Inferniglio – 24/06/2023

Una gita all’Inferniglio passando dal Piccolo Inferniglio, con Gabriele, Luca, Marione, Laura, Elia, Nerone e tanti altri .

La mattina dopo tutte le soste di rito Gabriele ed io arriviamo allo spiazzo della villa di Nerone (l’imperatore romano, non il presidente emerito dello Shaka zulu!) dove incontriamo Luca.

Ecco la villa di Nerone, certo ora avrebbe bisogno di una energica ristrutturazione ma fa ancora la sua figura.

Si parte! Facciamo tappa intermedia ai prati di San Giovanni dove in teoria c’era un altro punto d’incontro. Facciamo un rapido giro e poi, visto che arriva nessuno, ci avviamo verso la grotta.

Altra breve sosta lungo la strada per ammirare una pianta carnivora che cresce solo in questo punto.

Eccola…I puntini neri sulle foglie sono i resti delle sue vittime.

Alla grotta parcheggiamo al solito posto e andiamo a metterci comodi per prepararci. C’e’ anche Elia, non perdo tempo e gli scatto una foto prima che faccia in tempo a nascondersi.

Intorno a noi ci sono molte persone, sono tutti conoscenti di Mario e sono qua per una prima avventura in grotta.

Arrivano Mario e Nerone. Nerone e’ da tempo gia’ pronto con tutta l’attrezzatura e anche se ostenta tranquillita’ dentro sta sudando a goccioloni. Facciamo un rapido punto della situazione, briefing per quelli seri. Nerone e’ andato all’Inferniglio e l’ha trovato a un livello d’acqua che giudica al limite. La solita visita quindi non si puo’ fare. L’alternativa e’ fare un giro al Piccolo Inferniglio. Anche se la grotta non l’ho mai visitata, la cosa non mi sorride affatto, pensavo di sguazzare beato nell’acqua e invece mi tocchera’ infangarmi come al solito.

Quindi e’ deciso, entreremo al Piccolo inferniglio dall’ingresso alto e usciremo nell’Inferniglio.

Ecco Laura e Luca, in sorridente attesa di entrare in azione.

Anche se non ne ho molta voglia devo offrirmi “spintaneamente” per accompagnare i nostri ospiti in grotta insieme a Nerone ed Elia.

Mentre mi cambio Gabriele intrattiene tutti con il solito spiegone sui pericoli che si possono incontrare in grotta e altri argomenti allegri ma necessari.

Come sempre sono l’ultimo ad essere pronto e devo arrancare tenendo su la tuta speleo con un nodo per non perderla mentre cammino. Una breve salita ci porta all’ingresso.

Nerone entra per primo e di seguito iniziano a entrare i nostri speleo in debutto. Dopo un poco di Nerone si perdono le tracce sonore quindi entra anche Elia per fare accoglienza.

Io mi sistemo all’ingresso per disciplinare le partenze, terminare di vestirmi e gustare il fresco della grotta.

Continua la discesa dei nostri prodi e io cerco di immortalare il momento.

Quando loro terminano scendo anche io. E’ la prima volta che percorro questa grotta e nonostante la ritrosia iniziale ora sono curioso di farne la conoscenza.

Qualche stalattite dalla forma curiosa.

Dopo lo scivolo iniziale ci sono un paio di punti stretti ma non impossibili.

Arriviamo in una saletta e ci dobbiamo fermare perche’ c’e’ un passaggio un poco complesso e si e’ formata la coda.

Approfitto della sosta per fare foto in giro.

La testimonianza di precedenti esplorazioni.

Girando e curiosando trovo un bypass per il passaggio che sta creando la fila. C’e’ da aspettare quindi mi infilo dentro a curiosare. E’ interessante, mi appunto mentalmente di tornare a dare uno sguardo con piu’ calma. Praticamente sono sopra a coloro che sono gia’ passati per il punto complicato. Tra me e loro c’e’ una spaccatura che sembra praticabile. Decido di provare a passare di la’…e rimango incastrato come non mai. Che ci vuole, penso, ora mi tiro su e torno indietro. A dirla sembra semplice ma la gravita’ lavora contro di me e inizio a sbuffare in maniera rumorosa. Uno dei nostri ospiti si commuove ai miei lamenti e mi da’ una mano ad uscire dalla incresciosa situazione in cui mi sono cacciato. Appena libero scivolo indietro e mi riunisco al gruppo che trovo impegnato in selfie perche’ c’e’ ancora da attendere, poco piu’ avanti c’e’ un saltino dove serve la corda.

