Con Gabriele, Luca, Umberto, io e Luna. Avevo detto che sarei dovuto tornare qua alla piana di Camposecco per dare un attento sguardo alle numerose grotte e doline che ci sono. Meglio non riposare sugli allori, quindi passa solo una settimana e sono di nuovo qua per un disordinatissimo giro per rivedere le grotte conosciute e con la speranza di trovarne di nuove.
Per prima cosa vi mostro la mappa con la traccia del giro fatto. Certo a vederlo cosi’ non e’ proprio chiaro come si sia sviluppato il giro pero’ a me che c’ero aiuta parecchio. C’e’ una riga dritta che parte da Camerata Nuova (dove avevo chiuso la traccia precedente settimana scorsa) e il punto dove l’ho accesso oggi…quando saro’ bravo evitero’ anche queste brutture.
Comunque ora ve lo spiego sinteticamente. Dove ho acceso il GPS siamo stati parecchio tempo e Luca si e’ offerto “spintaneamente” per rivedere una grotta. Dopo l’esplorazione abbiamo ripreso la macchina, siamo andati fino in fondo alla piana e abbiamo fatto un anello ampio rivedendo parecchie grotte. Siamo quindi tornati indietro e fatto l’anello stretto intermedio per terminare con l’ultimo anello prima di scendere di nuovo verso Camerata Nuova con sosta per altre grotte lungo strada. All’ultima grotta visitata ho finalmente spento il GPS.

Ma ora iniziamo a raccontare il nostro giro. La mattina Gabriele passa a prendere me e Luna poi insieme andiamo a Carsoli dove abbiamo appuntamento con Luca e Umberto. Dopo una adeguata colazione ci spostiamo verso Camerata Nuova prendendo poi la strada carrabile verso la piana di Camposecco senza ulteriori soste.
La strada non e’ delle migliori ma riusciamo ad arrivare a destinazione senza grossi problemi. La prima sosta la facciamo nei pressi di Pozzo Renaud dove tra l’altro mi preparo per la passeggiata e accendo il GPS.

Le nostre macchine in sosta gia’ puntate verso la piana di Camposecco.

Luca mentre ispeziona cautamente l’ingresso di pozzo Renaud. Gabriele, che le sa tutte, ci spiega che la grotta e’ stata trovata da Nerone nel periodo in cui erano ospiti presso il nostro gruppo alcuni speleo francesi per l’esplorazione speleosub dell’Inferniglio. Renaud e’ il nome di uno di loro. Se ho capito bene hanno esplorato con lui questa piccola grotta.

Dopo la visita all’ingresso riusciamo a convincere Luca a vestire i panni dello speleologo e a scendere il pozzo.

Mentre lui termina i preparativi trovo un masso robusto dove ancorare la corda per scendere. Luca si attrezza con penna e taccuino per improvvisare un rilievo “speditivo” della grotta. PEr far meglio gli presto anche la bussola e la fotocamera.

Ecco una foto panoramica del pozzo da scendere.

Mi avvicino per dargli manforte mentre attrezza un frazionamento su naturale…che potrebbe anche reggere.

Ecco le foto fatte da Luca durante la discesa del pozzo. Per quanto ho visto io la partenza e’ abbastanza stretta e non penso che io ci sarei passato.

Uno sguardo verso l’esterno non guasta. Incuriosisce quel buio a sinistra, ma probabilmente e’ solo un’ombra ingannevole…

Spaccatura impraticabile.

Luca al suo arrivo disturba il riposo di alcuni animaletti, tritoni probabilmente.

Alla base del pozzo sembra esserci una prosecuzione.

Credo che Luca sia sceso a dare uno sguardo ma ci ho capito poco, lascio a voi interpretare le sue foto.




Ancora qualche tritone da importunare.


Si risale.

All’uscita lo accogliamo con calore e riconoscenza.

Nel punto stretto all’uscita del pozzo Luca si perde il taccuino che cade insieme alla penna a tenere compagnia ai tritoni. Per fortuna ha una memoria di ferro e si sbriga a ridisegnare il rilievo con i dati presi.

Intanto io mi dedico ai fiori, questi in particolare hanno un colore incredibile.

Terminato con pozzo Renaud riprendiamo le macchine per proseguire il giro. Facciamo una tappa imprevista per andare a vedere da vicino un nuovo buco che pero’ si rivela poco profondo e senza rocce affioranti.

Arriviamo verso la fine della piana dove lasciamo la macchina per iniziare un largo anello a piedi in senso orario per rivedere gli ingressi delle grotte dei dintorni.

Questa potrebbe essere una di quelle che cerchiamo, ma credo che non siamo riusciti a individuarla con certezza. Forse si tratta del POZZO IV DI CAMPOSECCO(LA890) che manca all’appello.

