Inferniglio – 16/07/2023

Uscita omnibus in collaborazione con l’associazione “Sentiero Verde” per accompagnare alla GROTTA DELL’INFERNIGLIO(LA21) persone mai state in grotta. Abbiamo ingannato l’attesa dei nostri ospiti andando a fare un giro alla GROTTA DI SANTA MARIA (LA59) per vedere una breve risalita da cui arriva aria.

Con Nerone, Gabriele, Luca, Paola, Diana, Federico.

Gabriele ed io arriviamo in orario all’appuntamento presso lo spiazzo davanti alla villa di Nerone. Subito mi armo di fotocamera e vado verso Mora Zinna per fare due passi e ingannare l’attesa.

Oggi la strada che porta verso Jenne e’ molto trafficata. La bella giornata invoglia a fare gite.

Sono ancora a meta’ strada quando passa Luca con la sua macchina e mi prende con se. Arriviamo assieme a Mora Zinna dove c’e’ la partenza per chi vuole visitare il laghetto di San Benedetto…e devo dire che oggi sono proprio in tanti, gia’ non si trova parcheggio.

Sono arrivati tutti i nostri amici, i “ragazzi” di Sentiero Verde sono partiti a piedi per l’Inferniglio e noi andiamo avanti in macchina facendo sosta ai prati di San Giovanni per posare l’auto di Luca.

Ecco Paola e Federico che vengono da Rieti e ci daranno una mano oggi.

Anche nei pressi della vecchia mola dove di solito lasciamo le auto il caos di auto e’ impressionante. Anche in grotta potremmo avere un ingorgo, a fare visita ci saranno circa 40 persone di un altro gruppo.

Sul posto troviamo Nerone ed Elia col figliolo, di passaggio mentre vanno a fare un giro in mountain bike.

Formiamo il solito capannello parlando allegramente di cose speleo.

I nostri ospiti di Sentiero Verde arriveranno qua in non meno di un’ora. Propongo a Paola, Diana e Federico una visita alla vicina grotta GROTTA DI SANTA MARIA (LA59) detta anche Piccolo Inferniglio. Col pretesto di mostrar loro la grotta potro’ dare uno sguardo alla risalita dove mi incastrai la volta scorsa.

I miei amici non se lo fanno ripetere due volte e iniziano a prepararsi.

Nel frattempo il capannello di chiacchiera prosegue con chi attende i nostri speleologi “una tantum”.

Siamo quasi pronti, a meno delle ultime chiacchiere, ma fa troppo caldo per stare fermi con la tuta speleo addosso.

Partiamo. Faccio strada e cerco di ricordarmi la strada per l’ingresso della grotta. In pochi giorni i rovi hanno quasi chiuso il sentiero rendendo difficoltoso il passaggio ma nonostante queste piccole difficolta’ in breve siamo in vista dell’ingresso e del fresco che promette.

Dopo una breva ma intensa salita tra gli alberi, eccoci davanti l’ingresso. Terminiamo gli ultimi preparativi.

In quanto “esperto” della grotta vado avanti.

Terminati gli aggiustamenti ecco il nostro gruppetto che parte.

La grotta parte con un comodo scivolo di terra che pero’ dopo i primi 4 metri diventa piu’ ripido e fangoso. Per fortuna c’e’ la corda per darsi una mano.

Proseguiamo in fila indiana.

Passaggio basso con pozzanghera in uscita. Ecco Paola che lo passa facendo attenzione a non bagnarsi.

E’ poi il turno di Diana che passa senza difficolta’ il cimento fangoso.

Ora siamo alla piccola sala dove c’e’ un altro passaggio “tecnico” e dove si nasconde la risalita che voglio vedere. Per dovere di ospitalita’ chiedo a Federico ad andare a vedere e lui raccoglie volentieri il mio invito.

Purtroppo la risalita termina dopo nemmeno un metro, diventa troppo stretta. Probabilmente si tornera’ per tentare altri modi perche’ l’aria che arriva e’ interessante. Visto che avevo seguito Federico per un tratto uso la scorciatoia per andare oltre il passaggio tecnico, cosi’ posso riprendere Diana mentre e’ impegnata a passarlo.

Abbiamo ora un saltino che scendiamo aiutandoci con una corda fissa.

Ecco Paola mentre si impegna nella discesa.

Arriva festeggiando con un bel sorriso, luminosissimo.

Successivamente dobbiamo passare il saltino di 5 metri, quello piu’ lungo della grotta. Federico scende per primo poi insieme facciamo assistenza a Diana. Paola lasciamo che se la cavi da sola, tanto e’ brava.

Nelle diramazioni successive usiamo Diana per verificare che non continuino, poi proseguiamo per l’ultimo passaggio stretto e fangoso, quello che porta all’ingresso dell’Inferniglio.

Vado per primo poi attendo i miei amici. Per prima passa Diana.

Eccola che guadagna l’uscita subito tallonata da Federico.

L’ultima a fare capolino e’ Paola.

Speleo con fango luminoso.

