Con Arianna,Ilenia,Martina,Luca, Massimo,Luca e Gabriele a conoscere una grotta nei pressi di S. Giorgio a Liri.
La mattina Gabriele passa a prendermi con la sua nuova auto, Martina si unisce subito a noi e insieme andiamo a Montepo’ a prendere Luca. Una volta fatto il pieno della macchina ci dirigiamo velocissimamente (ma purtroppo in ritardo) verso l’area picnic di Parano. Aggraviamo un poco il ritardo per una sosta intermedia per caffe’ e bisognini. Quando arriviamo i nostri nuovi amici di oggi, Ilenia, Massimo e Luca sono giustamente andati a fare una ricognizione nei dintorni. Gabriele e’rimasto d’accordo con loro che ci raggiungeranno alla grotta. Arianna invece la troviamo la’ che ci aspetta pazientemente.

Iniziamo a vestirci subito mentre Gabriele “disbriga” un paio di telefonate.

Appena Gabriele si libera dagli impegni telefonici lo obbligo a mettersi in posa per presentare la sua nuova auto.



Siamo tutti pronti, si parte. Naturalmente tutti i carichi pesanti li rifilo da portare a Luca, lui e’ giovane e deve fare allenamento.

Anche Arianna porta abbastanza robe ma lei ha energie per due.

Prendiamo per la prosecuzione del sentiero che ci ha portati fino all’area picnic e subito troviamo tracce di (in)civilta’ recenti.

Prendiamo una lunga discesa seguendo le indicazioni del GPS di Luca. Quando lo strumento afferma che siamo arrivati ci guardiamo attorno senza vedere buchi che possano essere la nostra grotta. Luca dice di aver visto qualcosa a una ventina di metri da dove siamo e fa un salto a verificare. Dopo un paio di minuti ci urla che in effetti la nostra grotta e’ proprio la’.
Lo raggiungiamo e ci troviamo di fronte a un buco nel terreno di generose dimensioni da cui si vede sotto un ampia sala. Il dislivello da scendere non e’ molto, sono circa 8 metri ma serve sicuramente la corda per scenderli.
I nostri nuovi amici di oggi non sono speleologi ma hanno desiderio di scendere in questa grotta quindi abbiamo deciso di aiutarli, abbiamo da approntare parecchie cose prima che arrivino.
Senza quasi riprendere fiato iniziamo ad attrezzare per la discesa. Per prima cosa piantiamo due multifix in un masso vicino all’ingresso per approntare una corda di discesa per noi, poi proseguiamo con la sistemazione della corda per calare, e quindi recuperare, i nostri amici. Luca fa le cose faticose e io creo confusione provando a indicargli cosa fare. Per rendermi utile, oltre che fastidioso, mentre lui sistema le corde io disgaggio la linea di terreno dove scenderemo. Faccio cadere giu qualche centinaio di sassi, non grossi ma sicuramente fastidiosi da prendere addosso.

Ogni tanto non posso esimermi dal rompere le scatole a Luca dicendo la mia opinione su cosa sta facendo.

Per fortuna lui non si offende e continua a lavorare senza sosta.

Eccolo mentre finisce di sistemare la carrucola con la corda blu che servira’ a trasportare giu’ e su i nostri amici.

Ogni tanto ritorno alla base dove Martina, Ariana e Gabriele sono in paziente attesa. In uno dei giri lascio la fotocamera a Martina che la prende in carico e si occupa di scattare qualche foto in mia vece.



L’armo principale per la calata e il recupero e’ pronto ora c’e’ da faticare piu’ in basso per mettere un paio di deviatori. Nel termine “faticare” e’ inteso sia roba per Luca, quindi velocemente ci cambiamo di posto e a me non rimane che stare abbracciato all’albero a elargire consigli e farmi fotografare da Martina.




Luca termina con i lavori di fatica e scende giu’ per iniziarne un altro, sara’ lui a contrappesare i nostri amici. In realta’ lui vorrebbe fare un paranco ma a me sembra una soluzione troppo poco faticosa. Alla fine lo costringo ad accettare il contrappeso. Lo faccio sempre per il suo bene, deve allenarsi.

Ecco la nostra coppia “spelea” di punta. Con poco tatto chiedo loro quanto pesano, serve un buon test di discesa e risalita sul contrappeso che “abbiamo” attrezzato. Le vedo interdette, non si dichiarano…alla fine e’ Arianna che si immola per il test di recupero.

