Elia, Gabriele, io e Luna a fare una lunga ricognizione con destinazione centrale l’Abisso Nessuno.
La mattina Gabriele passa a prendermi e insieme andiamo a raggiungere Elia che ci aspetta al parcheggio dell’ospedale di Subiaco.
Dopo le consuete e rituali soste arriviamo all’appuntamento in perfetto orario, anzi addirittura in anticipo. Passiamo le nostre robe in macchina di Elia e partiamo decisi verso Livata e quindi Campo dell’Osso. Parcheggiamo nei pressi di Pozzo Vale, in corrispondenza della partenza di un sentiero.

Dopo i preparativi ci avviamo proprio sul sentiero.

Ricordo di essere gia’ stato qua una vita fa, prima del Covid e ricordo alcune grotte a fianco strada. Una la ritrovo e le vado vicino a darle uno sguardo.

Tiro fuori la luce dallo zaino per dare uno sguardo dentro. Anche se sono sicuro che la grotta e’ in catasto a vederla ora non sembra proprio granche’. L’unica nota positiva e’ data da un leggero soffio d’aria che avverto sulla mano.

Dopo questa veloce “esplorazione” proseguiamo.

Proseguiamo a sinistra verso Valle Maiura.

Sulla strada ci sono innumerevoli doline interessanti ma ora dobbiamo sbrigarci ad arrivare all’Abisso Nessuno quindi devo rimandare una visita piu’ da vicino.

Si prosegue di buon passo.

Ogni tanto incrociamo altre persone in passeggiata e alcune volte ci sono cani un poco irruenti che devo allontanare da Luna con delle urla minacciose.

Qua c’e’ qualcosa, ma ancora in via di maturazione.

Elia e Gabriele hanno messo la marcia da crociera e faccio fatica a star loro dietro.

Ancora doline.

Questo e’ un pozzo, e’ in catasto con il nome POZZETTO DI VALLE MAIURA (LA1613).

Questo e’ poco lontano e si chiama Pozzo della Carrareggia (LA2256).

Dalla nostra ultima visita il recinto e’ crollato abbastanza, non so se reggera’ un altro inverno.

Elia trova il modo di scendere a dare uno sguardo piu’ da vicino. Sembra terminare pochi metri piu’ giu’.

Gabriele oramai e’ scatenato e parte nel bosco alla ricerca di 2 grotte di cui abbiamo solo delle coordinate poco precise. Si tratta di POZZO DELL’ALBERO (LA1563) e di POZZO VESTIRE GLI IGNUDI (LA885). Li cerchiamo con passione ma non li troviamo.

Oramai siamo qua, fuori sentiero ma in direzione dell’Abisso Nessuno. Tra noi e l’abisso c’e’ un’altra grotta da vedere: POZZO DELLA NEVE (LA1616), proseguiamo verso quest’ultima.

Ancora doline con alberi.

Si sale, io arranco dietro ai miei amici. Luna si gira ogni tanto a guardare che fine ho fatto.

Saliscendi tra radure e bosco.

Altra dolina che promette ma non mantiene.

Gabriele ci trova rifugio.

Dolina immensa con alberi dentro e tanto muschio.

Se il GPS non ci inganna questa dovrebbe essere POZZO DELLA NEVE (LA1616).

Gabriele ed Elia cercano un punto dove poter scendere a dare uno sguardo.

Io e Luna ci fermiamo per riposare e bere un poco d’acqua.

Per ora lasciamo pozzo della neve al suo riposo, ci torneremo.

Si riparte, stavolta verso la nostra destinazione principe, l’Abisso Nessuno.

Funghi d’albero, chissa’ se sono buoni da mangiare!

Ancora qualche saliscendi nel bosco quando vedo i miei amici fermarsi davanti a un grosso buco nel terreno.

Pare che ce l’abbiamo fatta, ecco l’ingresso dell’ABISSO NESSUNO (LA1327). Ci fermiamo a contemplarlo.

Mentre i miei amici sono ancora in contemplazione io e Luna iniziamo a guardarci attorno con l’intenzione di trovare la grotta vicina con l’originalissimo nome: PICCOLO NESSUNO (LA1597).

L’unica cosa che somiglia ad una grotta, ma molto alla lontana e’ questo buchetto. Le coordinate puntano qua e in giro nelle vicinanze sembra esserci nulla.