Con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristallerie mi faccio largo nella fila e vado a raggiungere Nerone che, mentre io giocavo all’incastrato, ha attrezzato il necessario per la discesa.

Mi metto vicino vicino a lui e visto che ho portato una carrucola sistemo il necessario per dargli una mano manovrando la corda di sicura.

Tra un passaggio e l’altro cerco di scattare qualche foto ai nostri ospiti.

Il lavoro di concetto lo lascio a Nerone, io mi limito a documentare.

La fila avanza velocemente.

Eccola, lei e’ Roberta, amica di Mario e mi e’ stata affidata quindi, almeno nelle foto, cerco di farle fare bella figura.

Abbiamo ancora qualche prode esploratore, ma siamo quasi alla fine.

Ecco, dopo di lui manchiamo solo noi.

Scendo anche io lasciando a Nerone anche l’onere di smontare e riporre la corda.

Prima di partire faccio una foto al punto dove i nostri prodi erano in attesa. Rimane solo un angoletto simpatico della grotta ora che la fila si e’ esaurita.

In fondo al saltino trovo il buon Elia che governa il gruppo.

Loro sono poco sotto di noi, impegnatissimi a fare foto e selfie per concretizzare in immagini questa esperienza inconsueta.

Fin qua ero contento di aver finalmente intrapreso la visita a questa grotticella ma l’ultimo passaggio mi fa cambiare idea. Per uscire nell’antro d’ingresso dell’Inferniglio infatti si deve strisciare nel fango per almeno 3 metri, quelli che bastano per lordarsi come non mai.

Passo prima di Roberta facendomi seguire da vicino per darci coraggio a vicenda.

Foto di gruppo luminosissima.

Gli ultimi coraggiosi affrontano il passaggio stretto e fangoso.

Gli effetti del passaggio fangoso si vedono chiaramente su tutti i partecipanti.

Al primo laghetto dell’Inferniglio sentiamo voci, scendo a dare uno sguardo. Ci sono Laura, Mario e Luca che stanno portando alcuni prodi, ancora non sazi di emozioni, a fare un rapido giro con l’aiuto del canotto.

Laura non crede ai propri occhi nel vedermi infangato come sono.

Faccio qualche foto a chi parte per la gita acquatica mentre lordo l’acqua del laghetto immergendomi fino ai fianchi per strofinare almeno un poco del fango accumulato.

Il canotto-traghetto parte.

La forza motrice e’ gentilmente offerta da Luca.

Il canotto scompare nel buio…

…e io me ne vado fuori a prendere un poco di caldo asfissiante.

Faccio un giro di foto che pere’ vengono pessime visto che come sempre scordo di ripulire l’obiettivo dopo aver gettato la fotocamera in acqua.

Nerone, finalmente con la sua fida pipa.

La mia “protetta” che torna dalle macchine con dei viveri.

Termino il giro di foto annacquate

Terminato l’ampio quanto deludente giro di foto prendo commiato e vado verso la macchina per cambiarmi.

Nell’area picnic dove abbiamo lasciato le macchinec’e’ gia’ qualcuno del gruppo che attrezza per uno spuntino.

Pian pianino lo spiazzo si popola. La festa viene un poco rovinata dall’arrivo di una fastidiosa pioggerellina con minacciosi tuoni in lontananza.

Ma i nostri eroi non si lasciano scoraggiare facilmente e, all’arrivo di Mario, si conclude con un brindisi.

La nostra giornata si conclude con un raduno piu’ intimo al solito bar di Subiaco dove prendiamo finalmente una bibita fresca prima di salutarci.

La speranza che queste uscite “omnibus” attirino qualcuno verso la speleologia non tramonta mai. Anche stavolta abbiamo seminato meglio che potevamo, se ci sara’ un raccolto solo il tempo ce lo dira’. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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