Prima di tutto facciamo ancora un paio di aggiustamenti all’armo, con la corda di discesa per noi, quella bianca, facciamo un traverso di protezione per arrivare fino all’albero, non e’ un passaggio difficile ma la prudenza non e’ mai troppa.

Martina e Gabriele ci danno supporto.

Arianna se la ride, ma ancora per poco, nemmeno il tempo di rilassarsi che l’ho agganciata alla corda blu per la discesa e l’ho scaraventata giu’…con gentilezza!

La salita di prova di Arianna e’ piu’ impegnativa, il nostro contrappesista di fiducia, Luca, e’ troppo leggero per il peso di Arianna aumentato da tutti gli attriti causati dal passaggio della corda in ben due carrucole e un moschettone deviatore. Alla fine tocca faticare anche a me, scendo sulla corda bianca di qualche metro, posiziono la maniglia sulla corda blu e mi metto di peso sul pedale. In questa maniera riusciamo a risolvere e il recupero termina con successo.
Mentre Arianna e’ a meta’ della sua salita i nostri amici odierni fanno capolino tra gli alberi, Gabriele entra subito in modalita’ P.R. e va a fare gli onori di casa. In pratica inizia a parlare di tutto con loro intrattenendoli mentre noi terminiamo le nostre prove.
Ok, tutto pronto. Gabriele inizia a far vestire l’attrezzatura ai nostri amici. Visto che loro sono tre e noi abbiamo due imbraghi, Luca e Massimo si sacrificano e scenderanno per primi mentre Ilenia potra’ usufruire di un supplemento di intrattenimento a cura di un incontenibile Gabriele.

In attesa che si recuperi un imbrago sistemo un deviatore anche per la corda bianca e lo faccio provare a Martina che scende a visitare la grotta. C’e’ da attendere quindi lascio tutto com’e’ e raggiungo Gabriele. Passando vicino alla roccia dove abbiamo messo i multifix noto sulla destra un buco interessante, mi avvicino e ci lancio un sasso dentro, rotola per un po’. Interessante! Lancio ancora qualche sasso finche’ da sotto non si risentono perche’ i sassi che tiro arrivano loro in testa. Le speranze di un nuovo ramo parallelo con un pozzo che faccia da bypass a tutto il crollo…crollano miseramente. Mi consolo pensando che comunque a ostruire il passaggio ci sono alcuni massi troppo grossi per essere spostati, quindi non avrei potuto comunque scenderlo.
Luca decide che per lui e’ ora di risalire, forse malvolentieri, ma sicuramente per premura nei riguardi di Ilenia che cosi’ potra’ avere l’imbrago per scendere. In un paio di minuti Luca contrappesa Luca e io faccio la mia parte tanto per fare confusione. Dopo che Luca e’ arrivato in salvo attendo sul posto che Gabriele faccia fare il cambio imbrago. Visto che sono rimasto sulla corda bianca, decido che Ilenia la calero’ da qua, cambia poco dal punto di vista pratico ma potro’ farle una foto mentre e’ su corda.

Arianna si e’ accomodata tra gli alberi per dare assistenza a Ilenia nell’avvicinamento dal punto sicuro, vicino a Gabriele, e l’albero dove parte la corda blu.

Ecco Ilenia che scende precipitevolissimevolmente!

Dopo di lei scendiamo anche io e Arianna per andare a curiosare. Gabriele invece oggi e’ votato all’intrattenimento e gia’ ha preso in custodia Luca interessandolo su chissa’ quale argomento.
Quando arrivo giu’ mi ritrovo nel salone di crollo che intravedevo dall’alto e sono in cima a un possente cono detritico che digrada con una buona pendenza verso i lati della sala. I nostri nuovi amici sono impegnatissimi, hanno raccolto alcuni sassi, dei cocci e delle ossa, li osservano con interesse e ne parlano tra loro. Li vedo molto presi quindi li lascio fare e vado a fare un giro per la grotta.

Appena a lato della cima del cono detritico c’e’ una nicchia dove Luca sta cercando eventuali prosecuzioni con l’aiuto di Martina, anche Arianna appena arriva li raggiunge per fare passamano coi sassi.

Ecco il buco da cui siamo entrati, a vederlo sembra frutto di un crollo della volta di questa sala.