Altre doline che per ora promettono solo future meraviglie.

Il giro si interrompe quando arriviamo al buco a fianco strada con la povera mucca morta dentro.

Ora il buco e’ protetto da alcuni rami per avvisare chi passa. Gabriele lo misura col distanziometro laser. Per ora e’ poco piu’ di 4 metri, non e’ catastabile. Dobbiamo aspettare che la natura faccia il suo corso e la povera mucca scompaia.

Continuiamo il nostro giro senza tralasciare alcuna dolina. Da lontano sembrano tutte interessanti.

Una edicola tra gli alberi. Qualcuno ha messo la statuina della madonna a riposare a pancia in giu’.

Attraversiamo la strada per proseguire la ricerca. Io mi perdo ad ammirare questo tronco…

…intanto Luca, proprio alle mie spalle trova la grotta che stavamo cercando: POZZO III DI CAMPOSECCO(LA889)

Eccola in tutta la sua magnificenza, tra qualche anno non la troveremo piu’, sara “rappilata”, come dice Nerone.

Girovagando troviamo altri buchi che pero’ non sembrano essere degni di nota. Questo se non erro dovrebbe essere il POZZETTO DELLE COSTE DI CAMPOSECCO(LA1002)

Mi attardo un po’ e i miei amici trovano la grotta successiva: GROTTA DELL’AURORA(LA893).

Questa sembra avere un ingresso transitabile e ci fermiamo a darci uno sguardo piu’ attento.

Potremmo tentare uno sguardo piu’ avanti, ma il nostro Luca, a cui sarebbe toccata la spinosa esplorazione tra le ortiche, ha “dimenticato” di portare il casco, quindi dobbiamo accontentarci di una foto.

Giriamo a lungo alla ricerca “matta e disperatissima” della GROTTA DEGLI UCCELLI(LA892) ma nulla, non si lascia trovare.
Proseguiamo verso POZZO DEL GRILLO(LA891) e questo per fortuna lo troviamo.

Come al solito faccio le foto di rito.

Umberto e Luna osservano perplessi questo ennesimo buco.

Passo la fotocamera a Luca che scende a dare uno sguardo da vicino.

Ecco il pozzo in tutta la sua magnificenza!

Subito dopo l’eccitante esplorazione prendiamo per il bosco e iniziamo un tratto abbastanza lungo per raggiungere GROTTA DEL VENTENNALE(LA1883) che con i suoi 90 metri di profondita’ forse e’ la grotta piu’ interessante della giornata.

Si cammina senza tralasciare uno sguardo ai tanti buchi che incontriamo.

Guarda la’ in fondo sotto quella roccia, si vede scuro!

Tra un giro e l’altro eccoci finalmente alla grotta.

L’ingresso non e’ appariscente.

Ma ci sono evidenti tracce di frequentazione speleo, anche se non recentissime.

Non potendo scendere ora la grotta mi accontento di fotografare un enorme tronco marcio con dei funghi anch’essi molto andati.

Gabriele intanto e’ andato avanti alla ricerca della SPACCATURA DI CAMPITELLONE(LA1594). Lo raggiungiamo quando ci urla di averla trovata.

Boh. Il GPS gli da ragione ma qua sembra esserci nulla. Altra grotta “rappilata”.

Riprendiamo il cammino per riprendere la strada. Gabriele ritrova anche il POZZO II DI CAMPOSECCO(LA888) ma io non mi fermo a vedere, dovrebbe trattarsi di un pozzo da 6 metri.

Usciamo dal bosco e ritorniamo alla piana e ci dirigiamo verso le macchine, il tempo sembra assisterci.

Il tratto di piana da percorrere e’ maggiore di quanto pensavo.

Eccoci alla strada.

Incontriamo un pastore che ha recuperato un vitello disperso e lo sta riaccompagnando verso “casa”. Provo ad avvicinarmi ma il vitello si spaventa e per poco non vanifico il lavoro del pastore. Mi accontento di una foto da lontano. Cerchiamo anche di scambiare qualche parola col pastore ma quando fa per risponderci con voce allegra scopriamo che parla una lingua a noi incomprensibile quindi lo salutiamo a gesti e riprendiamo il cammino.

Arrivati alle macchine torniamo indietro fino all’incrocio con un altro sentiero nei pressi di un’area picnic. Qua ci fermiamo per fare pranzo e Luca mi sorprende con un bel regalo per il mio recente compleanno, un pacco di biscotti fatti con le sue mani al forno di famiglia in quel di MontePorzio Catone. Grazie Luca! Da qui, dopo il veloce spuntino prendiamo per il nuovo sentiero e ritorniamo nel bosco punteggiato da frequenti doline.
La prima grotta da ritrovare e’ POZZO NELLA DOLINA(LA1032). L’unica dolina papabile nei dintorni e’ questa, assumiamo sia lei.

