A spasso per i boschi vicino Santa Severa con Martina, Gabriele, io e Luna.
In questi giorni sono a Santa Severa a fare il nonno quando Gabriele ha una delle sue trovate. Quando ci sentiamo al telefono, mi dice: “Ci sono delle grotte li’ vicino da te, vogliamo andare a darci uno sguardo?”. Non posso far altro che dire di si. Detto fatto e’ organizzato. Al nostro gruppetto minimale si aggiunge anche Martina, meglio! La mattina ci incontriamo a Santa Severa e dopo la doverosa colazione ci addentriamo all’interno dalle parti di Santa Severa Nord. Dopo aver percorso una strada sterrata Gabriele decreta che siamo arrivati. Troviamo parcheggio e ci prepariamo.
Sono senza GPS e fotocamera, tra i vari spostamenti ho dimenticato dove li ho lasciati. Con un sospiro mi rassegno a farne a meno. Il nostro primo obbiettivo e’ una cava, non saprei dire se abbandonata o meno. Non seguiamo alcun sentiero quindi ci troviamo a vagare tra rovi e stracciabraghe. Alla fine la troviamo, la ammiriamo e proseguiamo. Per continuare insisto affinche’ si segua il sentiero, sono con le braccia sanguinanti e lo spirito della ricerca si e’ affievolito assai.
Guidati dal GPS di Gabriele arriviamo ad una zona che e’ una cuccagna. e’ letteralmente costellata da buchi che si aprono nel travertino. Alcune invero sono molto squadrate e sembrano casette minuscole. Sono i miei amici ad aggiornarmi, sono tombe etrusche. Cio’ non toglie che altre sono grotte vere e proprie, la cosa si fa interessante.
A questo punto mi ricordo che anche col cellulare posso prendere delle foto. Lo ritrovo dentro lo zaino e inizio a documentare.

Martina e’ la volenterosa del gruppo quindi mandiamo avanti lei quando c’e’ da infilarsi nei buchi che troviamo.

Ecco una delle tombe di cui vi parlavo.

Questa e’ naturale, ma porta da nessuna parte.

Continuiamo a vagare tra decine di buchi, e’ quasi una cuccagna. Peccato che parecchi siano stati tappati, probabilmente dai pastori.

Buco!

E ancora.

E ancora.

Cerchiamo di vederli tutti ma e’ un lavoro immane.

Altra tomba.

Ingenuamente dico:”guarda, un abbeveratoio”. Vengo subito smentito, “e’ un sarcofago” mi dicono.

Luna osserva con interesse una tomba semi-distrutta.

Altro buco naturale, ma investigabile solo dopo opera di scavo. Lo lasciamo al suo destino.

Gabriele consulta il suo fido GPS e decreta che siamo vicini al punto in cui si apre l’ingresso di una delle grotte in catasto.

Pausa di consultazione.

Di buchi ce ne sono tanti, ma nessuno promette un facile ingresso.

Questo non e’ male, ma forse serve la corda.

Da rivedere.

Eccoci alla grotta in catasto, uno scivolo di alcuni metri. Martina si infila per un tratto ma poi lo scivolo diventa troppo scosceso.

Un fungo lo vogliamo fotografare?

Riprendiamo il nostro girovagare matto e disperatissimo.

Altri buchi malamente tappati.

Di certo da queste parti non ci si annoia.

Particolare del travertino.

Altro buco in cui mandiamo Martina ad esplorare.

Anche in questo.

Qua le faccio assistenza perche’ mi sono accorto che sopra di lei c’e’ un sassone che minaccia di caderle addosso.

Abbandoniamo la piana delle meraviglie e prendiamo una direzione che dovrebbe riportarci alla macchina. Strada facendo troviamo un notevole buco nel terreno. Ci diamo uno sguardo, sembra un bel buco, ci fermiamo a valutarlo.

Come sempre, per oggi, e’ Martina che si occupa di esplorare la cavita’.

Per non farla sentire sola l’accompagno per il primo tratto mentre lei si addentra.

Il verdetto finale e’ sempre lo stesso, magari continua, ma si deve scavare.

Martina e’ scrupolosa e controlla ogni possibile pertugio.

Dopo questa bella scoperta ce ne torniamo felici, contenti e accaldati verso la macchina, stavolta pero’ riusciamo a trovare un sentiero che ci evita i rovi. Alla prossima.