Fuori ci attendono Nerone e Luca. Il gruppo neofiti e’ arrivato e i nostri amici stanno entrando col primo gruppetto di 8 persone. Paola ne approfitta per una foto ricordo con il presidente emerito, nonche’ fondatore, del nostro gruppo, lo shaka zulu.

Anche Diana e Federico non si sottraggono a questo piacere.

Dopo le foto prendiamo il sentiero per tornare alle auto e vestirci in maniera consona per affrontare i gelidi laghetti dell’Inferniglio.

Nei pressi della strada troviamo alcuni dei nostri ospiti, sono quelli del secondo turno che attendono pazientemente.

Gabriele e’ qua e tiene vivo l’interesse del suo pubblico parlando con entusiasmo di argomenti ipogei.

Dal canto mio saluto tutti passando, dedico un saluto meno veloce a Rita, l’accompagnatrice del gruppo, mi fermo da Gabriele per prendere le chiavi dell’auto e fuggo a indossare la muta.

Indossare la muta, soprattutto con questo caldo cocente non e’ affare da poco. Paola ne sa qualcosa ed e’ soddisfattissima quando posa dopo una faticosissima vestizione.

Anche Diana e Federico si attrezzano per la visita acquatica.

Quando siamo pronti troviamo che il primo gruppo ancora non e’ tornato e il secondo non e’ ancora pronto a partire. Per non morire sciolti nelle mute noi scappiamo dentro la grotta. Visto che i miei amici non la conoscono mi ingegno nel fare da cicerone.

La grotta oggi e’ decisamente affollata. Mentre stiamo entrando veniamo circondati dalla seconda comitiva da 20 persone dell’altro gruppo che oggi ha programmato una visita a questa grotta.

Cerco di svicolare e sorpassarli ma non ci riesco molto bene e mi ritrovo a dare una mano nel passaggio delle vaschette. Appena posso pero’ fuggo in avanti con i miei amici. Uso il laghetto successivo per rinfrescarmi un poco prima di proseguire.

Tanto per aumentare il caos mi lascio convincere da Federico a portare avanti il nostro canotto che abbiamo trovato fermo al primo laghetto.

Una sudata enorme e inutile perche’ dopo pochi metri incontriamo Nerone di ritorno col nostro primo gruppo.

Niente da fare, il canotto ora serve a lui per far uscire i nostri ospiti senza bagnarsi come pulcini. Dobbiamo riportarlo indietro facendo lo slalom tra le genti dell’altro gruppo che intanto sta cercando di passare oltre malgrado il nostro intralcio.

Portato il canotto dove l’avevamo trovato lasciamo Nerone per terminare il nostro giro conoscitivo.

In pratica riagganciamo il gruppo “foresto” e lo seguiamo fino al sifone, quello che di solito e’ solo un buco fondo un paio di metri nel pavimento della grotta. Oggi e’ nascosto dall’acqua.

Eccoci tutti qua in allegria ad ammirare il sifone.

Foto ricordo per due ragazzi.

Tornando indietro facciamo sosta per fare qualche foto.

Usiamo Diana come faretto.

Eccola nel pieno svolgimento delle sue funzioni.

Ma si, esageriamo.

Una foto al laghetto dove mi sono rinfrescato.

Foto luminosa ma comunque interessante.

Le vaschette, quelle che uscendo precedono la colata calcitica che a sua volta precede il primo laghetto.

Anche qua Federico si predispone per una sessione fotografica.

Paola e Diana vanno a fare da modelle.

Al laghetto recupero il canotto e porto Diana verso l’uscita.

Eccola pronta allo sbarco.

Fuori dalla grotta troviamo ad attenderci il nostro secondo gruppo di ospiti quindi, dopo le ultime raccomandazioni iniziamo la visita.

Dopo il passaggio del laghetto a bordo del canotto, la salita acrobatica della colata con l’aiuto delle corde e il temuto passaggio delle vaschette arriviamo in un punto tranquillo dove ci si puo’ rilassare un attimo e mostrare ai nostri ospiti il vero buio della grotta con i suoi rumori acquosi.

Qua Gabriele prende la parola e descrive brevemente quel che andremo a fare. Spegneremo tutti le luci e faremo silenzio per sperimentare un buio letteralmente mai visto e i rumori di grotta, solitamente nascosti dal nostro procedere.

Dopo la prova del buio non poteva mancare uno spiegone su stalattiti e stalagmiti.

Purtroppo senza portare avanti il canotto la gita dei nostri ospiti si conclude poco piu’ avanti, alla partenza del laghetto successivo. Magari rimarra’ loro la curiosita’ di vedere come prosegue la grotta e torneranno.

Foto di gruppo modello presepe.

Vado avanti per illuminare il laghetto che ci ostacola. Poi torniamo indietro.

Al solito posto ci riuniamo tutti. Io mi fermo poco, il caldo mi sta facendo sciogliere.

Dopo essermi cambiato il caldo rimane asfissiante ma quasi tollerabile. Torno nel cerchio dei nostri ospiti in tempo per i saluti.

Una bella giornata utilizzata per divulgare le bellezze delle grotte e la speleologia. Speriamo sia stata una giornata utile ed interessante per i nostri ospiti del “Sentiero Verde”, che ringrazio. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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