Il percorso “ubriaco” della traccia testimonia che cerchiamo di guardare tutte le numerose doline che ci si presentano davanti.

Questa forse e’ la migliore, ma per ora e’ solo scavata nella terra. Ho timore si debba pazientare ancora qualche secolo perche’ sia pronta per noi.

Riprendiamo il sentiero e dal lato opposto troviamo una delle grotte che stiamo cercando, POZZO CAMPITELLONE(LA348)

Eccola, vista dall’alto.

Proviamo a tirare qualche sasso ma non ci da molta soddisfazione.

La successiva ha un nome invitante: POZZO FANGOSO(LA1070) e di lei rimane solo un infimo buco non praticabile che solo l’attento occhio di Luca riesce ad individuare tra l’erba folta.

Luna si prende del fresco inzaccherandosi tutta di fango.

Anche questo giro termina col ritorno alle auto. Ci spostiamo in vista del rifugio di Camposecco dove faremo ancora un giro.

Eccoci arrivati, Luna e’ stanca di queste salite e discese dall’auto e vorrebbe rimanere sdraiata a riposare in auto. Non posso permetterglielo, fa troppo caldo, quindi la costringo a seguirci.

In questa zona la piana e’ costellata da mucchi di mucche, speriamo bene che non si imbizzarriscano per la presenza di Luna.

La prima grotta da vedere e’ INGHIOTTITOIO DI CAMPOSECCO(LA311) che con i suoi 500 metri di profondita’ e’ la regina del posto.

Un fungo giovane…

…e i suoi nonni!

Andiamo verso il rifugio alla ricerca della grotta successiva: POZZO I DI CAMPOSECCO(LA887), la troviamo proprio accanto ad un volubro, ben protetta da un recinto.

Eccola. Purtroppo il recinto non ci permette una visione migliore.

Il volubro e’ popolato da numerose mucche e cavalli. Andrebbe tutto bene se si facessero gli affari loro. Purtroppo una mucca decide che Luna puo’ essere un pericolo e si mette a seguirla con l’aria di volerla caricare. Riusciamo a stento a farla allontanare con urla e rumori.

Per evitare guai peggiori, ci dividiamo Luna ed io torneremo alle auto con un giro largo mentre i nostri amici andranno a cercare la prossima grotta, BUCO DEL RUDERE(LA1596).

A meta’ strada io e Luna passiamo un brutto momento, 2 mucche ben piazzate si staccano da l loro gruppo e iniziano a seguirci. Me ne accorgo solo quando vedo Luna agitarsi. Mi giro e mi trovo a guardare il muso delle 2 mucche guardarmi a un metro di distanza. Per fortuna alle mie urla si fermano interdette sul da farsi e questo permette a noi di allontanarci. Quando arriviamo a distanza di sicurezza le mucche si fermano ma senza tralasciare di tenerci d’occhio. Pericolo scampato.

Strada facendo, con le mucche oramai lontane, trovo un buco interessante e mi fermo a togliere qualche sasso e sfogare cosi’ la tensione. Il buco si rivela un nulla di fatto ma il mio umore e’ migliorato.

Ancora una foto alla piana con qualche placida nuvola, poco prima di arrivare alle macchine.

Eccoci in salvo. Faccio bere Luna e poi le concedo un riposino dentro la macchina in attesa dei nostri amici.

Eccoli che arrivano.

Ci spostiamo in giu’ verso le ultime grotte da cercare. Fermiamo le macchine di fronte a Grotta Faitina(LA1798) che si rivela un buco angusto ma con un’aria interessante.

Eccola da un poco piu’ lontano.

I miei amici partono decisi alla ricerca di POZZETTO BIKE(LA1243). Li seguo finche’ sono sulla strada.

Intanto mi dedico a fotografare questi splendidi fiori.

Tra noi e la grotta c’e’ una salita impegnativa, i miei partono spediti, io, con la scusa di guardare Luna, rimasta in macchina, mi astengo dal seguirli.

Ritornano con le pive nel sacco della grotta nessuna traccia. Anche l’ultima grotta che Gabriele voleva ritrovare: POZZO DANILO(LA1757), anche se ha il punto GPS non si riesce a trovare.

Stanchi ma contenti per la bella e proficua passeggiata odierna scendiamo a Camerata Nuova per far visita al bar.

Si, quello solito, vicino alla piazza con la chiesa.

Dopo esserci adeguatamente rinfrescati con una bibita ghiacciata rimane altro che salutarci e risalire in macchina per tornare a casa. Che dire, un bel giro, abbiamo cercato molte grotte e buona parte le abbiamo trovate, non male. Alla prossima.