volta, anche senza l’aiuto del vino.

27 agosto 2023 – Ancora una visita alla grotta di Monte Fato.

Oggi cambio della guardia, Luca torna a casa e lo stesso fanno i nostri ospiti di Perugia, Eugenia e Francesco. In compenso ci raggiunge Laura che scende dalla macchina gia’ pronta a partire.

Oggi si smonta il campo quindi c’e’ un poco piu’ da fare rispetto a ieri mattina. Io la mia parte l’ho gia’ fatta, visto che mi son destato alle 6 ho avuto tutto il tempo per smontare la tenda e ripiegare tutto stipandolo in macchina.

Quando siamo pronti salutiamo i nostri amici che tornano a casa e “transumiamo” verso il piazzale dove riprendere l’erta via per la grotta.

Mentre chi deve e’ intento agli ultimi preparativi io imperverso con la fotocamera e il saggio Giulio trova un posticino all’ombra dove ripararsi.

Si parte!

Sono di nuovo in testa al gruppo pero’ inizio male tenendomi troppo basso e fuori sentiero tanto che costringo tutti a una salita ripida per riguadagnarlo. Stavolta, saggiamente, prendo il sentiero “nuovo” quello ombreggiato. Nella seconda parte opto ancora per la deviazione lunga dentro al bosco evitando le felci assolate. Anche oggi nessuno mi segue.

Stavolta la pettata intermedia la ricordo anche troppo bene.

Una foto panoramica mentre riprendo fiato.

Eccoci arrivati. Noto dei profili conosciuti ma non mi sembrano parte del nostro gruppetto.

Ma e’ Luca! e con lui c’e’ anche Danilo. Li saluto arrivando e ci aggiorniamo a vicenda scambiando quattro chiacchiere mentre riprendo fiato e temperatura.

Intanto il resto del nostro gruppo arriva.

Inizia la vestizione.

Stavolta sono pronto tra i primi. Mi impossesso del trapano e vado a mettere un fix per rendere l’ingresso piu’ agevole. Forse non e’ proprio una meraviglia, la corda tocca un poco scendendo, pero’ mi sembra una buona soluzione temporanea.

Silvana ne approfitta ed entra.

La seguo. Stavolta la grotta e’ gia’ armata almeno fino al pozzo dove ho abbandonato ieri, quindi urlo subito la libera a chi mi segue. Nella foga di evitare il caldo mi scordo di salutare Luca, peccato, magari ci incontreremo lungo la grotta e potro’ rimediare.

Una impronta di piede stampata nella roccia. La natura ci supera in fantasia.

Finalmente posso scendere il pozzo dopo la risalita. Bello, mi sembra.

Ambienti maestosi ci si presentano. Grazie alla mia mancanza di memoria posso gustarli come fosse la prima volta che visito la grotta.

I resti di un moschettone in lega.

Una piastrina auto-costruita degli anni che furono.

Continuiamo ad andare avanti, si ricomincia ad armare e avanti si alternano i miei amici, sempre incalzati da Silvana che ripete il motto del giorno: “Doppia tutto!”. Per farla felice su un pozzetto metto addirittura 3 attacchi con un coniglio a tre “orecchie”, nodo che non credo aver mai visto utilizzato in grotta prima d’ora!

Nelle attese provo qualche foto.

Silvana in marmitta.

Sassolini e sabbietta di quelle che piacciono a Luca.

Vermicolazione fitta.

Momento d’armo.

Angelo in paziente attesa.

Pozzo illuminato.

Sbuchiamo su un meandro dalle dimensioni generose, le pareti salgono scomparendo nel buio. Da un lato si intravede una pozza d’acqua che sembra chiudere la’.

Vado a vedere, simpatico ma senza prosecuzioni.

Dal lato opposto il meandro prosegue.

Passo un passaggio un poco esposto armato con una corda che forse e’ piu’ pericolosa del passaggio. Vado avanti fino ad affacciarmi dopo una curva a destra. In fondo la grotta sembra restringersi di nuovo ma non di molto.

Mi giro, il resto del gruppo non sembra intenzionato a proseguire…forse abbiamo anche terminato le corde. Anche io torno indietro.

Ne approfitto per fare qualche foto.

Ecco il meandro in tutta la sua maestosita’.

Ci si ferma per uno spuntino. In effetti anche io ho fame, vado a frugare nello zaino per rimediare qualcosa da sgranocchiare.

Si inizia a risalire. Questo e’ l’armo su latte di monte bituminoso che ho convinto Michele a fare vincendone la diffidenza per la roccia puzzolente.

Approfitto del fatto che devo riprendere fiato per fare foto in cima al pozzo.

Provo a cambiare l’impostazione della fotocamera imponendole tempi lunghi di esposizione ma non mi sembra, complice forse la mancanza di cavalletto, di avere gran risultati.

Silvana inizia a salire il pozzone.

Eccola quasi arrivata.

Roccia dilavata dall’acqua con una conca che ricorda un’acquasantiera.

Ambienti maestosi.

…e io continuo nel provare a fotografarli degnamente.

Ancora il pozzo.

Con Silvana ci fermiamo sulla sella tra il pozzone e la risalita per tirare su gli innumerevoli sacchi. Anche Angelo si ferma per dare una mano ma freme perche’ ha un appuntamento nel pomeriggio e deve andare via.

Alla fine con non poca fatica riusciamo a tirare su tutti i sacchi. Per non avere intralci tiriamo via la corda fissa, che tra l’altro e’ lesionata in corrispondenza del frazionamento intermedio, e la lasciamo ammatassata sulla sella. Terminato il recupero dei sacchi ci si avvia per uscire.

Il caldo dell’esterno ci accoglie. Linda e Angelo si preparano a tempo di record e partono.

Intanto il resto del gruppo esce disarmando le ultime corde.

Laura riposa dopo la fatica ipogea in attesa della camminata di ritorno.

Michele e’ pronto e vigile.

Giulio si gusta il fresco mentre attende l’arrivo del resto del gruppo.

Siamo pronti a partire. Un sorriso di Laura ci da’ il via.

Gli zaini da portare sono molti quindi facciamo uno per uno e scendiamo carichi come muli.

Dopo la consueta camminata arriviamo al piazzale. Due loschi figuri ci vengono incontro mentre stiamo scendendo. Ci salutano festosamente ma da lontano non li riconosco. MA sono Erika e Salvatore! Non sono potuti venire in grotta ma sono venuti ad aspettarci e hanno ingannato l’attesa raccogliendo more.

Dopo i saluti torniamo al “nostro” spiazzo dove ricomponiamo le auto dopo una congrua dose di allegre chiacchiere a commento del campo appena terminato.

Chiudiamo la giornata con una cena in pizzeria nei dintorni di Supino. Dopo aver chiesto ad alcuni locali scegliamo quella del locale campo sportivo. Si fatica a trovarla per mancanza di indicazioni ma non si mangia poi male.

Un campo breve ma intenso, interessante e divertente. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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