Quando anche i miei amici mi raggiungono ci raduniamo vicino a questa possibilita’ di grotta e iniziamo a cercare se troviamo di meglio, nulla da fare.

Si prosegue. Ora stiamo andando spediti verso la Piana di Camposecco dove siamo stati di recente.

Il nuovo obiettivo e’ POZZO DEI TRONCHI MORTI (LA1562). La trovano Gabriele ed Elia camminando comodamente sul sentiero mentre io sono in giro per vedere se trovo altro.

Non male, ci torneremo.

Siamo ora nei pressi di Camposecco e rivediamo alcuni buchi di recente fattura.

Questo buco inutile nasconde una grotta da qualche parte, infatti dovrebbe essere POZZO NELLA DOLINA (LA1032).

Tra una dolina e l’altra proseguiamo spediti verso la piana.

Anche se il paesaggio e’ magico, si sente gia’ l’aumento della temperatura perche’ stiamo uscendo dal bosco.

Eccoci alla piana inondata dal sole torrido. Anche Luna e’ dubbiosa, non sembra convinta che convenga abbandonare l’ombra.

Arrivati alla strada facciamo sosta davanti alla mappa del parco per vedere i sentieri che abbiamo fatto e visualizzare la tanta strada che ci manca per tornare all’auto.

Una delle paline che ci indicano la via.

Un bel tratto di strada sotto il sole e’ quello che ci voleva!

Decidiamo di tagliare per il prato per avvicinarci al bosco, sicuramente piu’ fresco.

Il bosco rimane un miraggio ma almeno ne siamo piu’ vicini.

Troviamo anche la lapide che ricorda un certo “Bocale”.

Iniziamo a rientrare nel bosco, ogni tanto incontriamo doline che per ora sembrano senza speranza.

Intercettiamo finalmente il sentiero che dobbiamo seguire, la nostra prossima meta e’ il posto chiamato “i 3 confini”.

Un saluto alla Piana di Camposecco.

Qua, proprio in questo punto dovrebbe esserci una grotta: POZZETTO DELLE PATAGNE (LA1593). I sassi sembrano essere messi a coprire l’ingresso. Nulla possiamo fare per approfondire la conoscenza con la grotta.

Facciamo qualche minuto di pausa per bere. Elia propone un sonnellino ma glielo neghiamo.

Si prosegue.

Altra palina, ma questa la lascio consultare ai miei amici.

Questo sentiero e’ un poco malandato. Elia ricorda che anni fa era percorribile con la macchina. Ora in alcuni punti c’e’ un solco creato dall’acqua profondo piu’ di un metro.

Ostacoli messi a bella posta per limitare la velocita’!

Traversata di fosso in secca.

Di nuovo in campo aperto sotto il sole cocente. Pero’ almeno siamo vicini ai tre confini.

Incrociamo una coppia di passeggianti che ci chiedono indicazioni.

Elia che e’ esperto del posto li aiuta volentieri.

Ancora pochi metri e ci siamo.

I tre confini. Una foto ricordo me la sono meritata.

Palina densa.

Ora si tratta “solo” di tornare alla macchina passando per Valle Maiura, lo stesso tratto di strada fatto all’andata.

Il bivio dove noi prendendo a destra andremo verso la valle Maiura.

Anche questa e’ una palina seria e molto densa.

Andiamo avanti sotto il sole implacabile.

Per fortuna avvicinandoci alla macchina torniamo dentro al bosco dove la temperatura e’ piu’ accettabile.

Gabriele ha messo la marcia lunga ma anche Elia non scherza. Io e Luna ce la prendiamo piu’ comoda.

Facciamo del nostro meglio ma la distanza dai nostri amici diventa notevole. Fa nulla, oramai la strada e’ questa e non ci si puo’ sbagliare.

All’incrocio con l’area picnic Elia e Gabriele si fermano a salutare delle conoscenti. Io ne approfitto per far bere Luna e rinfrescarla un poco bagnandole la testa con l’acqua. Alla fine anche lei ha consumato piu’ di un litro d’acqua.

Ancora un’ultima sgambata e siamo alla macchina.

Bella passeggiata, bella ricognizione, una bella giornata all’aria aperta. Anche Luna e’ stanca ma soddisfatta. Abbiamo tanti spunti per future grotte da visitare. Alla prossima.