Raggiungo le pareti della sala e cerco eventuali prosecuzioni tra la quantita’ di massi. Trovo i poveri resti di un qualche animale, ancora puzzicchiano, ma poco per fortuna.

Mi infilo in uno stretto pertugio tra i massi, vedo che ci sono stati da poco. Controllo anche io, non si sa mai, pero’ trovo nulla di interessante.

Uscendo dal pertugio sbatto la testa contro un masso con alcuni fossili, scatto loro qualche foto tanto per dire che qualcosa ho trovato.


Torno in cima al cono detritico e subito faccio una foto a Martina che e’ dentro la nicchia ad aiutare. Luca ha appena deciso di abbandonare lo scavo nella nicchia e ne esce per dedicarsi ad altro. Visto che sono curioso, ci entro io per dare uno sguardo. Con l’aiuto di Arianna inizio a spostare sassi da un punto che sembra promettente. Smetto quando la catasta di pietre su cui poggia Arianna inizia a crollarmi addosso vanificando in pochi secondi tutto il lavoro di sgombero. Di comune accordo con Arianna abbandoniamo lo scavo e usciamo a riveder le stelle.

Luca ora e’ sopra di noi, in pratica ha fatto una scalata fino ad una nicchia a circa tre metri dalla sommita’ del cono detritico, mentre iniziamo ad osservare i suoi sforzi, si appresta ad entrare.

Trovato qualche appiglio sicuro Luca entra nella nicchia e ci racconta. Da fuori chiamiamo Gabriele per chiedergli che si affacci al buco che scavavo prima di scendere in grotta. Purtroppo o per fortuna Gabriele da sopra vede chiaramente Luca e la sua luce. Abbiamo scoperto perche’ i sassi che tiravo arrivavano in testa a chi era qua sotto!

Mentre Luca scende in qualche maniera dalla nicchia alta, qua sotto Ilenia e Massimo mettono al sicuro i tesori trovati e si preparano psicologicamente alla risalita.

Intanto che io salgo, Martina e Luca si rilassano un poco…Luca soprattutto visto che tra poco dovra’ faticare nuovamente per contrappesare Massimo e Ilenia.


Le operazioni di recupero dei nostri amici mi trovano impegnatissimo a dare fastidio a Luca mentre effettua il contrappeso quindi mi scordo di fare le foto. Mi rifaccio pero’ con un paio di foto alla mitica Arianna.


Proseguo poi con una foto a Ilenia, ancora sorridente per l’avventura in grotta.

Termino il giro con una foto di Massimo, Gabriele e Luca, tanto per chiudere in bellezza.

Da sotto si sentono rumori, in effetti Martina e Luca ancora mancano all’appello. Qualche secondo di attesa e Martina fa capolino, litiga un poco con il deviatore, la aiuto dopo averle fatto promettere che alla prossima palestra sara’ la prima a vestire l’imbrago e fare esercizio.




I nostri amici si preparano e partono per andare alle macchine, vogliono trovare un posto dove mangiare qualcosa tutti assieme. In effetti, confesso che tutto l’impegno profuso per far lavorare Luca mi ha messo appetito e non disdegnerei uno spuntino. Gabriele oramai e’ a mille e continua a fare l’intrattenitore anche con Arianna.

Mentre mi tolgo l’attrezzatura arriva anche Luca che disarma le vie e recupera tutti i materiali usati.

Ora che la grotta e’ “pulita” mi ricordo anche di scattarle una foto al naturale.

La salita di ritorno e’ tosta, non ricordavo di essere sceso cosi’ tanto e con cosi’ tanta “ripidezza”. In qualche modo pero’ arriviamo in cima e possiamo goderci un fantastico panorama.





Per lo spuntino pomeridiano i nostri amici hanno trovato un posticino a S. Giorgio a Liri. Ci mandano il punto, e’ vicino a una vecchia mola ma dobbiamo girare parecchio per trovarla.

Ecco la mola, siamo sulla strada giusta dopo almeno 4 tentativi falliti.

Mentre ci concediamo in allegria un abbondante spuntino arriva la sera. Quando terminiamo e’ ampiamente ora di cena ma siamo troppo sazi anche solo per ipotizzare un altro pasto. D’altra parte il viaggio di ritorno sara’ ben lungo quindi anche se a malincuore salutiamo i nostri nuovi amici augurandoci e progettando di rivederci presto per qualche nuova avventura. Alla prossima.